SCRUTATIO

Lunedi, 8 giugno 2026 - San Medardo ( Letture di oggi)

Sapienza 8


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1Eccola poi prodursi con forza da un’estremità all’altra, e curare opportunamente ogni cosa.2Incominciai ad amarla, cercandola fin da giovane; e ho cercato di prendermela come sposa, e mi sono innamorato della sua bellezza.3Essa mostra la nobiltà perchè convive con Dio e il Signore dell’universo la ama;4essa è partecipe dei segreti della scienza di Dio e sceglie tra le opere di lui.5Ora, se le ricchezze sono un bene desiderabile come possesso nella vita, che cosa c’è di più ricco della sapienza che produce tutto.6E se l’intelligenza opera, chi, fra tutte le cose, è artefice più di lei?7E se alcuno ama la giustizia, frutto delle fatiche di questa sono le virtù. Essa infatti insegna temperanza e prudenza, giustizia e fortezza, di cui non c’è nulla di più utile nella vita dell’uomo.8Se, poi, uno brama una larga esperienza ecco, essa conosce il passato e congettura il futuro, intende i detti difficili e la soluzione degli enigmi pronostica i segni e i prodigi, il successo delle congiunture e dei tempi.9Stabilii, così, di condurre questa a vivere con me, sapendo che mi sarebbe stata consigliera nel bene e consolatrice nelle ansie e nel dolore,10E avrò, per merito di essa, gloria presso il volgo; e, sebbene giovane, onore dai vecchi.11Sarò stimato acuto nel giudicare e sarò ammirato di fronte ai potenti,12Se taccio attenderanno e mi ascolteranno se parlo; se dirò più cose, terranno la mano sulla bocca.13Otterrò immortalità per mezzo suo; e lascerò memoria eterna per chi verrà dopo di me.14Governerò i popoli e le nazioni mi saranno soggette,15temeranno i tiranni crudeli nel sentir parlare di me; apparirò buono tra la moltitudine, e forte in guerra.16Giunto a casa mia, troverò riposo accanto a lei: perchè l’intrattenermi con lei è senza amarezza; e il convivere con lei non dà malinconia, ma letizia e gioia!17Così riflettendo tra di me e meditando nel cuore che l’immortalità sta nella parentela con la saggezza,18e la gioia pura nell’amicizia con lei, e le ricchezze inesauribili nelle opere delle sue mani, e la perspicacia nella mutua consuetudine con lei e la buona fama nel parteciparne ai discorsi ero tutto in moto nel cercare come farla mia.19Ero, poi, un figlio ben dotato e ho avuto in sorte un animo buono;20o piuttosto, essendo buono, venni in un corpo incorrotto.21Ma, poichè sapevo di non poterla ottenere, se non la concede Dio, ed è già da assennati il saper da chi proviene questo dono mi son rivolto al Signore e l’ho pregato e ho detto dal fondo del mio cuore.