SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 6


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Morti per risuscitare con Cristo

1Concluderemo, dunque, che dobbiamo restare nel peccato perché abbondi la grazia?2È assurdo! Noi, morti ormai al peccato, come potremo ancora vivere in esso?3Non sapete forse che tutti noi che fummo battezzati in Cristo Gesù, fummo battezzati nella sua morte?4Fummo, col battesimo, sepolti con lui nella morte, affinché, come Cristo fu risuscitato da morte dalla potenza gloriosa del Padre, così noi pure vivessimo di una vita nuova.5Se infatti siamo diventati un essere solo con lui nella somiglianza della sua morte, lo diventeremo altresì nella somiglianza della sua risurrezione;6poiché, sappiamo bene, il nostro vecchio uomo fu crocifisso con lui, affinché fosse distrutto il corpo dominato dal peccato e noi non si fosse più schiavi del peccato.7Ora chi è morto è affrancato dal peccato.8È se con Cristo siamo morti, crediamo che con lui parimenti vivremo,9ben consci però che Cristo, una volta risuscitato dai morti, più non morrà, non avendo la morte più alcun dominio su di lui.10Chi è morto, è morto al peccato una volta per sempre: e chi vive, vive ormai per Iddio.11Così voi pure consideratevi morti sì al peccato, ma vivi per Dio in Cristo Gesù.12Il peccato, dunque, non regni più nel vostro corpo mortale sì da piegarvi alle sue voglie,13né vogliate offrire le vostre membra quali armi d’ingiustizia al servizio del peccato; offrite invece a Dio voi stessi, come vivi risorti da morte, donate le vostre membra quali armi di giustizia al servizio di Dio.14Poiché il peccato non eserciterà più il suo dominio sopra di voi, non essendo voi sotto la legge, ma sotto la grazia.

Assurdità del peccato

15E che, dunque? dovremmo forse peccare per il fatto che non siamo più sotto la legge ma sotto la grazia? Sarebbe mostruoso!16Se vi offrite ad uno come schiavi per prestargli obbedienza, sia esso il peccato che mena alla morte o l’obbedienza che conduce alla giustizia, voi siete suoi schiavi e a lui dovete ubbidire.17Ma siano rese grazie a Dio che voi, già schiavi del peccato avete ubbidito di cuore a quella norma di vita cui siete stati affidati18e, una volta affrancati dal peccato, vi siete messi al servizio della giustizia.19Adopero una similitudine umana, in considerazione della vostra debolezza: come un tempo offriste le vostre membra schiave dell’immondezza e della ribellione per essere dei ribelli, così ora offrite le vostre membra schiave della giustizia per santificarvi.20Un giorno, schiavi del peccato, eravate liberi di fronte alla giustizia.21Ebbene, qual frutto ne traevate? Cose di cui ora arrossite! La morte ne è infatti il risultato finale.22Ora al contrario, affrancati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la santità e per fine la vita eterna. E naturalmente:23poiché se il salario del peccato è la morte, il dono di Dio è la vita eterna nel Cristo Gesù, nostro Signore.