SCRUTATIO

Mercoledi, 15 luglio 2026 - San Bonaventura ( Letture di oggi)

Secondo libro di Samuele 6


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Primo tentativo di trasferimento dell’arca

1Ancora una volta David radunò tutti gli uomini scelti di Israele in numero di trentamila.2David si alzò e, accompagnato da tutta la gente, andò a Baala di Giuda, per ricondurre di là l’arca di Dio, dedicata a Jahvè che siede sui Cherubini.3Caricarono dunque l’arca di Dio su un carro nuovo e la portarono via dalla casa di Abinadab che stava sopra il colle. Uzza e Akhio conducevano il carro:4Uzza camminava presso l’arca di Dio e Akhio la precedeva.5David e tutta la casa di Israele facevano festa innanzi a Jahv, con tutte le forze e con canti, con cetre, con ape, con timpani, con sistri, con cembali.6Giunti all’aia di Nachon, Uzza stese la mano sull’arca di Dio e vi si aggrappò, perché i buoi l’avevano fatta pericolare.7Allora si accese l'ira di Jahvè contro Uzza e Dio lo colpì ivi perché aveva steso la mano sull’arca; quegli morì ivi, presso l’arca di Dio.8A David dispiacque che Jahvè avesse fatto breccia su Uzza; quel luogo fu chiamato Perez-Uzza fino ad oggi.9David in quel giorno fu preso da timore per Jahvè e disse: «È mai possibile che venga da me l’arca di Jahvè?»10David non volle trasportare presso di sé l’arca di Jahvè sulla città di David, ma la fece deviare alla casa di Obed-Edom il Gattita.

Ingresso dell’arca in Gerusalemme

11L’arca di Jahvè stette tre mesi in casa di Obed-Edom il Gattita e Jahvè benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa.12Fu riferito al re David: «Jahvè ha benedetto la casa di Obed-Edom e tutto ciò che egli ha a causa dell’arca di Dio!» Allora David andò e fece salire l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom alla città di David.13I portatori dell’arca di Jahvè avevano appunto fatto sei passi quando fu sacrificato un bue e un montone grasso.14David danzava con tutte le forze dinanzi a Jahvè, cinto di un efod di lino.15In tale maniera David e tutto Israele conducevano l’arca di Jahvè; in mezzo ad acclamazioni e a squilli di tromba.16Allora, mentre l’arca di Jahvè entrava nella città di David, Michol, figlia di Saul, stava guardando attraverso la finestra. Come vide il re David saltare e danzare davanti a Jahvè, lo disprezzò nel suo cuore.17Portarono dunque l’arca di Jahvè e la deposero nel suo luogo, in mezzo alla Tenda che David aveva steso per essa: poi David offrì olocausti dinanzi a Jahvè e sacrifici pacifici.18Quando David ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici pacifici, benedisse il popolo nel nome di Jahvè;19poi distribuì a tutto il popolo, all’intera moltitudine di Israele, agli uomini, alle donne, a ciascuno una ciambella di pane, un pezzo di carne e un pasticcio d’uva. Dopo questo, tutto il popolo se ne andò ciascuno alla sua casa.

Il rimprovero di Michol

20Quando poi David tornò per benedire la sua casa, Michol, figlia di Saul, gli andò incontro e disse: «Che gloria si è acquistato il re di Israele, il quale si è spogliato oggi sotto gli occhi delle schiave dei suoi servitori come suole spogliarsi un qualsiasi saltimbanco».21David rispose a Michol: «Innanzi a Jahvè io faccio il saltimbanco! Per la vita di Jahvè, che ha preferito me a tuo padre e a tutta la sua casa per costituirmi principe sul popolo di Jahvè, su Israele, io farò festa al cospetto di Jahvè22e mi denuderò ancora più di così, sebbene io diventi spregevole ai tuoi occhi; ma presso le schiave di cui hai parlato, presso di esse mi acquisterò onore!»23Michol, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte.