SCRUTATIO

Domenica, 7 giugno 2026 - San Norberto ( Letture di oggi)

Primo libro dei Maccabei 10


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Sacra Bibbia GarofaloMiqra 'al pi ha-Mesorah
1 L’anno 160, Alessandro Epifane, figlio di Antioco, si imbarcò e occupò Tolemaide, dove fu ben accolto e vi cominciò a regnare.
2 Appena lo seppe il re Demetrio, radunò re, numerosissimo esercito e gli andò incontro e combatterlo.
3 Intanto Demetrio mandò a Gionata una lettera con proposte di pace e per ingrandirne il potere.
4 Egli, infatti, pensava: « Affrettiamoci a concludere la pace con lui prima che la concluda con Alessandro contro di noi.
5 Perchè egli si ricorderà di tutti i mali che abbiamo commesso contro di lui, i suoi fratelli e la sua nazione ».
6 Pertanto gli diede facoltà di arruolare un esercito, di preparare armi e di essere suo alleato; inoltre ordinò che gli fossero resi gli ostaggi, che erano nell’Acra.
7 Gionata andò a Gerusalemme e lesse la lettera innanzi a tutto il popolo e a quelli dell’Acra,
8 i quali ebbero un gran timore, quando sentirono che il re gli aveva dato la facoltà di arruolare un esercito.
9 Quelli dell’Acra consegnarono a Gionata gli ostaggi, che egli rese ai propri parenti.
10 Gionata allora fissò la dimora in Gerusalemme e incominciò a costruire e a rinnovare la città.
11 Egli ordinò ai lavoratori di costruire le mura e di cingere il monte Sion con massi quadrati per difesa; e così fecero.
12 Fuggirono gli stranieri, che si trovavano nelle fortezze costruite da Bacchide.
13 Ognuno abbandonò il suo posto e se ne andò nella propria regione.
14 Solo a Bet-Zur rimasero alcuni che avevano rinnegato la legge e i comandamenti; essa era il loro luogo di rifugio.
15 Ora il re Alessandro venne a conoscenza delle promesse fatte da Demetrio a Gionata. Gli narrarono anche le guerre e gli eroismi, che aveva compiuto costui con i fratelli, e le pene che aveva sostenuto.
16 Allora egli disse: « Troveremo forse un uomo come lui? Facciamocelo subito amico e nostro alleato ».
17 Perciò gli mandò una lettera scritta in questi termini:
18 « Il re Alessandro al fratello Gionata salute.
19 Abbiamo udito a tuo riguardo che sei un uomo valente e forte e che sei disposto a divenire nostro amico.
20 Pertanto ti costituiamo oggi sommo sacerdote della tua nazione, concedendoti il titolo di amico del re — gli inviò un manto di porpora e una corona d’oro — affinchè stia dalla nostra parte e conservi con noi l’amicizia».
21 Gionata, dunque, indossò le vesti sacre il settimo mese dell’anno 160 nella festa delle Capanne. Egli arruolò molti soldati e si procurò non poche armi.
22 Demetrio, quando seppe tali cose, rimase molto afflitto e disse:
23 « Che cosa abbiamo fatto? Alessandro ci ha prevenuto nel rendersi amici i Giudei a proprio consolidamento.
24 Anch’io scriverò loro parole di esortazione, promettendo dignità e doni, affinchè mi siano di aiuto ».
25 Egli inviò una lettera in questi termini: «Il re Demetrio alla nazione dei Giudei salute.
26 Avendo saputo che avete mantenuto i nostri patti, che siete rimasti fedeli alla nostra amicizia e che non siete passati ai nostri nemici, ce ne siamo molto rallegrati.
27 Ora continuate a serbarci fedeltà. Noi vi contraccambieremo con benefici ciò che voi fate per noi.
28 Vi concederemo molte immunità e vi colmeremo di doni.
29 Ora vi prosciolgo ed esento tutti i Giudei dai tributi, dalla tassa del sale e delle corone.
30 Ugualmente rinuncio alla terza parte della semente, alla metà dei frutti degli alberi, che mi spetta. Da oggi innanzi non voglio più percepire ciò dalla regione di Giuda e dai tre distretti che vi sono stati annessi, dalla Samaria e dalla Galilea, da quest’oggi e per sempre.
31 Gerusalemme con il territorio sia una città santa e immune dalle decime e dai tributi.
32 Rinuncio anche al diritto sull’Acra a Gerusalemme e la consegno al sommo sacerdote, affinchè vi ponga gli uomini che vuole per custodirla.
33 Infine, rendo libero gratuitamente qualunque Giudeo prigioniero fuori della regione di Giuda, in tutto il mio regno. Ed esento tutti dai tributi, anche da quello del bestiame.
34 Tutte le feste, i sabati, i noviluni, i giorni stabiliti, i tre giorni che precedono una festa e i tre successivi siano tutti giorni di immunità e di condono per tutti i Giudei, che sono in tutto il mio regno.
35 Nessuno avrà diritto di intentare causa e di disturbare alcuno di essi, per nessun motivo.
36 Nell’esercito del re si arruoleranno trentamila Giudei, ai quali sarà dato il soldo come si usa con tutte le milizie del re.
37 Alcuni di essi saranno posti nelle più importanti fortezze del re, ad altri saranno affidati incarichi di fiducia nel regno. I loro ufficiali e capi saranno scelti dai loro ranghi e cammineranno secondo le loro leggi, come ha prescritto il re per il paese di Giuda.
38 E i tre distretti aggregati alla Giudea dalla regione di Samaria saranno computati come facenti parte della Giudea, affinchè dipendano da uno solo e non obbediscano a nessun’altra autorità che non sia quella del sommo sacerdote.
39 Assegno Tolemaide con le dipendenze in dono al santuario di Gerusalemme per le spese necessarie del santuario.
40 Inoltre ogni anno darò quindicimila sicli d’argento dalla cassa del re, desunti dai proventi delle regioni più convenienti.
41 Tutto il soprappiù, che negli anni precedenti non fu corrisposto dagli addetti, d’ora innanzi andrà per le spese del tempio.
42 Oltre ciò, i cinquemila sicli che venivano riscossi ogni anno sulle entrate del tempio siano rilasciati perchè appartengono ai sacerdoti che compiono il servizio.
43 Quanti si rifugeranno nel tempio di Gerusalemme e in tutti i suoi annessi, se per debiti o per qualsiasi altra obbligazione debbano rendere conto al re, saranno considerati liberi insieme con quanto possiedono nel mio regno.
44 Per la costruzione e i restauri del santuario le spese saranno fatte dall’erario del re.
45 Similmente le spese per riedificare le mura di Gerusalemme e le fortezze tutto all’intorno verranno sostenute dall’erario del re, così pure quelle per costruire altre mura nella Giudea ».
46 Come Gionata e il popolo sentirono queste parole, non vi prestarono fede nè le accettarono, perchè si ricordavano del gran male, che il re aveva fatto in Israele, e della sua oppressione violenta.
47 Invece, si compiacquero delle parole di Alessandro, che fu il primo a fare loro proposte di pace, e si dichiararono suoi alleati per sempre.
48 Il re Alessandro, pertanto, raccolse un grande esercito e si accampò contro Demetrio.
49 I due re attaccarono battaglia. L’esercito di Demetrio fuggì; Alessandro lo inseguì e prevalse su di loro.
50 Egli continuò la battaglia violenta fino al tramonto del sole. Demetrio fu ucciso in quel giorno.
51 Allora Alessandro mandò ambasciatori a Tolomeo, re dell’Egitto, con le proposte seguenti:
52 « Poichè io sono ritornato nel mio regno, mi sono seduto sul trono dei miei padri e mi sono impadronito del comando dopo aver sconfitto Demetrio e occupato la nostra regione —
53 infatti venuto con lui a battaglia, egli e il suo esercito furono da noi sconfitti; così ci siamo seduti sul trono del suo regno —
54 uniamoci in amicizia. Dammi tua figlia in sposa; sarò tuo genero e darò a te e a lei doni degni di te ».
55 Il re Tolomeo gli rispose: « Felice il giorno in cui sei tornato nella terra dei tuoi padri e ti sei seduto sul trono del loro regno!
56 Io farò a tuo riguardo come mi hai scritto. Vieni, perciò, incontro a me a Tolemaide affinchè ci vediamo. lo sarò tuo suocero come hai detto ».
57 Tolomeo uscì dall’Egitto insieme con la figlia Cleopatra e andò a Tolemaide l’anno 162.
58 Gli venne incontro Alessandro, al quale diede ja figlia Cleopatra festeggiandone le nozze a Tolemaide con oprande sfarzo da re.
59 Il re Alessandro scrisse a Gionata di andargli incontro.
60 Costui andò con gran pompa a Tolemaide, dove si incontrò con i due re; egli diede a loro e ai loro amici argento, oro e molti doni. Così si guadagnò le loro grazie.
61 Ivi accorsero contro di lui alcuni uomini pestiferi di Israele, scellerati, per accusarlo; ma il re non prestò loro attenzione.
62 Anzi diede ordine di spogliare Gionata delle vesti e di coprirlo di porpora; e così fu fatto.
63 Il re lo fece sedere accanto a sè e disse ai capi: « Andate con lui nel centro della città e proclamate che nessuno nuova accusa contro di lui per qualsiasi motivo; nessuno gli rechi molestia per qualsiasi ragione ».
64 Allora tutti gli accusatori, appena videro che egli veniva onorato secondo la proclamazione pubblica e che era stato rivestito di porpora, se ne fuggirono.
65 Il re lo glorificò, lo ascrisse fra i suoi primi amici e lo costituì stratega e meridarca.
66 Gionata, quindi, ritornò a Gerusalemme con pace e con giubilo.
67 L’anno 165 Demetrio, figlio di Demetrio, si recò da Creta nella terra dei suoi padri.
68 Appena lo seppe il re Alessandro ne provò grande tristezza. Egli si ritirò in Antiochia.
69 Demetrio, allora, costituì Apollonio governatore della Celesiria; questi, riunito un grande esercito, pose l’accampamento a Jamnia donde mandò messaggeri a Gionata sommo sacerdote dicendo:
70 « Tu sei proprio il solo che ti levi contro di noi. Io sono diventato oggetto di derisione e di scherno per te. Perchè ti faj forte sui monti?
71 Se hai fiducia nelle tue truppe scendi da noi nella pianura e qui misurato perchè ho con me la forza delle città.
72 Informati e impara chi sia io e coloro che ci aiutano, anch’essi ti diranno: ‘“ Non è possibile che vostri piedi restino saldi al nostro cospetto, perchè ben due volte i tuoi padri furono messi in fuga da noi nella loro terra”.
73 Ora non potrai resistere alla cavalleria e a tale esercito nella pianura, dove non c’è pietra nè rupe nè luogo rifugiarsi ».
74 Quando Gionata udì le parole di Apollonio, ne fu offeso. Egli scelse diecimila uomini e partì da Gerusalemme. Simone suo fratello gli andò incontro per aiutarlo.
75 Egli si accampò di fronte a Giaffa, ma gli chiusero le porte di città, perchè in città c’era un presidio di Apollonio. Allora egli le diede l’assalto.
76 Quelli della città spaventati gli aprirono le porte; così Gionata si impadronì di Giaffa.
77 Apollonio venne a sapere e schierò in battaglia tremila cavalieri e numerosa fanteria e si diresse verso Azoto, simulando una marcia; ma subito piegò verso la pianura, perchè aveva una numerosa cavalleria e aveva fiducia in essa.
78 Gionata lo seguì alle spalle verso Azoto. Intanto gli eserciti attaccarono battaglia.
79 Apollonio aveva lasciato mille cavalieri in un nascondiglio dietro i Giudei.
80 Gionata si accorse dell’insidia che gli era stata tesa alle spalle. Quelli tuttavia circondarono il suo esercito e scagliarono frecce dalla mattina alla sera contro le sue schiere.
81 Ma la truppa resistette come Gionata aveva ordinato, e si stancarono i cavalli.
82 Allora Simone fece avanzare il suo esercito e attaccò la falange la quale, poichè la cavalleria era stanca, fu da esso sconfitta e messa in fuga.
83 I cavalieri si dispersero nella pianura; gli altri poi fuggirono ad Azoto, dove entrarono nel tempio di Dagon loro idolo per salvarsi.
84 Gionata, però, diede alle fiamme Azoto e i villaggi circostanti, ne prese le spoglie e incendiò anche il tempio di Dagon con quanti vi si erano rifugiati.
85 Coloro che caddero di spada con quelli bruciati furono quasi ottomila uomini.
86 Di lì Gionata partì e si diresse verso Ascalon, dove quelli della città gli andarono incontro con grandi onori.
87 Quindi Gionata con i suoi ritornò a Gerusalemme, carico di molta preda.
88 Quando il re Alessandro seppe tali fatti, si mise a glorificare ancora di più Gionata;
89 gli mandò una fibbia d’oro, che si usa donare solo ai parenti dei re, e gli diede in possesso Akkaron con tutti i territori.