SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Primo libro dei Re 18


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Abdia incontra Elia

1Dopo molto tempo, nel terzo anno, fu rivolta la parola di Jahvè a Elia: «Va’ a farti vedere da Akhab, perché voglio concedere la pioggia alla superficie del suolo».2Elia andò pertanto a mostrarsi ad Akhab. La carestia era molto grave a Samaria.3Akhab chiamò Abdia, che era il sovrintendente della reggia. Abdia temeva molto Jahvè.4Infatti, quando Gezabele voleva sterminare i profeti di Jahvè, egli ne prese cento, li nascose cinquanta alla volta nella caverna e li mantenne a pane e acqua.5Akhab dunque disse ad Abdia: «Orsù, andiamo per il paese a visitare le sorgenti d’acqua e i torrenti; forse troveremo un po’ d’erba e così terremo in vita i cavalli e i muli né dovremo uccidere il bestiame».6Si divisero il paese da perlustrare; Akhab se ne andò da una parte per conto suo e Abdia se ne andò da un’altra.7Ora, mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi incontro Elia. Quegli lo riconobbe. e cadde con la faccia a terra, dicendo: «Sei proprio tu il mio signore Elia?»8Gli rispose: «Sono io! Va’ a dire al tuo signore che Elia è qui».9L’altro replicò: «Che male ho fatto perché tu consegni il tuo servitore in mano ad Akhab per mettermi a morte?10Per la vita di Jahvè tuo Dio! Non c'è gente o regno, dove il mio signore non ti abbia mandato a cercare; se sì diceva: “Non c'è egli faceva giurare quel regno o quella gente di non averti trovato.11Ora tu mi comandi: «“Va’ a dire al tuo signore che Elia è qui!”.12Poi, quando mi sarò allontanato da te e lo spirito di Jahvè ti trasporterà non so dove, andrò intanto ad annunciarti ad Akhab il quale, non trovandoti, mi ucciderà. Eppure il tuo servitore teme Jahvè fino dalla giovinezza!13Forse non è stato riferito al mio signore ciò che ho fatto quando Gezabele voleva sterminare i profeti di Jahvè, come ne nascosi cento nella caverna, cinquanta per volta, e li ho mantenuti a pane e acqua?14Ora tu mi comandi: “Va’ a dire al tuo signore che Elia è qui”; così egli mi ucciderà!»15Ma Elia soggiunse: «Per la vita di Jahvè degli eserciti davanti al quale sto: oggi stesso comparirò innanzi a lui!»16Abdia andò incontro al re e gli riferì. Akhab allora si mosse verso Elia.

Elia si presenta ad Akhab

17Appena Akhab vide Elia, gli disse: «Sei tu colui che mette in subbuglio Israele?»18Ma quegli rispose: «Non io ho messo in subbuglio Israele, ma tu stesso e la casa di tuo padre, perché avete abbandonato Jahvè vostro Dio e hai seguito i Baal.19Ebbene, chiama a raccolta presso di me sul monte Carmelo tutto Israele e i quattrocentocinquanta profeti di Baal, i quali mangiano alla mensa di Gezabele».20Akhab mandò a chiamare tutti i figli di Israele e radunò i profeti sul monte Carmelo.

La sfida del Carmelo

21Elia si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando andrete zoppicando da tutt’e due i piedi? Se Jahvè è Dio, seguitelo; se lo è Baal, andate dietro a lui». Il popolo non gli rispose neppure una parola.22Elia riprese a dire popolo: «Io solo sono rimasto come profeta di Jahvè, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta!23Datemi due giovenchi; loro se ne scelgano uno, lo facciano a pezzi e lo pongano sulla legna, senza accendervi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco senza appiccarvi il fuoco.24Voi invocherete il nome del vostro dio mentre io invocherò il nome di Jahvè. Il dio che risponderà con il fuoco è Dio!» Allora il popolo rispose: «Ben detto!»25Poi Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi un giovenco e fate voi per primi, perché siete in molti. Invocate il nome del vostro dio, ma non appiccate il fuoco».26Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, dicendo: «O Baal, rispondici!» Nessuna voce, nessuna risposta! E danzavano zoppicando di fronte all’altare che avevano costruito.27A mezzogiorno Elia cominciò a beffarsi di loro: «Gridate più forte. Lui è certamente dio; ma forse è occupato, ha dovuto assentarsi o è in viaggio; forse sta dormendo e deve essere svegliato!»28Quelli si misero a gridare più forte e a incidersi, alla loro maniera, con spade e lance, finché non grondarono di sangue.29Passato mezzogiorno, continuarono a farneticare fino al tempo dell’oblazione. Ma neppure una voce; nessuno che rispondesse o prestasse attenzione!30Allora Elia disse a tutto il popolo: «Accostatevi a me!» Tutto il popolo si accostò a lui ed egli rimise in piedi l’altare di Jahvè, che era stato demolito.31Quindi Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, cui Jahvè aveva detto: «Israele sarà il tuo nome!»32Con le pietre edificò un altare al nome di Jahvè e costruì un fosso intorno all’altare, della capacità di due sea di semente.33Dispose la legna, fece a pezzi il giovenco e lo pose sopra la legna.34Poi ordinò: «Riempite quattro brocche di acqua, versatela sopra la vittima e sopra la legna». L’ordine fu eseguito; poi soggiunse: «Ripetete la cosa». Fu fatto per la seconda volta. Continuò: «Per la terza volta!» Lo fecero per la terza volta.35L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il fosso fu da lui riempito di acqua.36Giunto il tempo dell’oblazione, il profeta Elia si accostò e disse: «Jahvè Dio di atrio, di Isacco e di Israele, oggi appaia che tu sei Dio in Israele, che io sono il tuo servitore e che la tua parola ha compiuto queste cose.37Esaudiscimi, o Jahvè, esaudiscimi affinché questo popolo sappia che tu sei Dio, o Jahvè, e hai permesso che il loro cuore si pervertisse».38Allora cadde il fuoco di Jahvè, che consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la. polvere, prosciugando l’acqua del fosso.39A tale vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra, esclamando: «Jahvè è Dio, Jahvè è Dio!»40Allora Elia parlò loro: «Prendete i profeti di Baal; non ne sfugga neppure uno!» Li presero ed Elia li condusse giù al torrente Kishon, dove li sgozzò.

La pioggia

41Quindi Elia disse ad Akhab: «Risali, mangia e bevi, perché già si ode il rumore della pioggia».42Akhab risalì per mangiare e bere, mentre Elia, raggiunta la cima del Carmelo, si piegò a terra, ponendo la faccia tra le ginocchia.43Poi disse al suo servitore: «Orsù, va’ a vedere dalla parte del mare». Quegli andò, osservò e riferì: «Non c’è nulla!» Elia replicò: «Ritornaci sette volte!» E il servitore vi ritornò sette volte.44Alla settima volta, quegli riferì: «Ecco una nuvoletta, come un palmo umano, salire dal mare». Disse allora Elia: «Va’ a dire ad Akhab che attacchi i cavalli e scenda, affinché la pioggia non lo sorprenda».45Poco alla volta il cielo si oscurò per le nubi e per il vento, e la pioggia cominciò a cadere dirotta. Akhab montò sul carro e andò a Jizreel.46La mano di Jahvè fu sopra Elia, che si cinse i fianchi e corse dinanzi ad Akhab fino all’ingresso di Jizreel.