SCRUTATIO

Sabato, 6 giugno 2026 - San Norberto ( Letture di oggi)

Sapienza 18


font

1Ma c’era la luce più splendida per i tuoi santi. Udendone la voce, senza vedere la persona, quelli li dicevano beati, perchè anch’essi non avevano sofferto;2e se li rendevano propizi, perchè, prima offesi, non nuocessero, e chiedevano perdono per averli trattati da nemici.3Invece una colonna lucente come fuoco, per guida durante il cammino sconosciuto, e un sole che non colpisce, nel glorioso pellegrinaggio hai apprestato.4Così che erano degni di essere privati della luce e di essere avvolti nelle tenebre, coloro che avevano tenuto bloccati i tuoi figli, per i quali sarebbe stata data al mondo la luce immortale della legge.5A essi che avevano decretato di uccidere i bambini dei santi, e un solo fanciullo esposto fu salvo, tu, in pena, hai tolto la moltitudine dei figli, e, insieme, li hai destinati alla rovina in acque impetuose.6Quella notte fu resa nota già prima ai padri nostri, perchè avessero coraggio, sapendo certo a quali giuramenti, avevano creduto.7Si attendeva, quindi, dal tuo popolo la salute dei giusti e lo sterminio dei nemici:8infatti, come tu hai punito gli avversari, così, chiamandoci a te, ci hai glorificati,9Di nascosto facevano il sacrificio i figli pii dei buoni e unanimi si imposero una legge divina secondo la quale, egualmente agli stessi beni e ai pericoli, dovevano partecipare i giusti celebrando prima le lodi sacre dei padri.10Di stridente eco era l’incomposto grido dei nemici e si spandeva lugubre il lamento per i figli.11Servitore e padrone venivano puniti secondo uguale giustizia e il plebeo pativa le stesse pene del re.12Assieme, poi, con un solo genere di morte, tutti avevano morti senza numero; nè, quindi, i vivi bastavano a seppellire, poichè, d’un colpo, la loro prole più nobile fu sterminata.13Increduli, così, di tutto a causa dei sortilegi, confessano, per lo sterminio dei primogeniti, che il popolo è figlio di Dio.14Ora ecco, ogni cosa immersa in un pacifico sonno e la notte a metà del suo celere corso,15la tua onnipotente parola dal cielo; dalle tue regali sedi, si slancia, come strenuo guerriero, in mezzo a quel paese di sterminio, portando, come spada acuta, il tuo decreto incorrotto16e, fermatosi, dovunque dissemina la morte: toccava il cielo cd era fermo in terra.17Allora subito li turbarono immagini di orribili sogni e sopravvennero i timori inaspettati;18e buttati, di qua e di là, semivivi, palesavano la ragione per cui morivano.19Questo, infatti, presagivano i sogni che li inquietavano, perchè non morissero all’oscuro del male che pativano.20Toccò anche i giusti una esperienza di morte e nel deserto ci fu una strage della. moltitudine: ma l’ira non durò a lungo.21Perchè un uomo irreprensibile, svelto, si fece innanzi a difesa, con le armi del suo ministero, preghiere e incenso di espiazione, e si oppose all’ira e mise fine alla calamità, dimostrando, così, di essere tuo servitore.22Superò la distretta non con la forza del corpo nè con la potenza delle armi ma con la parola placò il punitore, ricordando i giuramenti e le alleanze con i padri.23Poichè quando ormai i morti giacevano ammucchiati gli uni sugli altri, stando egli nel mezzo, fece cessare l’ira e ne interruppe il corso verso i vivi.24Sulla veste talare c’era tutto il mondo e le glorie dei padri scolpite sulla pietra a quattro linee e la tua maestà sopra il diadema della sua testa.25Perciò lo sterminatore indietreggiò e rispettò queste insegne; bastava, infatti, solo una prova dell’ira.