SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 14


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Tolleranza cristiana

1Fate buona accoglienza a chi è debole nella fede, senza discutere con lui di opinioni.2Uno crede di poter mangiare di tutto, mentre il debole si nutre solo di erbaggi:3chi mangia non disprezzi colui che non mangia; e chi non mangia non condanni colui che mangia, se Dio stesso lo ha accolto.4Chi saresti tu da giudicare il servo altrui? È affare del suo padrone che egli stia in piedi ovvero cada; starà del resto in piedi, poiché il Signore è abbastanza potente da sostenerlo.5C'è ancora chi distingue giorno da giorno, mentre altri giudica tutti i giorni uguali. Cerchi ciascuno di farsi, nella sua opinione, una piena convinzione.6Chi fa caso al giorno lo fa per il Signore; Ma e chi mangia di tutto lo fa per il Signore, rendendone egli grazie a Dio al pari di chi non mangia che si astiene per il Signore, anch'egli rendendo a Dio grazie.7Nessuno di noi né vive né muore per se stesso;8se viviamo, viviamo per il Signore; come se moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, noi siamo del Signore.9Per questo appunto il Cristo morì e risuscitò, per essere il Signore dei morti e dei vivi.10Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti noi doyremo comparire dinanzi al tribunale di Dio;11poiché sta scritto: Convè vero che vivo — dice il Signore—, ogni ginocchio si piegherà dinanzi a me e ogni lingua celebrerà Dio.12Sicchè ciascuno di noi dovrà render conto di se stesso a Dio.

Ponderazione e riguardi.

13Non giudichiamoci dunque più gli uni gli altri; proponete piuttosto di non creare inciampo o scandalo a danno del fratello.14Io so, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che nulla in sé è impuro; ma se uno ritiene che una cosa sia impura, per lui è cosa impura.15Certo, se, per un alimento che prendi, il tuo fratello è rattristato, tu non ti comporti più secondo carità. Non voler causare per questo tuo cibo la perdita di qualcuno per cui Cristo è morto!16Che il vostro bene, dunque, non sia esposto a giudizi sfavorevoli.17Il regno di Dio non è né cibo né bevanda, ma giustizia, pace, gioia nello Spirito Santo.18Solo chi serve Cristo con queste disposizioni è accetto a Dio e approvato dagli uomini.19Miriamo dunque a ciò che promuove la pace e l’edificazione vicendevole.20Non si distrugga per un po’ di cibo l’opera di Dio! È vero: tutto è puro, ma diventa cattivo per l'individuo che mangia e scandalizza.21È meglio Non mangiar carne né bere vino ed evitare quanto pi essere d’inciampo, di scandalo, fonte di debolezza per il tuo Fratello.22Tu serba per te, di fronte a Dio, quella convinzione di fede che hai. Beato colui che non è condannato dalla sua coscienza in quello che decide di fare.23Ma se colui che è nel dubbio mangia, è condannato, non avendo agito per suggerimento della fede. Tutto ciò che non deriva dalla fede è peccato.