SCRUTATIO

Domenica, 5 luglio 2026 - Sant´Elisabetta di Portogallo ( Letture di oggi)

Primo libro dei Re 19


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Verso l’ Horeb

1Akhab riferì a Gezabele tutto ciò che Elia aveva compiuto e come aveva passato a fil di spada i profeti.2Allora Gezabele inviò un messaggero a Elia per dirgli: «Così mi trattino gli dèi e anche peggio, se domani a quest’ora non ti avrò tolto la vita, come tu l’hai tolta a ciascuno di loro».3Impauritosi, si mise in cammino per avere salva la vita e giunse a Bersabea di Giuda, dove lasciò il suo servitore.4Si inoltrò nel deserto per una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Si augurò la morte ed esclamò: «Ora basta, o Jahvè! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri».5Poi si coricò e si addormentò sotto la ginestra. Quand’ecco un angelo toccarlo e dirgli: «Su, mangia!»6Quegli guardò e si vide vicino al capo una focaccia cotta su pietre infuocate e una brocca di acqua. Mangiò, Bevve e tornò a coricarsi.7L’angelo di Jahvè lo toccò per la seconda volta dicendo: «Su, mangia, perché il cammino è troppo lungo per te».8Quegli si alzò, mangiò e bevve; poi in virtù di quel cibo camminò quaranta giorni e quaranta notti fino all’Horeb, il monte di Dio.

La voce di Jahve

9Ivi, entrò nella spelonca e passò la notte. Ed ecco gli fu rivolta la parola di Jahvè: «Che cosa fai qui, Elia?»10Egli rispose: «Sono stato quanto mai pieno di zelo per Jahvè Dio degli eserciti, perché i figli di Israele sono venuti meno alla tua alleanza: hanno demolito i tuoi altari e hanno ucciso di spada i profeti. Sono rimasto soltanto io; eppure essi cercano di togliere anche la mia vita!»11Gli fu risposto: «Esci e sta sul monte, innanzi a Jahvè!» Ed ecco il passaggio di Jahvè: ci fu un vento grande e gagliardo da scuotere monti e spaccare pietre innanzi a Jahvè; ma Jahvè non era nel vento. Dopo il vento sopravvenne il terremoto; ma Jahvè non era nel terremoto.12Dopo il terremoto, un fuoco; ma Jahvè non era nel fuoco. E dopo il fuoco, il suono di un soffio leggero.13Appena ebbe sentito questo, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della spelonca. Ed ecco una voce che gli diceva: «Che cosa fai qui, Elia?»14Egli rispose: «Sono stato quanto mai pieno di zelo per Jahvè Dio degli eserciti, perché i figli di Israele sono venuti meno alla tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari e ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto soltanto io; eppure essi cercano di togliere anche la mia vita!»15Jahvè gli disse: «Va’ e riprendi il tuo cammino verso il deserto di Damasco. Quando sarai giunto, ungerai Khazael come re di Aram.16Poi ungerai come re di Israele Jehu figlio di Nimshi; infine ungerai Eliseo figlio di Shafat da Abel-Mekhola, come profeta al tuo posto.17Allora chiunque sfuggirà alla spada di Khazael cadrà vittima di Jehu; chiunque sfuggirà alla spada di Jehu cadrà vittima di Eliseo.18Io poi mi serberò in Israele settemila uomini; ogni ginocchio che non si è piegato innanzi a Baal e ogni bocca che non lo ha baciato».

La vocazione di Eliseo

19Elia partì e andò a trovare Eliseo figlio di Shafat; questi stava arando con dodici paia di buoi innanzi a sé, mentre lui era presso il decimosecondo. Elia gli passò accanto e gli gettò sopra il mantello.20Quegli abbandonò i buoi e corse dietro a Elia dicendo: «Permettimi di dare un bacio a mio padre e a mia madre e poi ti seguirò!» Gli rispose: «Va’ pure indietro, perché ciò che dovevo fare te l’ho fatto!»21Tornato indietro, prese un paio di buoi, li uccise, li fece cuocere sui loro attrezzi e li diede alla gente per mangiarli. Poi si alzò, si mise al seguito di Elia ed entrò al suo servizio.