SCRUTATIO

Sabato, 6 giugno 2026 - San Norberto ( Letture di oggi)

Sapienza 16


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1Ed eccoli castigati degnamente con simili animali e tormentati da una moltitudine di bestioline.2Invece di questo castigo, tu hai beneficato il tuo popolo al cui avido appetito, leccornia inaudita, hai preparato in refezione, le quaglie.3Ora, quelli bramavano cibo, ma, per il ribrezzo degli animali mandati, detestarono anche i gusti naturali; questi, invece, divenuti indigenti per breve tempo, gustarono di più un’inaudita leccornia.4Così a quelli, oppressori, bisognava che toccasse una severa penuria; ma a questi bisognava solo che si dimostrasse come i loro nemici erano tormentati.5Anche quando sopravvenne loro un’ira terribile di fiere ed erano sterminati dai morsi dei serpenti perniciosi, non continuò fino in fondo la tua ira.6Per richiamo vennero poi scompigliati per poco: avevano già un pegno di salute, a ricordo dei precetti della tua legge.7Era, infatti, salvo chi si volgeva a quello: non per la cosa riguardata, ma per te, salvatore di tutti.8E, anche in questo, dimostrasti al nostri e di essere tu colui che libera da ogni male9Infatti, i morsi delle locuste e delle mosche uccisero loro e non si trovò rimedio per la loro vita, perchè meritavano di essere tormentati con tali mezzi;10ma neppure i denti di serpenti velenosi vinsero i tuoi figli, perchè giunse la tua misericordia e li guarì.11Così perchè ricordassero i tuoi precetti, venivano addentati e subito risanati, affinchè, caduti in un oblio profondo, non divenissero insensibili alla tua beneficenza.12Quindi, non li guarì erba nè impiastro, ma la tua parola, o Signore, che risana tutto.13Tu, o Signore, hai potere di vita e di morte; tu fai discendere alle porte dell’Ade e fai risalire!14E l’uomo può certamente uccidere con la sua malvagità, ma non può riportare lo spirito, che se n'è andato, nè liberare un’anima che è rinchiusa.15È impossibile sfuggire alla tua mano!16Perciò gli empi che rifiutarono di conoscerti furono flagellati dal tuo forte braccio:cioè battuti da piogge inaudite, grandine e nembi impossibili a scongiurare, e consumati dal fuoco.17Infatti era soprattutto incredibile come mentre nell’acqua si smorza tutto, il fuoco si invigorisse di più, poichè l’universo vendica i giusti.18Ora, così, la fiamma si mitigava, per non bruciare gli animali spediti contro gli empi, ed essi, riconoscendolo, si sapessero premuti da un giudizio divino;19ora, contro la natura del fuoco, ardeva anche tra le acque, per distruggere i proventi di una terra iniqua.20Tu, invece, hai nutrito il tuo popolo con il cibo degli angeli e hai elargito loro dal cielo, senza fatica, un pane preparato, che sa di ogni delizia ed è grato a ogni gusto.21Certo quel tuo alimento manifestava la tua dolcezza verso i figli e si adattava al desiderio di chi ne prendeva e si trasformava in ciò che egli voleva.22Neve e ghiaccio resisteva e non si liquefaceva al fuoco, affinché sapessero che i frutti dei nemici distrugge il fuoco che arde fra la grandine e che lampeggia tra le piogge;23ma che, per il nutrimento dei giusti, dimenticava perfino la propria virtù.24Infatti tutto il creato, che serve a te suo Creatore è rigido, se a castigo degli ingiusti ed è accomodabile, se a beneficio di chi confida in te!25E però, piegandosi anche allora a tutte le trasformazioni, serviva alla tua generosità, che nutre tutti, secondo la volontà di coloro che pregavano:26perchè i tuoi figli, che hai amato, o Signore, imparassero che non le diverse specie dei frutti nutrono l’uomo, ma che la tua parola conserva chi crede in te.27Così quel che non veniva consumato dal fuoco, subito si discioglieva non appena riscaldato da lieve raggio di sole:28affinchè fosse a tutti noto che si deve prevenire il sole per ringraziarti, e pregarti prima del sorgere della luce.29Poichè la speranza dell’ingrato si scioglie come ghiaccio invernale e scorre come acqua inutile!