SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Primo libro dei Re 13


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L’oracolo contro l’altare di Bethel

1quand’ecco, un uomo di Dio venire da Giuda a Bethel, con una parola. di Jahvè mentre Geroboamo, stava sull’altare per offrire profumi.2Per ordine di Jahvè pridò contro l’altare: «Altare, altare! Così dice Jahvè: “Ecco nascerà un figlio alla casa di David con il nome di Giosia; questi immolerà su di te i sacerdoti delle alture, che offrono su di te i profumi, e ti brucerà sopra ossa umane”»,3In quel momento diede pure un segno: «Questo è il segno che Jahvè ha parlato: ecco si spezza l’altare e si spande la cenere che è sopra!»,4Appena il re ebbe udito la parola che l’uomo di Dio aveva gridato contro l’altare a Bethel, Geroboamo stese la mano sopra l’altare, dicendo:«Prendetelo!»; ma la mano stesa contro di lui si inaridì, così che egli non poté più ritirarla a sé.5L’altare si spezzò e le ceneri si sparsero giù dall’altare secondo il segno che l’uomo di Dio aveva dato per comando di Jahvè.6Il re allora rivolgendosi all’uomo di Dio così gli parlò: «Placa la faccia di Jahvè tuo Dio e la mia mano ritornerà a me». L’uomo di Dio placò la faccia di Jahvè e la mano del re ritornò a lui, come era prima.7Quindi il re disse all’uomo di Dio: «Vieni con me a casa per ristorarti. Ti farò pure un regalo».8Ma l’uomo di Dio rispose al re: «Quando anche mi dessi la metà della tua casa, non verrei con te. In questo luogo non mangerò pane né berrò acqua.9Così infatti mi è stato ordinato secondo la parola di Jahvè: “Non mangerai pane né berrai acqua né ritornerai per la strada per cui sei venuto”».10Egli dunque si incamminò per un’altra strada, senza ritornare per la strada per cui era andato a Bethel.

Il profeta disobbediente è punito

11Ora, a Bethel viveva un vecchio profeta, a cui i figli vennero a raccontare tutto ciò che l’uomo di Dio aveva compiuto in quel giorno a Bethel e quanto aveva detto al re. Essi riferirono ciò al padre12e questi chiese loro: «Per quale via se n'è andato?» I figli gli mostrarono la strada per cui se m’era andato l’uomo di Dio, che era venuto da Giuda.13Allora ordinò ai figli: «Sellatemi l’asino». Essi gli sellarono l’asino ed egli vi montò.14Rincorse l’uomo di Dio e lo trovò seduto sotto il terebinto; allora gli chiese: «Sei tu l’uomo di Dio, che è venuto da Giuda?» Quegli rispose: «Sono io»15L’altro gli disse: «Vieni a casa con me per mangiare qualche cosa».16Ma quegli rispose: «Non posso tornare con te né mangerò pane né berrò acqua in questo luogo,17poiché così mi è stato ordinato secondo la parola di Jahvè: “Non mangerai pane né ivi berrai acqua e neppure farai ritorno per la strada, per cui sei venuto”».18L’altro gli disse: «Anch’io sono profeta come te e un angelo secondo l’ordine di Jahvè mi ha detto: “Riconducilo con te alla tua casa perché mangi pane e beva acqua”». In tal modo lo ingannò.19Quegli allora ritornò con lui e mangiò pane nella sua casa e bevve acqua.20Stavano ancora seduti a tavola, quando la parola di Jahvè fu rivolta al profeta che lo aveva ricondotto.21Questi gridò all’uomo di Dio, che era venuto da Giuda: «Così dice Jahvè: “Poiché sei stato ribelle all’ordine di Jahvè e non hai osservato il comando che ti aveva imposto Jahvè tuo Dio,22ma sei ritornato, hai mangiato pane e hai bevuto acqua nel luogo dove Jahvè ti ha detto: Non mangerai pane e non berrai acqua, il tuo cadavere non entrerà nel sepolcro dei tuoi padri».23Ora, dopo aver mangiato pane e bevuto acqua, gli sellò l’asino e quegli fece ritorno.24Durante il viaggio, però, trovò per la strada un leone che lo uccise. Il suo cadavere giacque sulla strada, mentre l’asino gli stava accanto e anche il leone era al fianco del cadavere.25Quand’ecco passare alcuni uomini, i quali videro il cadavere giacere sulla strada e il leone accanto al cadavere. Questi andarono a divulgare la notizia nella città, dove viveva il vecchio profeta.26Lo seppe il profeta che lo aveva deviato dal cammino ed esclamò: «Quegli è l’uomo di Dio, che ha trasgredito il comando di Jahvè. Questi perciò lo ha messo in potere del leone il quale lo ha sbranato e ucciso secondo quanto Jahvè gli aveva detto».27Quindi ordinò ai figli di sellargli l’asino ed essi glielo sellarono.28Partì e trovò il cadavere disteso per terra con l’asino e il leone accanto al cadavere. Il leone non aveva divorato il cadavere né sbranato l’asino.29Il profeta raccolse il cadavere dell’uomo di Dio, lo depose sull’asino e lo riportò indietro, in città, per fare il lamento e per seppellirlo.30Quindi depose il cadavere nel proprio sepolcro e si fece il lamento su di lui. Ahi, fratello mio!»31Dopo averlo seppellito, disse ai figli: «Alla mia morte, mi seppellirete nella tomba nella quale è sepolto l’uomo di Dio. Deponetemi accanto alle sue ossa, affinché le mie rimangano incolumi accanto alle sue;32poiché certamente si avvererà la parola che quegli ha pronunciato per comando di Jahvè contro l’altare di Bethel e contro tutti i santuari delle alture, che si trovano nelle città di Samaria».33Nonostante questo fatto, Geroboamo non si allontanò dalla sua vita malvagia, ma continuò a eleggere i sacerdoti delle alture, tratti dal popolo comune. Investiva ogni volontario e questi diventava sacerdote delle alture.34Questa fu la causa del peccato per la casa di Geroboamo; non solo, ma di rovina e di sterminio dalla faccia della terra.