SCRUTATIO

Sabato, 6 giugno 2026 - San Norberto ( Letture di oggi)

Sapienza 14


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1Un altro, accingendosi a una navigazione e volendo attraversare onde selvagge, portato da una nave, invoca un legno ancora più fragile.2Ora la brama dell’acquisto ciò ha escogitato e ha costruito con ingegno di artista.3E poi lo guida la tua provvidenza, o padre perchè hai aperto una via anche nel mare e un sentiero sicuro tra i flutti;4dando così prova di saper salvare da ogni pericolo colui, che si imbarca, anche se privo di esperienza.5Tu non vuoi inoperose le opere della tua sapienza: per cui gli uomini si affidano a un legno ben fragile e si salvano passando sui flutti con una zattera.6Anche all’inizio, infatti, mentre perivano i superbi giganti, la speranza del mondo, rifugiatasi in una barca, guidata per mano da te, conservò al mondo il seme della razza.7Perchè è benedetto il legno da cui sorge la giustizia!8Ed è maledetto quello, fatto con mani, e chi lo ha fatto, questi, perchè esecutore dell’opera, e quello perchè, cosa miserabile, viene denominato Dio.9L’empio e la sua empietà sono ugualmente in odio a Dio10e viene punita l’opera con chi l’ha fatta.11Vi sarà, quindi, un giudizio anche per gli idoli delle genti: perchè divennero abominio nella creazione di Dio e tentazione per le anime degli uomini e trappola al piede degli insensati.12Ora l’idea di fare idoli fu l’origine dell’empietà; e l’averli introdotti portò alla corruzione della vita.13Essi non C’erano prima nè rimarranno poi:14infatti, entrarono nel mondo per vani pensieri di uomini e quindi è decretata la loro pronta fine.15Ecco un padre, addolorato per un lutto prematuro: dopo aver fatto un ritratto del figlio, presto rapito, viene ora a venerare quale dio un uomo allora esanime e stabilisce tra i suoi dipendenti misteri e riti.16L'empio costume, rafforzatosi, poi, col tempo, u tenuto per legge!17Anche per volontà di principi, vennero adorate le statue: è di quelli che, per le dimore lontane, gli uomini, non potevano onorare presenti, modellandosene così da lungi la figura, fecero un’immagine visibile del re, che si voleva onorare, per adularlo assente, con l’impegno, come se fosse presente.18Ma per estendere il culto anche agli ignari, si rivolse l’ambizione dell’artista,19per cui egli, volendo forse piacere al sovrano, ridusse, con arte, il ritratto a una maggiore bellezza.20E il popolo minuto, allettato dalla bellezza dell’opera, si tenne così, per cosa sacra, chi poco prima era onorato come uomo.21Ma ciò fu un’insidia per i viventi, perchè gli uomini, piegandosi o alle disgrazie o alla tirannide, imposero il nome incomunicabile alla pietra e al legno.22Poi non bastò l’errore sulla nozione di Dio; vivono, inoltre, in una grande guerra d’ignoranza e danno nome di pace a questi mali.23Così, riti d’infanticidio o misteri clandestini, sia praticando le orge pazze di riti mirabolanti,24non conservano più monde nè vita nè nozze; ma l’uno, con insidia, uccide l’altro o gli dà ansie con adulteri.25Dovunque, frammischiati, ci sono solo sangue e assassinio, furto e frode, corruttela, perfidia, violenza, spergiuro;26vessazione dei buoni, ingratitudine per i benefici; corruzione di anime, inversioni sessuali, disordini nei matrimoni, adulterio e lussuria.27Il culto, infatti, di idoli anonimi è principio e causa e consumazione di ogni male!28Poichè essi o delirano nelle orge o divinano cose false o vivono da iniqui o spergiurano facilmente:29fidando in idoli senz’anima, non temono di incorrere in nessun danno per aver giurato male.30Ora, per questo e quello, li attendono pene proporzionate: perchè pensarono male su Dio, seguendo gli idoli; e, a sfregio della santità, spergiurano con inganno.31Perchè non il potere di quelli per i quali si giura, ma la giustizia, che punisce colui che pecca, segue sempre la prevaricazione degli iniqui.