SCRUTATIO

Sabato, 6 giugno 2026 - San Norberto ( Letture di oggi)

Primo libro dei Maccabei 13


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1Simone seppe che Trifone raccoglieva un esercito numeroso per venire nella terra di Giuda e devastarla.2Vedendo che il popolo era in preda alla trepidazione e allo spavento, salì a Gerusalemme dove, convocato il popolo,3lo esortò dicendo: « Voi stessi sapete quanto io, i miei fratelli e tutta la casa di mio padre abbiamo fatto per le leggi e il santuario; voi conoscete le guerre e le angustie che abbiamo sopportato.4A causa di ciò tutti i miei fratelli morirono per Israele e sono rimasto io solo.5Ora non sia mai che io risparmi la mia vita durante tutto questo. tempo di oppressione! Perchè non sono più prezioso dei miei fratelli.6Ma piuttosto vendicherò la mia nazione, il santuario, le vostre mogli e i vostri figli, perchè tutte le genti cospirano per sterminarci a causa del loro odio ».7All’udire queste parole, si riaccese lo spirito del popolo è tutti: risposero a gran voce dicendo:8« Tu sei il nostro duce al posto di Giuda e di Gionata tuo fratello.9Combatti le nostre ed battaglie; noi eseguiremo quanto ci ordinerai ».10Radunati allora tutti gli uomini di guerra si affrettò a terminare le mura di Gerusalemme fortificando la città tutto all’intorno.11Poi mandò Gionata, figlio di Assalonne, con sufficiente esercito a Giaffa. Costui, cacciati gli abitanti, vi pose la sua dimora.12Intanto Trifone si mosse da Tolemaide con molto esercito per invadere il paese di Giuda, portandosi Gionata sotto custodia.13Simone si accampò in Adida di fronte alla pianura.14Trifone, appena seppe che Simone era succeduto al fratello Gionata e che era disposto ad attaccare battaglia contro di lui, gli mandò alcuni messaggeri per dirgli:15« A causa del denaro, che tuo fratello Gionata doveva all’erario regio per gli uffici che esercitava, lo abbiamo ritenuto.16Ora, perciò, mandaci cento talenti d’argento e due dei suoi figli in ostaggio, affinchè, messo in libertà, non si rivolti contro di noi; noi lo lasceremo libero ».17Simone si accorse che parlavano con inganno, tuttavia mandò a prendere il denaro e i due fanciulli, per non suscitare grande odiosità fra il popolo che avrebbe detto:18« Non gli ha mandato il denaro e i fanciulli, per questo Gionata è perito ».19Perciò gli mandò i fanciulli e i cento talenti, ma quegli, che aveva mentito, non lasciò libero Gionata.20Anzi, dopo tale fatto, Trifone avanzò nella regione per devastarla. Egli la aggirò per la via che conduce ad Adora. Simone con l’esercito lo teneva a bada, prevenendolo dovunque andasse.21Allora quelli dell’Acra mandarono messaggeri a Trifone per sollecitarlo a venire in loro soccorso attraverso il deserto e a inviare intanto viveri.22Trifone preparò tutta la cavalleria per andarvi; ma in quella notte cadde molta neve. Ora egli, non potendo avanzare a causa della neve, partì e andò in Galaaditide.23Avvicinatosi a Bascama, uccise Gionata e lo seppellì sul posto.24Quindi Trifone prese la via del ritorno e se ne andò nella sua regione.25Simone mandò a prendere le ossa del fratello Gionata e le seppellì a Modin, città dei suoi padri.26Tutto Israele fece su di lui un gran lamento e lo pianse per molti giorni.27Simone costruì sopra il sepolcro del padre e dei fratelli un monumento assai alto, perchè si vedesse, con la parte posteriore e la facciata ricoperte di pietre levigate.28Egli vi collocò sette piramidi, l’una di fronte all’altra, per il padre, la madre e i quattro fratelli.29In esse adattò congegni decorativi, ponendovi intorno grandi colonne e, sulle colonne, trofei di armi a ricordo perpetuo e, vicino alle armi, alcune navi scolpite, affinchè fossero viste da tutti coloro che navigano il mare.30Questo è il mausoleo che costruì a Modin e che esiste fino a oggi.31Trifone agiva con inganno verso il giovanetto Antioco e lo uccise.32Proclamatosi re al suo posto e cinta la corona dell’Asia, causò una grande calamità sulla terra.33Simone, intanto, costruì fortezze nella Giudea, le munì di alte torri, di grandi mura, di porte e di sbarre ; in tali fortezze depositò viveri.34Quindi Simone scelse alcuni uomini, che mandò al re Demetrio, perchè concedesse franchigie alla regione; poichè tutte le azioni di Trifone erano state rapine.35Il re Demetrio gli mandò una risposta secondo le sue proposte e gli scrisse questa lettera.36«Re Demetrio a Simone, sommo sacerdote e amico dei re, agli anziani e alla nazione dei Giudei salute.37Abbiamo accettato la corona d’oro e il ramo di palma che avete mandato. Noi siamo disposti a fare la pace con voi e a scrivere agli incaricati governativi di concedervi franchigie.38Quanto abbiamo stabilito a vostro riguardo viene confermato; le fortezze che avete edificato restino nelle vostre mani.39Vi rimettiamo inoltre i falli e le mancanze commesse fino a oggi, come pure la corona che ci dovete. Se qualche altro tributo gravava su Gerusalemme d’ora innanzi non sia più riscosso.40Se fra di voi ci sono alcuni atti a essere arruolati nella nostra guardia del corpo, si arruolino. Ci sia pace fra di noi».41Così l’anno 170 fu tolto il giogo dei Gentili da Israele.42Il popolo di Israele incominciò a scrivere negli atti pubblici e nei contratti: « Anno primo di Simone sommo sacerdote, stratega e duce dei Giudei».43In quei giorni egli si accampò intorno a Gezer e la circondò di soldati. Costruì una elepoli, la accostò alla città che occupò dopo avere abbattuto una torre.44Coloro che erano nella elepoli piombarono sulla città producendovi una grande agitazione.45Coloro che erano nella città salirono insieme con le mogli e i figli sulle mura, dopo essersi stracciate le vesti, e gridarono a gran voce supplicando Simone di tendere loro la destra.46Essi dicevano: « Non trattarci secondo la nostra malizia ma secondo la tua misericordia ».47Simone si accordò con loro e cessò di combatterli. Egli li cacciò dalla città, purificò le case dove si trovavano idoli e così entrò in essa fra canti di inni e di benedizioni.48Egli eliminò dalla città ogni impurità e vi collocò uomini che osservavano la legge, la fortificò e vi costruì una casa per sè.49Ora quelli dell’Acra di Gerusalemme non potevano nè andare nè venire per la regione, nè comprare nè vendere. Per questo essi soffrivano molto la fame e parecchi di essi perivano di inedia.50Allora si rivolsero a Simone pregandolo di accettare la pace. Egli la concesse. Li cacciò di lì e purgò l’Acra da ogni profanazione.51Il 23 del secondo mese dell’anno 171 entrarono in essa con laudi e rami di palme, a suon di cetre, di cembali e di arpe, con inni e canti, perchè era stato estirpato un gran nemico da Israele.52Simone stabilì di celebrare ogni anno questo giorno con letizia. Fortificò il monte del tempio vicino all’Acra e vi fissò la dimora insieme con i suoi.53Vedendo Simone che suo figlio Giovanni era ormai un uomo, lo fece comandante di tutto l’esercito. Costui si stabilì a Gezer.