Ester 7
Versetti esaminati
1Il re e Aman andarono a banchettare con la regina.2Il secondo giorno che si beveva, il re disse a Ester: «Che c’è, regina Ester? Qual è la tua domanda e quale la tua richiesta? Fosse anche la metà del mio regno, ti sarà data».3Rispose: «Se ho trovato grazia davanti al re, sia risparmiata la vita a me, secondo la mia domanda, e al mio popolo, secondo la mia richiesta.4Infatti siamo stati venduti, io e il mio popolo, siamo stati venduti per essere distrutti, uccisi e fatti schiavi, noi e i nostri figli, per diventare servi e serve; ma io finsi di non udire, perché quel calunniatore non è degno del palazzo del re».5Disse il re: «Chi è costui, che ha osato fare queste cose?».6Ester rispose: «Un nemico: Aman è quel malvagio». Aman fu preso da terrore in presenza del re e della regina.
7Allora il re si alzò dal banchetto per andare nel giardino: Aman si mise a supplicare la regina perché avvertiva di essere nei guai.8Il re ritornò dal giardino, e intanto Aman si era lasciato cadere sul divano supplicando la regina. Allora il re disse: «Vuole anche fare violenza a mia moglie in casa mia?». Appena ebbe sentito, Aman mutò d’aspetto.9Bugatàn, uno degli eunuchi, disse al re: «Ecco, Aman ha preparato anche un palo per Mardocheo, il quale aveva parlato in favore del re, un palo alto cinquanta cubiti, eretto nella proprietà di Aman». Disse il re: «Sia impiccato su quel palo».10Allora Aman fu appeso al palo che aveva preparato per Mardocheo. E l’ira del re si placò.
Note
19,0:Un redattore postesilico ha inserito qui due tradizioni, la cui dualità appare chiara nei cc 20-21: una si ricollega al santuario di Mizpa, l'altra a quello di Betel. Questo spiega i due racconti della sconfitta di Beniamino e della caduta di Gabaa (vedi, per esempio, Gdc 20,30-32 e Gdc 20,36(b)-44) e i due mezzi escogitati per assicurare la sopravvivenza della tribù di Beniamino (Gdc 21,1-12; Gdc 21,15-23).
19,2:in un momento di collera: con versioni; il TM ha: «essa gli fu infedele» (ma cf. v 3).
19,8:così indugiarono: conget.; il TM ha: «indugiate».
19,10:Iebus: questo nome di Gerusalemme si trova solo qui (vv 10-11) e in 1Cr 11,4s . E' preso dal nome dei suoi abitanti all'epoca della conquista, i gebusei, ma la città si è sempre chiamata Gerusalemme. - il servo: con versioni; il TM ripete: «con lui».
19,12:Gabaa: a Gabaa di Beniamino, il levita non riceve ospitalità che presso un uomo di Efraim (v 16), che è pronto ad adempiere i suoi doveri di ospite fino all'eroismo (v24). I beniaminiti della città mancano gravemente contro la legge dell'ospitalità (v 15) e mantengono una condotta abominevole. C'è, nel ricordo di questa storia, una punta polemica (giudea?) contro Saul, che aveva come capitale Gabaa. In tutto questo brano, il redattore conserva reminiscenze della storia di Lot (Gen 19,1-11).
19,18:alla casa del Signore: con il TM; BJ con il v 29 traduce: «io ritorno a casa mia».
19,23:infamia: il termine ebraico indica gravi colpe contro la legge divina, soprattutto colpe contro il costume, particolarmente riprovate per reazione contro la licenza dei culti cananei. Qui alla colpa in se stessa s'aggiunge un attentato contro il diritto sacro dell'ospitalità.
19,24:è vergine: il TM aggiunge: «e sua concubina» (del levita).
19,29:per tutto il territorio di Israele: questo sinistro messaggio di vendetta è indirizzato a tutto Israele (cf. Gdc 20,1; Gdc 20,2; Gdc 20,10 ecc.). Questo potrebbe sottolineare la solidarietà di tutte le tribù di fronte all'infrazione di una legge religiosa; ma un'azione comune a tale scopo sarebbe unica; invece, verisimilmente, si tratta di un ampliamento della tradizione primitiva che tendeva a mettere Efraim davanti a Beniamino. Sarebbe quindi un nuovo episodio della lotta di Efraim per la supremazia (cf. Gdc 8,1+; Gdc 12,1).
19,30:agli uomini che inviava... decidete, questo v è ricostruito seguendo in parte i LXX; assente nel TM, che ha conservato solo «pensateci, consultatevi e decidete», ma in forma corrotta e messo alla fine del versetto.