SCRUTATIO

Martedi, 8 settembre 2026 - Natività Beata Vergine Maria ( Letture di oggi)

Primo libro dei Maccabei 15


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA CEI 2008
1 Antioco, figlio del re Demetrio, mandò una lettera dalle isole del mare a Simone, sacerdote ed etnarca dei Giudei, e a tutta la nazione.1 Antioco, figlio del re Demetrio, inviò lettere dalle isole del mare a Simone, sacerdote ed etnarca dei Giudei, e a tutta la nazione;
2 Essa era concepita in questo modo: «Il tn Antioco a Simone gran sacerdote ed etnarca e alla nazione dei Giudei salute.2 il loro contenuto era del seguente tenore:
«Il re Antioco a Simone, grande sacerdote ed etnarca, e al popolo dei Giudei, salute!
3 Poiché uomini pestiferi si sono impadroniti del regno dei nostri padri, ho deciso di riacquistare questo regno e riordinarlo come era prima. Perciò ho raccolto una moltitudine di armati e ho allestito navi da guerra.3 Poiché alcuni uomini pestiferi si sono impadroniti del regno dei nostri padri, voglio rivendicare i miei diritti sul regno, per ricostruirlo com’era prima; ho reclutato un esercito ingente di mercenari e allestito navi da guerra.
4 Intendo sbarcare nella regione per punire coloro che hanno devastato il nostro paese e desolato molte città nel mio regno.4 È mia volontà sbarcare nella regione, per punire coloro che hanno rovinato il nostro paese e desolato molte città nel mio regno.
5 Ora, ti confermo tutte le franchigie che ti hanno concesso i miei predecessori, così pure qualsiasi rinuncia a donativi.5 Ora ti confermo tutte le esenzioni, che ti hanno concesso i re miei predecessori, e tutte le altre dispense dai doni.
6 Ti permetterò di battere moneta con conio proprio per il tuo paese.6 Ti concedo di battere moneta propria con corso legale al tuo paese.
7 Gerusalemme e il santuario siano liberi; tutte le armi che hai preparato e le fortezze che hai edificato, di cui sei in possesso, restino in tuo potere.7 Gerusalemme e il suo santuario siano liberi; tutti gli armamenti, che hai preparato, e le fortezze che hai costruito e occupi, restino in tuo possesso.
8 Ogni debito con il re e ciò che dovresti in avvenire al re ti sia rimesso da ora e per sempre.8 Quanto devi al re e i debiti che potrai avere verso il re in avvenire da ora e per sempre, ti sono rimessi.
9 Quando, poi, avremo ristabilito il nostro regno, onoreremo te, la tua nazione e il tempio con grande onore, così che venga manifestata la vostra gloria in tutta la terra».9 Quando poi avremo preso possesso del nostro regno, onoreremo te, la tua nazione e il tempio con grandi onori, così da rendere manifesta la vostra gloria in tutta la terra».
10 L’anno 174 Antioco entrò nella terra dei suoi padri: passarono dalla sua parte tutte le forze armate, così che solo pochi rimasero fedeli a Trifone.10 Nell’anno centosettantaquattro Antioco partì per la terra dei suoi padri e si schierarono con lui tutte le milizie, di modo che pochi rimasero con Trifone.
11 Antioco, allora, si diede a inseguire costui, che fuggì fino a Dora, che si trovava sul mare.11 Antioco si diede ad inseguirlo e quello, fuggendo, giunse fino a Dora sul mare,
12 Egli sapeva, infatti, quali mali si addensavano sul suo capo e che l’esercito lo aveva abbandonato.12 perché vedeva che i mali si addensavano su di lui, mentre le truppe lo abbandonavano.
13 Antioco si accampò intorno a Dora: con lui erano centoventimila soldati e ottomila cavalieri.13 Antioco pose il campo contro Dora, avendo con sé centoventimila armati e ottomila cavalieri.
14 Egli circondò la città, mentre le navi si avvicinavano dalla parte del mare. Stringeva la città dalla terra e dal mare e non permetteva che alcuno uscisse o entrasse.14 Egli circondò la città, mentre le navi attaccavano dal mare; fece pressione contro la città dalla terra e dal mare, non lasciando più entrare né uscire alcuno.
15 Intanto da Roma ritornò Numenio con i compagni, portando lettere per i re e per i paesi, nelle quali era scritto:15 Intanto arrivarono da Roma Numenio e i suoi compagni, portando lettere per i re dei vari paesi. Esse dicevano:
16 «Lucio, console dei Romani, al re Tolomeo salute.16 «Lucio, console dei Romani, al re Tolomeo, salute!
17 Gli ambasciatori dei Giudei si sono presentati a noi come amici e alleati per rinnovare l’antica amicizia e alleanza, mandati da Simone sommo sacerdote e dal popolo giudaico.17 Gli ambasciatori dei Giudei sono giunti a noi come nostri amici e alleati, per rinnovare l’antica amicizia e alleanza, inviati da Simone, sommo sacerdote, e dal popolo dei Giudei.
18 Essi hanno portato uno scudo d’oro di mille mine.18 Hanno portato uno scudo d’oro di mille mine.
19 Pertanto ci è parso bene scrivere ai re e ai vari paesi di non fare loro del male, di non assalire né loro né le loro città né il loro santuario e di non essere alleati con chi movesse loro guerra.19 Ci è sembrato bene perciò scrivere ai re dei vari paesi, perché non facciano loro del male, né facciano guerra alle loro città o alla loro regione, né combattano insieme a chi entri in guerra con loro.
20 A noi parve bene di accettare lo scudo.20 Ci è parso bene accettare da loro lo scudo.
21 Se, dunque, alcuni ribaldi fuggono dalla loro nazione a voi, consegnateli a Simone sommo sacerdote, affinché eserciti su di loro la giustizia secondo la loro legge».21 Se pertanto uomini pestiferi sono fuggiti dalla loro regione presso di voi, consegnateli a Simone, sommo sacerdote, perché ne faccia giustizia secondo la loro legge».
22 Queste medesime cose scrisse il console al re Demetrio, ad Attalo, ad Ariarate, ad Arsace22 Uguali espressioni scrissero al re Demetrio, ad Àttalo, ad Ariarate e Arsace
23 e a tutti i paesi, a Sampsamo, agli Spartani, a Delo, a Mindo, a Sicione, alla Caride, a Samo, alla Panfilia, alla Licia, ad Alicarnasso, a Rodi, a Faselide, a Cos, a Side, ad Arado, a Gortina, a Cnido, a Cipro e a Cirene.23 e a tutti i paesi: a Sampsame, agli Spartani, a Delo, a Mindo, a Sicione, alla Caria, a Samo, alla Panfìlia, alla Licia, ad Alicarnasso, a Rodi, a Fasèlide, a Coo, a Side, ad Arado, a Gòrtina, a Cnido, a Cipro e a Cirene.
24 Ne scrissero una copia per Simone sommo sacerdote.24 Copia di queste lettere scrissero per Simone, sommo sacerdote.
25 Ora il re Antioco si accampò nel sobborgo di Dora spingendo continuamente le schiere contro di essa e adoperandovi macchine. Egli vi rinchiuse Trifone in modo che non potesse né entrare né uscire.25 Il re Antioco, dunque, teneva il campo contro Dora da due giorni, lanciando continuamente contro di essa le schiere e costruendo macchine; così aveva precluso a Trifone ogni possibilità di uscire ed entrare.
26 Simone, allora, gli mandò in aiuto duemila soldati insieme con argento, oro e molte armi,26 Simone gli inviò duemila uomini scelti, per combattere al suo fianco, oltre ad argento, oro e molti equipaggiamenti.
27 ma egli non li volle accettare, anzi revocò le concessioni garantite prima e si dichiarò nemico di Simone.27 Ma Antioco non volle accettare nulla, anzi ritirò quanto aveva prima concesso a Simone e si mostrò ostile con lui.
28 Il re inviò Atenobio, uno dei suoi amici, a trattare con questo e a dirgli: «Voi occupate Giaffa, Gezer, l’Acra di Gerusalemme, tutte città del mio regno.28 Poi gli inviò Atenòbio, uno dei suoi amici, a trattare con lui in questi termini: «Voi occupate Giaffa, Ghezer e la Cittadella di Gerusalemme, tutte città del mio regno.
29 Voi avete devastato il loro territorio, avete arrecato molti danni alla regione e vi siete impadroniti di molti luoghi nel mio regno.29 Avete devastato il loro territorio e avete causato rovina grande nel paese e vi siete impadroniti di molte località nel mio regno.
30 Ora, perciò, riconsegnate le città, che avete occupato, e i tributi ricavati dai luoghi, di cui vi siete impadroniti fuori dei confini della Giudea.30 Ora, perciò, consegnate le città che avete occupato, insieme con i tributi delle località di cui vi siete impadroniti fuori del territorio della Giudea,
31 Altrimenti date in compenso cinquecento talenti d’argento per le distruzioni che avete compiuto e altri cinquecento talenti per i tributi delle città; altrimenti verremo a farvi guerra».31 oppure dateci in cambio cinquecento talenti d’argento e, in compenso dei danni arrecati e dei tributi delle città, altri cinquecento talenti; altrimenti verremo e vi muoveremo guerra».
32 Venne, dunque, Atenobio, amico del re, a Gerusalemme. Quando egli vide la gloria di Simone, il suo vasellame d’oro e d’argento e un apparato straordinario, ne rimase meravigliato. Egli riferì le parole del re.32 Atenòbio, l’amico del re, si recò a Gerusalemme e vide la gloria di Simone, il vasellame con lavori in oro e argento e il suo grande fasto e ne rimase meravigliato. Gli riferì le parole del re,
33 Simone gli rispose: «Noi non abbiamo occupato terra straniera né riteniamo roba d’altri, ma l’eredità dei nostri pa-dri, che ingiustamente in un certo tempo ci fu rapita dai nostri nemici.33 ma Simone gli rispose: «Non abbiamo occupato terra straniera né ci siamo impossessati di beni altrui, ma dell’eredità dei nostri padri, che fu occupata un tempo dai nostri nemici senza alcun diritto.
34 Noi, avendone avuto l’opportunità, abbiamo ricuperato l'eredità dei nostri padri.34 Noi, avendone avuta l’opportunità, abbiamo recuperato l’eredità dei nostri padri.
35 Riguardo poi a Giaffa e a Gezer che tu reclami, esse fecero grande danno al nostro paese e devastarono la nostra regione. Per esse tuttavia ti daremo cento talenti».35 Quanto a Giaffa e a Ghezer, che tu reclami, esse causavano un grave danno tra il popolo e nella nostra regione: per esse vi daremo cento talenti».
36 Quegli non gli rispose una parola, ritornò adirato dal re e gli riferì questi discorsi e la gloria di Simone e quanto aveva visto. Il re montò in gran furore.36 Atenòbio non rispose nulla, ma indispettito tornò presso il re, al quale riferì quelle parole, la gloria di Simone e quanto aveva visto. Il re si adirò grandemente.
37 Trifone, intanto, salito su una nave, era fuggito a Ortosia.37 Trifone intanto, salito su una nave, fuggì a Ortosìa.
38 Allora il re costituì Cendebeo comandante generale della zona marittima ‘e ‘gli affidò un esercito di fanti e di cavalieri.38 Il re allora nominò Cendebeo primo stratega della zona litoranea e mise al suo comando forze di fanteria e cavalleria.
39 Gli ordinò di accamparsi di fronte alla Giudea, di fortificare Cedron, di bloccarne le porte e debellare il popolo. Il re, intanto, inseguì Trifone.39 Poi gli ordinò di accamparsi in vista della Giudea e gli ordinò di ricostruire Cedron, rinforzandone le porte, e di iniziare la guerra contro il popolo. Il re intanto continuò la caccia a Trifone.
40 Cendebeo, giunto a Jamnia, cominciò a vessare il popolo e a invadere la Giudea, a far prigionieri e a uccidere fra il popolo.40 Cendebeo si recò a Iàmnia e cominciò a molestare il popolo, a invadere la Giudea, a fare prigionieri tra il popolo e a metterli a morte.
41 Egli fortificò Cedron, dove collocò cavalieri e truppa affinché, facendo sortite, battessero le strade della Giudea, come gli aveva ordinato il re.41 Ricostruì Cedron e vi dispose la cavalleria e le truppe, perché potessero uscire e battere le strade della Giudea, come gli aveva ordinato il re.