SCRUTATIO

Martedi, 7 luglio 2026 - Sant´Edda ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 15


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Piacere agli altri, non a sè

1Ora, noi che siamo forti abbiamo il dovere di sopportare l’infermità dei deboli e non già di far piacere a noi stessi.2Ciascuno di voi cerchi di piacere al prossimo in vista del bene e per edificare.3Il Cristo non cercò di piacere a se stesso. Sta scritto invece: Gli oltraggi di coloro che ti ingiuriano sono ricaduti sopra i me.4E tutto ciò che fu scritto peri l’addietro, fu scritto a nostra istruzione, affinché, mediante la pazienza e la consolazione derivanti dalle Scritture, serbiamo la speranza.5Che il Dio della speranza e della consolazione vi conceda di avere vicendevolmente sentimenti concordi, ad esempio di Gesù Cristo,6affinché d’un sol cuore e d’una bocca unanime glorifichiate il Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo.7Fatevi dunque, vicendevolmente, buona accoglienza, come il Cristo da parte sua ha accolto voi a gloria di Dio.8Sì, lo affermo: Cristo si è fatto ministro dei circoncisi, in ossequio alla veracità di Dio, per avverare le promesse fatte ai patriarchi9e perché i pagani glorifichino Dio a motivo della sua misericordia, siccome dice la Scrittura: Per questo ti celebrerò tra i pagani, e al tuo nome inneggerò10La stessa aggiunge: Rallegratevi, o pagani, insieme col suo popolo.11E di rincalzo: Voi tutti, o pagani, lodare il Signore, e che tutti i popoli lo esaltino.12E Isaia da parte sua dichiara: Verrà il rampollo di Jesse, colui che sorge a governare i pagani. In lui le nazioni porranno la loro speranza.13Che il Dio della speranza vi ricolmi di ogni gioia e pace nella fede, sì che la vostra speranza addirittura trabocchi per virtù dello Spirito Santo.

Paolo e i suoi lettori

14Per me, o fratelli miei, sono personalmente convinto a vostro riguardo che già da voi stessi siete ricolmi di buone disposizioni e pienamente forniti d’ogni conoscenza così da potervi ammonire a vicenda.15Tuttavia vi ho scritto qua e là un po’ arditamente, quasi per rinfrescare i vostri ricordi, forte della grazia che mi è stata conferita da Dio16d’essere ministro di Cristo Gesù presso i pagani esercitando la sacra funzione di predicatore dell’evangelo, affinché i pagani diventino un’offerta accetta, santificata nello Spirito Santo.17Sì, per quanto riguarda il servizio di Dio: posso davvero gloriarmi in Cristo Gesù.18Giacchè non ardirei in alcun modo parlare di quello che Cristo non avesse realmente operato per mio mezzo per la conversione dei pagani con la parola e con le opere,19con la forza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito Santo. Da Gerusalemme e, in largo raggio, fino all’Illiria ho portato a compimento di predicare l’evangelo di Cristo.20Mi sono imposto tuttavia, qual punto d’onore, di non annunciare l’evangelo là dove il nome di Cristo fosse già conosciuto, per non edificare così su fondamenta poste da altri,21attenendomi a quanto scritto: Lo vedranno quelli a cui non giunse notizia di lui e lo comprenderanno coloro che non ne hanno sentito parlare.

Il piano di Paolo

22Questo appunto mi impediva ogni volta di venire presso di voi.23Ma ora, non avendo più il campo di lavoro in queste regioni e vivamente desiderando da parecchi anni di venire da voi,24allorchè mi recherò in Ispagna... Spero di vedervi al mio passaggio e di ricevere da voi assistenza nel mio viaggio verso quel paese, dopo di avere dapprima goduto un po’ della vostra presenza.

La colletta

25Al presente però vado a Gerusalemme per il servizio dei santi.26La Macedonia e l’Acaia hanno deciso di fare una colletta per coloro che, tra i santi di Gerusalemme, sono poveri.27Se han deciso, è perché sono debitori verso di essi. Se i pagani hanno infatti partecipato ai beni spirituali di quelli, è giusto che a loro volta prestino a quelli assistenza con i beni temporali.28Quando dunque avrò sbrigato questa faccenda e avrò rimesso fedelmente ad essi il frutto di questa colletta, partirò per la Spagna e passerò da voi.29So che, giungendo presso di voi, verrò con la pienezza delle benedizioni di Cristo.30Tuttavia vi invito, o fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e per la carità dello Spirito Santo, a gareggiare con me nelle vostre preghiere a Dio per me,31affinché io possa sfuggire agli increduli della Giudea e il sussidio che porto a Gerusalemme riesca ben accetto ai santi,32e così, giungendo presso di voi, abbia a godere col favore di Dio un po’ di riposo in vostra compagnia.33Che il Dio della pace sia con tutti voi, Amen.