SCRUTATIO

Venerdi, 5 giugno 2026 - San Bonifacio ( Letture di oggi)

Primo libro dei Maccabei 6


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1Mentre il re Antioco percorreva le regioni settentrionali, venne a sapere che Elimaid, nella Persia era una città famosa per ricchezze argento e oro;2che il suo tempio era ricchissimo e che vi si trovavano armature in oro, corazze e armi lasciate da Alessandro figlio di Filippo, re macedone, che aveva regnato per primo sui Greci.3Vi andò e cercò di occupare la città per depredarla, ma non vi riuscì, perchè gli abitanti, conosciuta la sua intenzione,4insorsero a mano armata contro di lui, che dovette fuggire, allontanandosi con grande tristezza per tornare in Babilonia.5In Persia, poi, arrivò uno ad annunciargli la sconfitta degli eserciti che erano andati nella regione di Giuda;6Lisia, che si era avanzato con un esercito fortissimo, era stato messo in fuga dai Giudei, i quali si erano rinforzati con le armi e con le copiose spoglie tolte agli eserciti vinti;7costoro avevano abbattuto l’abominio, che lui aveva posto sull’altare di Gerusalemme, e avevano circondato di alte mura, come prima, il santuario e Bet-Zur, una delle sue città.8Quando udì tali cose, si turbò e cadde in profonda agitazione, si mise a letto e si ammalò per il dispiacere, perchè non si erano realizzati i suoi desideri.9Rimase in questo stato per molti giorni, rinnovandosi sempre la profonda angoscia, così che si credette vicino alla morte.10Perciò convocò tutti i suoi amici e disse loro: « Il sonno è scomparso dai miei occhi; il mio cuore è affranto per le preoccupazioni.11Perciò dico a me stesso: “ A quale tribolazione sono giunto e in quali onde di tristezza mi trovo ora; eppure io ero ben fortunato e riverito nella mia potenza!12Ora mi ricordo delle ingiustizie che ho commesso a Gerusalemme, come mi sono impadronito di tutte le suppellettili d’oro e d’argento e ho inviato gente a sterminare gli abitanti di Giuda senza motivo.13Riconosco che, a causa di ciò, mi sono sopraggiunti questi mali; ecco, ora muoio con pena immensa in terra straniera” ».14Egli chiamò Filippo, uno dei suoi amici, e lo costituì capo di tutto il regno.15Gli consegnò il diadema, il suo manto, l’anello con l'incarico di guidare Antioco suo figlio e di educarlo in preparazione al regno.16Ivi morì il re Antioco l’anno 149.17Appena Lisia seppe della morte del re, proclamò re al suo posto il figlio Antioco che egli aveva allevato da piccolo e lo chiamò Eupatore.18Ora quelli dell’Acra tenevano assediati gli Israeliti intorno al santuario, cercando sempre di nuocere loro e di sostenere i Gentili.19Giuda, perciò, decise di toglierli di mezzo. Egli convocò tutto il popolo per cingerli d’assedio.20Essi si radunarono e cominciarono l’assedio nell’anno 150, erigendo terrapieni e macchine d’assalto.21Ma alcuni degli assediati ruppero il blocco; si unirono a loro certi empi di Israele,22andarono dal re e dissero: « Fino a quando non farai giustizia e non vendicherai i nostri fratelli?23Noi abbiamo accettato volentieri di servire tuo padre, di camminare secondo i suci ordini e di rispettare i suoi editti.24Per questo i figli del nostro popolo hanno assediato la fortezza e si sono allontanati da noi. Essi hanno ucciso quanti di noi hanno potuto trovare e hanno derubato le nostre sostanze.25Non soltanto su di noi stesero le mani, ma anche su tutti i tuoi domini.26Ed ecco oggi si sono accampati contro l’Acra di Gerusalemme per espugnarla e hanno fortificato il santuario e Bet-Zur.27Se non ti affretti a prevenirli, faranno cose anche più gravi e così non li potrai più fermare ».28Il re si adirò quando udì queste cose e convocò tutti i suoi amici, capi del suo esercito, e i comandanti della cavalleria.29Anche dagli altri regni e dalle isole marine accorsero a lui milizie mercenarie.30Il numero delle sue forze era di centomila fanti, di ventimila cavalieri e di trentadue elefanti addestrati alla guerra.31Costoro vennero, dunque, attraverso l’Idumea e si accamparono attorno a Bet-Zur, che assalirono per molti giorni, dopo aver anche costruito macchine; ma gli assediati in una sortita le incendiarono combattendo valorosamente.32Allora Giuda, allontanatosi dall’Acra, si accampò a Bet-Zaccaria di fronte all’accampamento del re.33Il re si levò alle prime ore del mattino e marciò con impeto con l’esercito verso Bet-Zaccaria, dove le truppe si prepararono alla battaglia suonando le trombe.34I soldati mostrarono agli elefanti succo di uva e di more per aizzarli al combattimento.35Essi divisero le bestie tra le falangi. Intorno a ogni elefante disposero mille uomini, muniti di corazze di maglia e di elmi di bronzo sulle teste. Inoltre cinquecento cavalieri scelti erano schierati intorno a ogni bestia.36Costoro si trovavano preventivamente dove stava la bestia, che accompagnavano dovunque andasse senza mai staccarsi da essa.37Inoltre robuste torri di legno, ben protette, si ergevano su ogni bestia, legate con appositi congegni; in ogni torre erano quattro uomini combattenti e l’indiano.38Il re schierò il resto della cavalleria di qua e di là nelle due ali dell’esercito per incutere spavento e per coprire le falangi.39Quando il sole brillò sugli scudi d’oro e di bronzo, i monti ne risplendettero e scintillarono come fiaccole accese.40Una parte dell’esercito del re si schierò sulle alture e un’altra nella pianura. Così procedevano sicuri e ordinati.41Rimanevano sgomenti quanti udivano il frastuono della moltitudine, la marcia di tanta gente e il cozzo delle armi, poichè l’esercito era molto numeroso e forte.42Giuda attaccò battaglia con il suo esercito; seicento uomini dell’esercito del re caddero uccisi.43Eleazaro detto l’Avaran, vedendo un elefante bardato di una gualdrappa regale il quale sovrastava tutte le altre bestie e supponendo che su di esso vi fosse il re,44si sacrificò per salvare il suo popolo e acquistarsi un nome immortale.45Egli corse con audacia verso quello attraverso la falange, uccidendo a destra e a sinistra, così che i nemici si separarono in due file di qua e di là.46Egli si cacciò sotto l’elefante, lo colpì di sotto e lo uccise. Questo si abbattè a terra sopra di lui, che morì di colpo.47Ma i Giudei, vedendo le forze del re e l’impeto degli eserciti, si ritirarono.48Allora le truppe dell’esercito del re salirono in cerca dei Giudei a Gerusalemme. Il re pose l’accampamento contro la Giudea e il monte Sion.49Negoziò la pace con quelli di Bet-Zur, che uscirono dalla città, perchè non avevano più viveri per rimanervi rinchiusi a lungo, poichè vello era un anno sabbatico per la terra.50Così il re si impadronì di Bet-Zur e vi stabilì un presidio per custodirla.51Quindi egli si accampò er molti giorni contro il santuario e pose baliste, macchine, lanciafiamme, lanciapietre, scorpioni per scagliare frecce, e frombole.52Ma anche gli assediati costruirono macchine contro le loro macchine e combatterono per molti giorni.53Ora, non essendoci vettovaglie nei magazzini, perchè quello era il settimo anno e anche perchè i rifugiati in Giudea dal paese dei Gentili avevano consumato le ultime provviste,54lasciati nel santuario solo pochi uomini, vinti dalla fame, i Giudei si sparsero qua e là, andandosene ognuno nel proprio paese.55Frattanto Lisia venne a sapere che Filippo, cui il re Antioco, mentre era ancora in vita, aveva affidato l’educazione del figlio Antioco finchè questi fosse atto a regnare,56era tornato dalla Persia e dalla Media insieme con l’esercito del re, che vi era andato in sua compagnia, e che cercava di prendere in mano la direzione degli affari.57Allora in tutta fretta egli manifestò il pensiero di partire dicendo al re, ai capi dell’esercito e ai soldati: « Noi veniamo meno ogni giorno, il nostro vitto è scarso e il luogo che assediamo è difeso bene.58Ora, perciò, offriamo la destra a questi uomini e concludiamo la pace con loro e con tutta la loro nazione.59Stabiliamo con loro che camminino secondo le loro usanze, come prima; poichè a causa delle loro leggi, che noi abbiamo abolito, essi si sono adirati contro di noi e hanno fatto tutte queste cose ».60Piacque il discorso al re e ai capi. Il re inviò l’ordine di trattare la pace con i Giudei che la accettarono.61Il re insieme con i capi giurò; solo allora gli assediati uscirono dalla fortezza.62Il re si recò sul monte Sion. Visto il luogo fortificato, egli ruppe il giuramento dato, comandando di abbattere il muro tutto all’intorno.63Partì in fretta e ritornò in Antiochia. Vi trovò Filippo, che spadroneggiava in città; combattè contro di lui e occupò la città con la forza.