SCRUTATIO

Sabato, 6 giugno 2026 - San Bonifacio ( Letture di oggi)

Primo libro dei Maccabei 10


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1L’anno 160, Alessandro Epifane, figlio di Antioco, si imbarcò e occupò Tolemaide, dove fu ben accolto e vi cominciò a regnare.2Appena lo seppe il re Demetrio, radunò re, numerosissimo esercito e gli andò incontro e combatterlo.3Intanto Demetrio mandò a Gionata una lettera con proposte di pace e per ingrandirne il potere.4Egli, infatti, pensava: « Affrettiamoci a concludere la pace con lui prima che la concluda con Alessandro contro di noi.5Perchè egli si ricorderà di tutti i mali che abbiamo commesso contro di lui, i suoi fratelli e la sua nazione ».6Pertanto gli diede facoltà di arruolare un esercito, di preparare armi e di essere suo alleato; inoltre ordinò che gli fossero resi gli ostaggi, che erano nell’Acra.7Gionata andò a Gerusalemme e lesse la lettera innanzi a tutto il popolo e a quelli dell’Acra,8i quali ebbero un gran timore, quando sentirono che il re gli aveva dato la facoltà di arruolare un esercito.9Quelli dell’Acra consegnarono a Gionata gli ostaggi, che egli rese ai propri parenti.10Gionata allora fissò la dimora in Gerusalemme e incominciò a costruire e a rinnovare la città.11Egli ordinò ai lavoratori di costruire le mura e di cingere il monte Sion con massi quadrati per difesa; e così fecero.12Fuggirono gli stranieri, che si trovavano nelle fortezze costruite da Bacchide.13Ognuno abbandonò il suo posto e se ne andò nella propria regione.14Solo a Bet-Zur rimasero alcuni che avevano rinnegato la legge e i comandamenti; essa era il loro luogo di rifugio.15Ora il re Alessandro venne a conoscenza delle promesse fatte da Demetrio a Gionata. Gli narrarono anche le guerre e gli eroismi, che aveva compiuto costui con i fratelli, e le pene che aveva sostenuto.16Allora egli disse: « Troveremo forse un uomo come lui? Facciamocelo subito amico e nostro alleato ».17Perciò gli mandò una lettera scritta in questi termini:18« Il re Alessandro al fratello Gionata salute.19Abbiamo udito a tuo riguardo che sei un uomo valente e forte e che sei disposto a divenire nostro amico.20Pertanto ti costituiamo oggi sommo sacerdote della tua nazione, concedendoti il titolo di amico del re — gli inviò un manto di porpora e una corona d’oro — affinchè stia dalla nostra parte e conservi con noi l’amicizia».21Gionata, dunque, indossò le vesti sacre il settimo mese dell’anno 160 nella festa delle Capanne. Egli arruolò molti soldati e si procurò non poche armi.22Demetrio, quando seppe tali cose, rimase molto afflitto e disse:23« Che cosa abbiamo fatto? Alessandro ci ha prevenuto nel rendersi amici i Giudei a proprio consolidamento.24Anch’io scriverò loro parole di esortazione, promettendo dignità e doni, affinchè mi siano di aiuto ».25Egli inviò una lettera in questi termini: «Il re Demetrio alla nazione dei Giudei salute.26Avendo saputo che avete mantenuto i nostri patti, che siete rimasti fedeli alla nostra amicizia e che non siete passati ai nostri nemici, ce ne siamo molto rallegrati.27Ora continuate a serbarci fedeltà. Noi vi contraccambieremo con benefici ciò che voi fate per noi.28Vi concederemo molte immunità e vi colmeremo di doni.29Ora vi prosciolgo ed esento tutti i Giudei dai tributi, dalla tassa del sale e delle corone.30Ugualmente rinuncio alla terza parte della semente, alla metà dei frutti degli alberi, che mi spetta. Da oggi innanzi non voglio più percepire ciò dalla regione di Giuda e dai tre distretti che vi sono stati annessi, dalla Samaria e dalla Galilea, da quest’oggi e per sempre.31Gerusalemme con il territorio sia una città santa e immune dalle decime e dai tributi.32Rinuncio anche al diritto sull’Acra a Gerusalemme e la consegno al sommo sacerdote, affinchè vi ponga gli uomini che vuole per custodirla.33Infine, rendo libero gratuitamente qualunque Giudeo prigioniero fuori della regione di Giuda, in tutto il mio regno. Ed esento tutti dai tributi, anche da quello del bestiame.34Tutte le feste, i sabati, i noviluni, i giorni stabiliti, i tre giorni che precedono una festa e i tre successivi siano tutti giorni di immunità e di condono per tutti i Giudei, che sono in tutto il mio regno.35Nessuno avrà diritto di intentare causa e di disturbare alcuno di essi, per nessun motivo.36Nell’esercito del re si arruoleranno trentamila Giudei, ai quali sarà dato il soldo come si usa con tutte le milizie del re.37Alcuni di essi saranno posti nelle più importanti fortezze del re, ad altri saranno affidati incarichi di fiducia nel regno. I loro ufficiali e capi saranno scelti dai loro ranghi e cammineranno secondo le loro leggi, come ha prescritto il re per il paese di Giuda.38E i tre distretti aggregati alla Giudea dalla regione di Samaria saranno computati come facenti parte della Giudea, affinchè dipendano da uno solo e non obbediscano a nessun’altra autorità che non sia quella del sommo sacerdote.39Assegno Tolemaide con le dipendenze in dono al santuario di Gerusalemme per le spese necessarie del santuario.40Inoltre ogni anno darò quindicimila sicli d’argento dalla cassa del re, desunti dai proventi delle regioni più convenienti.41Tutto il soprappiù, che negli anni precedenti non fu corrisposto dagli addetti, d’ora innanzi andrà per le spese del tempio.42Oltre ciò, i cinquemila sicli che venivano riscossi ogni anno sulle entrate del tempio siano rilasciati perchè appartengono ai sacerdoti che compiono il servizio.43Quanti si rifugeranno nel tempio di Gerusalemme e in tutti i suoi annessi, se per debiti o per qualsiasi altra obbligazione debbano rendere conto al re, saranno considerati liberi insieme con quanto possiedono nel mio regno.44Per la costruzione e i restauri del santuario le spese saranno fatte dall’erario del re.45Similmente le spese per riedificare le mura di Gerusalemme e le fortezze tutto all’intorno verranno sostenute dall’erario del re, così pure quelle per costruire altre mura nella Giudea ».46Come Gionata e il popolo sentirono queste parole, non vi prestarono fede nè le accettarono, perchè si ricordavano del gran male, che il re aveva fatto in Israele, e della sua oppressione violenta.47Invece, si compiacquero delle parole di Alessandro, che fu il primo a fare loro proposte di pace, e si dichiararono suoi alleati per sempre.48Il re Alessandro, pertanto, raccolse un grande esercito e si accampò contro Demetrio.49I due re attaccarono battaglia. L’esercito di Demetrio fuggì; Alessandro lo inseguì e prevalse su di loro.50Egli continuò la battaglia violenta fino al tramonto del sole. Demetrio fu ucciso in quel giorno.51Allora Alessandro mandò ambasciatori a Tolomeo, re dell’Egitto, con le proposte seguenti:52« Poichè io sono ritornato nel mio regno, mi sono seduto sul trono dei miei padri e mi sono impadronito del comando dopo aver sconfitto Demetrio e occupato la nostra regione —53infatti venuto con lui a battaglia, egli e il suo esercito furono da noi sconfitti; così ci siamo seduti sul trono del suo regno —54uniamoci in amicizia. Dammi tua figlia in sposa; sarò tuo genero e darò a te e a lei doni degni di te ».55Il re Tolomeo gli rispose: « Felice il giorno in cui sei tornato nella terra dei tuoi padri e ti sei seduto sul trono del loro regno!56Io farò a tuo riguardo come mi hai scritto. Vieni, perciò, incontro a me a Tolemaide affinchè ci vediamo. lo sarò tuo suocero come hai detto ».57Tolomeo uscì dall’Egitto insieme con la figlia Cleopatra e andò a Tolemaide l’anno 162.58Gli venne incontro Alessandro, al quale diede ja figlia Cleopatra festeggiandone le nozze a Tolemaide con oprande sfarzo da re.59Il re Alessandro scrisse a Gionata di andargli incontro.60Costui andò con gran pompa a Tolemaide, dove si incontrò con i due re; egli diede a loro e ai loro amici argento, oro e molti doni. Così si guadagnò le loro grazie.61Ivi accorsero contro di lui alcuni uomini pestiferi di Israele, scellerati, per accusarlo; ma il re non prestò loro attenzione.62Anzi diede ordine di spogliare Gionata delle vesti e di coprirlo di porpora; e così fu fatto.63Il re lo fece sedere accanto a sè e disse ai capi: « Andate con lui nel centro della città e proclamate che nessuno nuova accusa contro di lui per qualsiasi motivo; nessuno gli rechi molestia per qualsiasi ragione ».64Allora tutti gli accusatori, appena videro che egli veniva onorato secondo la proclamazione pubblica e che era stato rivestito di porpora, se ne fuggirono.65Il re lo glorificò, lo ascrisse fra i suoi primi amici e lo costituì stratega e meridarca.66Gionata, quindi, ritornò a Gerusalemme con pace e con giubilo.67L’anno 165 Demetrio, figlio di Demetrio, si recò da Creta nella terra dei suoi padri.68Appena lo seppe il re Alessandro ne provò grande tristezza. Egli si ritirò in Antiochia.69Demetrio, allora, costituì Apollonio governatore della Celesiria; questi, riunito un grande esercito, pose l’accampamento a Jamnia donde mandò messaggeri a Gionata sommo sacerdote dicendo:70« Tu sei proprio il solo che ti levi contro di noi. Io sono diventato oggetto di derisione e di scherno per te. Perchè ti faj forte sui monti?71Se hai fiducia nelle tue truppe scendi da noi nella pianura e qui misurato perchè ho con me la forza delle città.72Informati e impara chi sia io e coloro che ci aiutano, anch’essi ti diranno: ‘“ Non è possibile che vostri piedi restino saldi al nostro cospetto, perchè ben due volte i tuoi padri furono messi in fuga da noi nella loro terra”.73Ora non potrai resistere alla cavalleria e a tale esercito nella pianura, dove non c’è pietra nè rupe nè luogo rifugiarsi ».74Quando Gionata udì le parole di Apollonio, ne fu offeso. Egli scelse diecimila uomini e partì da Gerusalemme. Simone suo fratello gli andò incontro per aiutarlo.75Egli si accampò di fronte a Giaffa, ma gli chiusero le porte di città, perchè in città c’era un presidio di Apollonio. Allora egli le diede l’assalto.76Quelli della città spaventati gli aprirono le porte; così Gionata si impadronì di Giaffa.77Apollonio venne a sapere e schierò in battaglia tremila cavalieri e numerosa fanteria e si diresse verso Azoto, simulando una marcia; ma subito piegò verso la pianura, perchè aveva una numerosa cavalleria e aveva fiducia in essa.78Gionata lo seguì alle spalle verso Azoto. Intanto gli eserciti attaccarono battaglia.79Apollonio aveva lasciato mille cavalieri in un nascondiglio dietro i Giudei.80Gionata si accorse dell’insidia che gli era stata tesa alle spalle. Quelli tuttavia circondarono il suo esercito e scagliarono frecce dalla mattina alla sera contro le sue schiere.81Ma la truppa resistette come Gionata aveva ordinato, e si stancarono i cavalli.82Allora Simone fece avanzare il suo esercito e attaccò la falange la quale, poichè la cavalleria era stanca, fu da esso sconfitta e messa in fuga.83I cavalieri si dispersero nella pianura; gli altri poi fuggirono ad Azoto, dove entrarono nel tempio di Dagon loro idolo per salvarsi.84Gionata, però, diede alle fiamme Azoto e i villaggi circostanti, ne prese le spoglie e incendiò anche il tempio di Dagon con quanti vi si erano rifugiati.85Coloro che caddero di spada con quelli bruciati furono quasi ottomila uomini.86Di lì Gionata partì e si diresse verso Ascalon, dove quelli della città gli andarono incontro con grandi onori.87Quindi Gionata con i suoi ritornò a Gerusalemme, carico di molta preda.88Quando il re Alessandro seppe tali fatti, si mise a glorificare ancora di più Gionata;89gli mandò una fibbia d’oro, che si usa donare solo ai parenti dei re, e gli diede in possesso Akkaron con tutti i territori.