SCRUTATIO

Giovedi, 9 luglio 2026 - Santa Veronica Giuliani ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 6


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Sacra Bibbia GarofaloDIODATI
1 Concluderemo, dunque, che dobbiamo restare nel peccato perché abbondi la grazia?1 CHE diremo adunque? rimarremo noi nel peccato, acciocchè la grazia abbondi?
2 È assurdo! Noi, morti ormai al peccato, come potremo ancora vivere in esso?2 Così non sia: noi, che siam morti al peccato, come viveremo ancora in esso?
3 Non sapete forse che tutti noi che fummo battezzati in Cristo Gesù, fummo battezzati nella sua morte?3 Ignorate voi, che noi tutti, che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte?
4 Fummo, col battesimo, sepolti con lui nella morte, affinché, come Cristo fu risuscitato da morte dalla potenza gloriosa del Padre, così noi pure vivessimo di una vita nuova.4 Noi siamo adunque stati con lui seppelliti per lo battesimo, a morte; acciocchè, siccome Cristo è risuscitato da’ morti per la gloria del Padre, noi ancora simigliantemente camminiamo in novità di vita.
5 Se infatti siamo diventati un essere solo con lui nella somiglianza della sua morte, lo diventeremo altresì nella somiglianza della sua risurrezione;5 Perciocchè, se siamo stati innestati con Cristo alla conformità della sua morte, certo lo saremo ancora a quella della sua risurrezione.
6 poiché, sappiamo bene, il nostro vecchio uomo fu crocifisso con lui, affinché fosse distrutto il corpo dominato dal peccato e noi non si fosse più schiavi del peccato.6 Sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato con lui crocifisso, acciocchè il corpo del peccato sia annullato, affinchè noi non serviamo più al peccato.
7 Ora chi è morto è affrancato dal peccato.7 Poichè colui che è morto è sciolto dal peccato.
8 È se con Cristo siamo morti, crediamo che con lui parimenti vivremo,8 Ora, se siam morti con Cristo, noi crediamo che altresì viveremo con lui.
9 ben consci però che Cristo, una volta risuscitato dai morti, più non morrà, non avendo la morte più alcun dominio su di lui.9 Sapendo che Cristo, essendo risuscitato da’ morti, non muore più; la morte non signoreggia più sopra lui.
10 Chi è morto, è morto al peccato una volta per sempre: e chi vive, vive ormai per Iddio.10 Perciocchè, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta; ma in quanto egli vive, vive a Dio.
11 Così voi pure consideratevi morti sì al peccato, ma vivi per Dio in Cristo Gesù.11 Così ancora voi reputate che ben siete morti al peccato; ma che vivete a Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.
12 Il peccato, dunque, non regni più nel vostro corpo mortale sì da piegarvi alle sue voglie,12 Non regni adunque il peccato nel vostro corpo mortale, per ubbidirgli nelle sue concupiscenze.
13 né vogliate offrire le vostre membra quali armi d’ingiustizia al servizio del peccato; offrite invece a Dio voi stessi, come vivi risorti da morte, donate le vostre membra quali armi di giustizia al servizio di Dio.13 E non prestate le vostre membra ad essere armi d’iniquità al peccato; anzi presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi; e le vostre membra ad essere armi di giustizia a Dio.
14 Poiché il peccato non eserciterà più il suo dominio sopra di voi, non essendo voi sotto la legge, ma sotto la grazia.14 Perciocchè il peccato non vi signoreggerà; poichè non siete sotto la legge, ma sotto la grazia.
15 E che, dunque? dovremmo forse peccare per il fatto che non siamo più sotto la legge ma sotto la grazia? Sarebbe mostruoso!15 Che dunque? peccheremo noi, perciocchè non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.
16 Se vi offrite ad uno come schiavi per prestargli obbedienza, sia esso il peccato che mena alla morte o l’obbedienza che conduce alla giustizia, voi siete suoi schiavi e a lui dovete ubbidire.16 Non sapete voi, che a chiunque vi rendete servi per ubbidirgli, siete servi a colui a cui ubbidite, o di peccato a morte, o d’ubbidienza a giustizia?
17 Ma siano rese grazie a Dio che voi, già schiavi del peccato avete ubbidito di cuore a quella norma di vita cui siete stati affidati17 Ora, ringraziato sia Iddio, ch’eravate servi del peccato; ma avete di cuore ubbidito alla forma della dottrina, nella quale siete stati tramutati.
18 e, una volta affrancati dal peccato, vi siete messi al servizio della giustizia.18 Ora, essendo stati francati dal peccato, voi siete stati fatti servi della giustizia.
19 Adopero una similitudine umana, in considerazione della vostra debolezza: come un tempo offriste le vostre membra schiave dell’immondezza e della ribellione per essere dei ribelli, così ora offrite le vostre membra schiave della giustizia per santificarvi.19 Io parlo nella maniera degli uomini, per la debolezza della vostra carne. Perciocchè, siccome già prestaste le vostre membra ad esser serve alla bruttura, ed all’iniquità, per commetter l’iniquità; così ora dovete prestare le vostre membra ad esser serve alla giustizia, a santificazione.
20 Un giorno, schiavi del peccato, eravate liberi di fronte alla giustizia.20 Perciocchè, allora che voi eravate servi del peccato, voi eravate franchi della giustizia.
21 Ebbene, qual frutto ne traevate? Cose di cui ora arrossite! La morte ne è infatti il risultato finale.21 Qual frutto adunque avevate allora nelle cose, delle quali ora vi vergognate? poichè la fin d’esse è la morte.
22 Ora al contrario, affrancati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la santità e per fine la vita eterna. E naturalmente:22 Ma ora, essendo stati francati dal peccato, e fatti servi a Dio, voi avete il vostro frutto a santificazione, ed alla fine vita eterna.
23 poiché se il salario del peccato è la morte, il dono di Dio è la vita eterna nel Cristo Gesù, nostro Signore.23 Perciocchè il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore