SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 5


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Dalla giustificazione verso la salvezza

1Così dunque, giustificati in virtù della fede, noi siamo in pace con Dio grazie al Signore nostro, Gesù Cristo,2il quale ci ha ottenuto di avere accesso, con la fede, a questa grazia in cui ci manteniamo, e di gloriarci nella speranza della gloria di Dio.3E non di questo solamente ci gloriamo, bensì perfino delle nostre tribolazioni. Sappiamo infatti che la tribolazione è motivo di costanza,4la costanza di virtù provata, la virtù provata di speranza;5quella speranza che non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo elargitoci.6Cristo, infatti, è morto per gli empi nel tempo fissato, quando noi eravamo ancora degli impotenti.7E a mala pena uno affronterebbe la morte per un giusto; in ogni caso, solo per un uomo buono si oserebbe anche affrontare la morte.8Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi per il fatto che Cristo è morto per noi quando si era ancora peccatori.9A maggior ragione, quindi, ora. che siamo stati riconciliati nel suo sangue saremo salvi dall’ira divina per suo merito.10Se infatti fummo riconciliati con Dio meiante la morte del Figlio suo quando gli eravamo nemici, a più forte ragione ora, riconciliati ormai con lui, saremo salvi nella sua vita.11E non solo siamo riconciliati; ci gloriamo altresì in Dio per il Signore nostro, Gesù Cristo, grazie al quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione.

Adamo e Cristo. Totale vittoria della grazia sul peccato

12È vero, per opera di un solo uomo il peccato entrò nel mondo e attraverso il peccato la morte; così la morte passò su tutti gli uomini, perché tutti peccarono...13Infatti, fino alla legge vera nel mondo il peccato. Il peccato non viene imputato quando non v’è una legge;14eppure la morte dominò da Adamo fino a Mosè, anche su quelli quindi che non avevano peccato come aveva peccato Adamo, — figura di colui che doveva venire.15Ma il fallo non è pari al dono. Se per il fallo di uno solo gli altri morirono, con quanta più abbondanza si riversò su tutti gli altri la grazia di Dio e il dono conferito per merito di un solo uomo, Gesù Cristo.16No, non è pareggiato il dono dagli effetti del peccato commesso da uno solo; poiché il giudizio che tenne dietro a quel solo peccato si conchiuse con una condanna; ma l’opera di grazia che venne dopo le tante colpe si conchiuse con la giustificazione.17Se, per il fallo di uno solo, la morte regnò per opera di quel solo, con quanta maggior ragione regneranno nella vita per opera del solo Gesù Cristo quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e il dono della giustizia.18Così, come per la colpa di uno solo ricadde su tutti gli uomini una condanna, pure per l’opera di giustizia di uno solo perviene a tutti gli uomini la giustificazione che dà la vita.19Per la disobbedienza di un solo uomo gli altri furono costituiti peccatori, per l’obbedienza di uno solo gli altri sono costituiti giusti.20La legge, è vero, soprabbondò perché la colpa si moltiplicasse; ma dove abbondò il peccato sovrabbondò a sua volta la grazia,21onde anche la grazia, come il peccato regnò per meézzo della morte, regni ora, mediante la giustizia, in vita eterna per opera di Gesù Cristo, nostro Signore.