SCRUTATIO

Domenica, 12 luglio 2026 - Santa Veronica ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 9


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Il mistero d’Israele respinto

1Io dico la verità in Cristo: non mentisco e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo:2provo una grande tristezza e un dolore continuo nel mio cuore.3Oh! sì, mi augurerei d’essere i0 stesso maledetto; separato. da Cristo per i miei fratelli e parenti secondo la carne.4Perché essi sono degli Israeliti. Ad essi appartiene l’adozione, la presenza gloriosa di Dio, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse.5Loro gloria sono i patriarchi e da essi discende, vanto alla carne, il Cristo il quale è al di sopra di tutto, Dio benedetto per tutti i secoli. Amen!6Non che la parola di Dio sia» diventata caduca, ma non tutti i discendenti di Israele. sono Israele;7né tutti son figli di Abramo per il fatto d’essere sua progenie. Come è scritto: Da Isacco prenderà il nome la tua discendenza,8e cioè: non tutti i figli carnali sono figli di Dio; bensì solo i figli della promessa sono considerati come posterità.9Ecco, infatti, i termini della promessa: Passerò intorno a questo tempo e Sara avrà un figlio.10E non è tutto. Anche Rebecca concepì da un sol uomo, cioè da Isacco, nostro padre.11Eppure, quando i suoi gemelli non erano ancora nati né avevano compiuto alcunchè di bene o di male, onde s’imponesse il decreto fondato sulla libera scelta di Dio,12legato non alle opere ma alla volontà di colui che chiama, le fu detto: Il maggiore servirà al più giovane,13conformemente a ciò che sta scritto: Ho amato Giacobbe ed ho odiato Esaù.

Sovrana libertà divina

14Che diremo, dunque? Vi sarebbe forse ingiustizia presso Dio? Certo no!15Poiché egli dice a Mosè: Uso misericordia a chi uso misericordia, ed ho compassione di chi ho compassione.16Non è quindi affare né di chi vuole né di chi corre; ma della misericordia divina.17Ancora Dio dice al faraone: Ti ho suscitato appunto per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia celebrato su tutta la terra.18Pertanto egli usa misericordia a chi vuole, e indurisce chi vuole.19Tu allora mi dirai: «Se è così, perché egli biasima ancora? Chi può resistere al suo volere?»20O uomo, chi sei tu dunque per dispurare con Dio? Un oggetto di creta dirà forse: «Perché mi hai fatto così?» a chi l’ha modellato?21Il vasaio non può disporre liberamente dell’argilla e formare dalla stessa massa qui un vaso d’ornamento e là uno volgare?22E che dunque, se Dio, volendo mostrare la sua ira e manifestare la sua potenza, ha tollerato con immensa longanimità vasi provocanti la sua ira, già pronti per la perdizione,23per rendere nota alfine la ricchezza della sua gloria verso i vasi della sua misericordia, preparati da lui per la gloria?24E questi vasi di misericordia siamo noi che egli chiamò non solo di tra i Giudei ma anche di tra i pagani.25È ben detto anche in Osea: Quello che non era mio popolo lo chiamerò: «Mio popolo» e colei che non era amata: «Amata»;26e avverrà che proprio là dove fu detto loro: «Voi non siete mio popolo», là essi saranno chiamati: «Figli del Dio vivente».27Per Israele, invece, Isaia esclama: Se anche il numero dei figli di Israele fosse come l’arena del mare, solo un resto sarà salvo;28poiché il Signore, senza indugi e tagliando corto, eseguirà la sua parola sulla terra.29Ancora Isaia aveva predetto: Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato un germe, saremmo diventati come Sodoma e simili a Gomorra.

Risultati del piano divino

30Che concluderemo dunque? Che i pagani, i quali non si studiavano di raggiungere la giustizia, hanno conseguito la giustizia: la giustizia, s'intende, che proviene dalla fede;31mentre Israele, che perseguiva una legge che additava la giustizia, non è pervenuto a praticare la legge.32E perché? Perché non cercava dalla fede, ma dalle opere. Essi urtarono contro la pietra d’inciampo,33come sta scritto: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo, una pietra di scandalo. Ma chi crede in essa non sarà confuso.