SCRUTATIO

Mercoledi, 9 settembre 2026 - Natività Beata Vergine Maria ( Letture di oggi)

Sapienza 18


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Sacra Bibbia Garofaloתנ"ך - מקרא על פי המסורה
1 Ma c’era la luce più splendida per i tuoi santi. Udendone la voce, senza vedere la persona, quelli li dicevano beati, perché anch’essi non avevano sofferto;
2 e se li rendevano propizi, perché, prima offesi, non nuocessero, e chiedevano perdono per averli trattati da nemici.
3 Invece una colonna lucente come fuoco, per guida durante il cammino sconosciuto, e un sole che non colpisce, nel glorioso pellegrinaggio hai apprestato.
4 Così che erano degni di essere privati della luce e di essere avvolti nelle tenebre, coloro che avevano tenuto bloccati i tuoi figli, per i quali sarebbe stata data al mondo la luce immortale della legge.
5 A essi che avevano decretato di uccidere i bambini dei santi, e un solo fanciullo esposto fu salvo, tu, in pena, hai tolto la moltitudine dei figli, e, insieme, li hai destinati alla rovina in acque impetuose.
6 Quella notte fu resa nota già prima ai padri nostri, perché avessero coraggio, sapendo certo a quali giuramenti, avevano creduto.
7 Si attendeva, quindi, dal tuo popolo la salute dei giusti e lo sterminio dei nemici:
8 infatti, come tu hai punito gli avversari, così, chiamandoci a te, ci hai glorificati,
9 Di nascosto facevano il sacrificio i figli pii dei buoni e unanimi si imposero una legge divina secondo la quale, egualmente agli stessi beni e ai pericoli, dovevano partecipare i giusti celebrando prima le lodi sacre dei padri.
10 Di stridente eco era l’incomposto grido dei nemici e si spandeva lugubre il lamento per i figli.
11 Servitore e padrone venivano puniti secondo uguale giustizia e il plebeo pativa le stesse pene del re.
12 Assieme, poi, con un solo genere di morte, tutti avevano morti senza numero; nè, quindi, i vivi bastavano a seppellire, poiché, d’un colpo, la loro prole più nobile fu sterminata.
13 Increduli, così, di tutto a causa dei sortilegi, confessano, per lo sterminio dei primogeniti, che il popolo è figlio di Dio.
14 Ora ecco, ogni cosa immersa in un pacifico sonno e la notte a metà del suo celere corso,
15 la tua onnipotente parola dal cielo; dalle tue regali sedi, si slancia, come strenuo guerriero, in mezzo a quel paese di sterminio, portando, come spada acuta, il tuo decreto incorrotto
16 e, fermatosi, dovunque dissemina la morte: toccava il cielo cd era fermo in terra.
17 Allora subito li turbarono immagini di orribili sogni e sopravvennero i timori inaspettati;
18 e buttati, di qua e di là, semivivi, palesavano la ragione per cui morivano.
19 Questo, infatti, presagivano i sogni che li inquietavano, perché non morissero all’oscuro del male che pativano.
20 Toccò anche i giusti una esperienza di morte e nel deserto ci fu una strage della. moltitudine: ma l’ira non durò a lungo.
21 Perché un uomo irreprensibile, svelto, si fece innanzi a difesa, con le armi del suo ministero, preghiere e incenso di espiazione, e si oppose all’ira e mise fine alla calamità, dimostrando, così, di essere tuo servitore.
22 Superò la distretta non con la forza del corpo né con la potenza delle armi ma con la parola placò il punitore, ricordando i giuramenti e le alleanze con i padri.
23 Poiché quando ormai i morti giacevano ammucchiati gli uni sugli altri, stando egli nel mezzo, fece cessare l’ira e ne interruppe il corso verso i vivi.
24 Sulla veste talare c’era tutto il mondo e le glorie dei padri scolpite sulla pietra a quattro linee e la tua maestà sopra il diadema della sua testa.
25 Perciò lo sterminatore indietreggiò e rispettò queste insegne; bastava, infatti, solo una prova dell’ira.