SCRUTATIO

Martedi, 7 luglio 2026 - Sant´Edda ( Letture di oggi)

Primo libro dei Re 20


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Samaria assediata

1Ora Ben-Hadad, re di Aram, radunò tutto il suo esercito; aveva con sé trentadue re e cavalli e carri. Salì, cinse d’assedio Samaria e le diede l’assalto.2Poi inviò messaggeri in città ad Akhab, re di Israele,3e gli disse: «Così dice Ben-Hadad: “Il tuo argento e il tuo oro appartiene a me; le tue donne e i tuoi figli rimangono per te”».4Il re di Israele rispose: «Come tu dici, o mio signore re. Io stesso e quanto mi appartiene siamo tuoi».5Ma i messaggeri tornarono a dirgli: «Così dice Ben-Hadad: “Ti invio messaggeri per dirti che tu mi devi consegnare il tuo argento, il tuo oro, le tue donne e i tuoi figli.6Domani a quest’ora, quando ti invierò i miei servitori, essi frugheranno il tuo palazzo e le case dei tuoi servitori. Prenderanno e porteranno via qualunque cosa sarà gradita ai loro occhi”».7Allora il re di Israele convocò tutti gli anziani e parlò: «Voi potete ben capire che costui mi vuole del male: mi ha mandato infatti a chiedere le mogli e i figli, dopo che io non gli avevo rifiutato il mio argento e il mio oro».8Ma tutti gli anziani e tutto il popolo gli risposero: «Non dare ascolto né acconsentire».9Akhab allora parlò ai messaggeri di Ben-Hadad: «Dite al re vostro signore: “Eseguirò quanto hai fatto sapere al tuo servitore la prima volta; ma non posso adempiere questa nuova richiesta”». I messaggeri se ne andarono e riferirono la risposta a Ben-Hadad.10Ma questi mandò a dirgli: «Così mi trattino gli dèi e anche Peggio, se la polvere di Samaria sarà sufficiente per riempire una mano a tutto il popolo che mi è tra i piedi».11Il re di Israele allora rispose: «Ditegli; “Chi si cinge le armi non si vanti come chi se le toglie!”».12Appena Ben-Hadad ebbe udito questa risposta, se ne stava bevendo insieme con i re sotto le tende, comandò ai suoi servitori: «All’attacco!» e quelli diedero l’attacco alla città.

Jahve salva Israele

13Ed ecco un profeta avvicinarsi ad Akhab re di Israele e dirgli: «Così dice Jahvè: “Hai visto tutta quella grande moltitudine? Ebbene, oggi stesso te la metterò in mano, affinché tu sappia che io sono Jahvè”».14Akhab chiese: «Per mezzo di chi?» Quegli rispose: «Così dice Jahvè: “Per mezzo dei giovani dei capi delle province”». L’altro chiese di nuovo: «Chi attaccherà battaglia?» Il profeta rispose: «Tu stesso!»15Allora Akhab passò in rassegna i giovani dei capi delle province: erano in tutto duecentotrentadue. Poi passò in rassegna tutto il popolo, cioè tutti i figli di Israele: essi erano settemila.16Sul mezzogiorno fecero una sortita, mentre Ben-Hadad si avvinazzava sotto le tende insieme con i trentadue re suoi alleati.17Primi uscirono i giovani dei capi delle province. Fu mandato ad avvertire Ben-Hadad che alcuni uomini erano usciti da Samaria.18Egli rispose: «Se sono usciti con intenzione pacifica, prendeteli vivi; se sono usciti per attaccare battaglia, prendeteli vivi!»19Ora coloro che erano usciti dalla città erano i giovani dei capi delle province: il nerbo dell’esercito li seguiva.20Ciascuno fece la sua vittima e Aram si diede alla fuga, mentre Israele lo inseguiva. Ben-Hadad, re di Aram, scampò a cavallo insieme con alcuni cavalieri.21Il re di Israele uscì, prese cavalli e carri infliggendo ad Aram una dura sconfitta.

Elia annunzia una nuova guerra

22Allora il profeta si accostò al re di Israele e «Orsù» gli disse «rinforzati; sappi bene ciò che devi fare perché al volgere dell’anno il re di Aram marcerà di nuovo contro di te».23Ora i servitori del re di Aram gli dissero: «Dio dei monti è il Dio di Israele; perciò quelli ci hanno sconfitto. Ma se noi daremo loro battaglia nella Pianura, forse non li vinceremo?24Ora agisci in questo modo: rimuovi ciascun re dal suo posto e poni governatori al loro posto.25Tu poi reclutati un nerbo di truppe pari a quello che hai perso, con altrettanti cavalli e altrettanti ; Carri; quindi diamo loro battaglia nella pianura. Forse non li batteremo?» Quegli prestò ascolto alla loro parola e agì in tale modo.

La vittoria di Afek

26Al volgere dell’anno, Ben-Hadad passò in rassegna l’esercito di Aram e salì ad Afek per combattere contro Israele.27I figli di Israele furono passati in rassegna e furono provvisti di sostentamento: mossero loro incontro. I figli di Israele si accamparono di fronte a loro come due greggi di capre, mentre Aram invadeva il paese.28Ora un uomo di Dio si accostò e parlò al re di Israele: «Così dice Jahvè: “Poiché Aram ha asserito che Jahvè è Dio dei monti e non è Dio delle pianure, ti consegnerò in mano tutta questa grande moltitudine e così saprai che io sono Jahvè”».29Per sette giorni gli uni stettero accampati di fronte agli altri; ma al settimo giorno si combatté: i figli di Israele in un sol giorno uccisero centomila fanti di Aram.30Gli altri fuggirono nella città di Afek, ma le mura caddero sui ventisettemila superstiti. Anche Ben-Hadad fuggì e, entrato nella cittadella, correva a nascondersi da una stanza all’altra.

Ben-Hadad risparmiato

31I suoi servitori pertanto gli dissero: «Ecco, noi abbiamo sentito dire che i re della casa di Israele sono re clementi; lascia quindi che noi cingiamo di sacchi i fianchi e, con corde in testa, andiamo dal re di Israele. Chissà che non ti conservi la vita».32Essi cinsero i fianchi di sacchi e la testa di corde; poi si portarono dal re di Israele e gli dissero: «Il tuo servitore Ben-Hadad ti supplica di conservargli la vita». Quegli rispose: «È forse ancora vivo? Egli è mio fratello!»33Ora quegli uomini attendevano un buon auspicio; si affrettarono pertanto ad assicurarselo da parte sua dicendo: «Ben-Hadad è tuo fratello!» L’altro rispose: «Andate a prenderlo». Allora Ben-Hadad gli uscì incontro ed egli lo fece montare sul cocchio.34Akhab gli disse: «Io ti restituirò le città che mio Apacre aveva tolto a tuo padre e ti farai piazze di mercato a Damasco come se le era fatte mio padre a Samaria, quindi, dopo avere stretto un patto, mi lascerai libero». Akhab concluse il patto con lui e lo lasciò andare.

Akhab ripreso

35Ora, uno tra i figli dei profeti disse al compagno per ordine di Jahvè: «Colpiscimi!» Ma l’altro rifiutò di colpirlo.36Gli disse il primo: «Poiché non hai ascoltato la voce di Jahvè, appena ti sarai allontanato da me, ecco il leone ti ucciderà». L’altro si scostò da lui e il leone lo incontrò e lo uccise.37Quegli poi si imbatté in un altro uomo egli ordinò: «Colpiscimi!» Costui lo colpì e lo erì.38Il profeta allora andò ad attendere il re sulla strada: si era reso irriconoscibile con una benda sugli occhi.39Mentre il re passava, cominciò a gridargli in questo modo: «Il tuo servitore si era inoltrato nel cuore della battaglia, quand’ecco un uomo sottrarsi al combattimento e condurmi un uomo, dicendo: “ Custodiscimi questo uomo! Qualora venisse a mancare, la tua vita risponderà per la sua vita oppure mi pagherai un talento d’argento”.40Ora mentre il tuo servitore guardava intorno, quegli scomparve». Il re di Israele gli disse: «Il tuo verdetto è giusto: tu stesso hai sentenziato!»41Egli allora si affrettò a togliersi la benda dagli occhi e il re di Israele lo riconobbe come uno dei profeti.42Questi gli parlò: «Così dice Jahvè: “Poiché hai rilasciato l’uomo che io avevo votato all’anatema, la tua vita verrà posta per la sua e il tuo popolo per il suo”».43Il re di Israele si diresse verso casa, triste e adirato, e giunse a Samaria.