SCRUTATIO

Mercoledi, 9 settembre 2026 - Natività Beata Vergine Maria ( Letture di oggi)

Atti degli Apostoli 26


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BIBBIA RICCIOTTISacra Bibbia Garofalo
1 - E Agrippa disse a Paolo: «Puoi parlare in tua difesa». Allora Paolo, stesa la mano, cominciò in tal modo a difendersi:1 Agrippa si rivolse a Paolo: «Ti è permesso di parlare in tua difesa». Allora Paolo stese la mano e pronunciò la seguente apologia:
2 «Re Agrippa, io ho la fortuna di potermi oggi difendere davanti a te di tutte le accuse che mi fanno i Giudei,2 «Di tutte le accuse mossemi dai Giudei, o re Agrippa, io mi reputo felice di dovermi oggi scagionare alla tua presenza,
3 specialmente perchè tu hai conoscenza de' riti e delle quistioni che s'agitano tra i Giudei; perciò ti prego d'ascoltarmi con pazienza.3 poiché tu conosci alla perfezione i costumi e le questioni giudaiche. Ti prego perciò di ascoltarmi pazientemente.
4 Qual vita io abbia menata fin dalla giovinezza in seno alla mia nazione a Gerusalemme, tutti i Giudei lo sanno:4 Ebbene, la mia condotta fin dalla gioventù, quella che dall’inizio ho tenuto in mezzo al mio popolo e a Gerusalemme, tutti i Giudei la conoscono.
5 conoscono da gran tempo, se pur vogliono renderne testimonianza, ch'io son vissuto a principio da Fariseo, secondo la più rigida setta della nostra religione.5 Essi conoscono da molto, qualora vogliano riconoscerlo, come io sia vissuto da fariseo, a norma cioè della più rigida setta della nostra religione.
6 E ora sto sottoposto a giudizio per la speranza che ho nella promessa fatta da Dio a' nostri padri;6 E ora son sottoposto a giudizio perché ho fede nella promessa fatta da Dio ai nostri padri,
7 della quale le nostre dodici tribù, servendo a Dio giorno e notte, aspettano il compimento. Per questa speranza, o re, sono accusato da' Giudei!7 quella che le nostre dodici tribù, adorando fervidamente Dio notte e giorno, sperano di veder realizzata. Per questa speranza, o re, io vengo accusato da Giudei!
8 E sembra a voi incredibile che Dio risusciti i morti?8 Perché dev’esser ritenuto da voi incredibile che Dio risuscita morti?
9 Io pure credetti di oppormi di viva forza al nome di Gesù il Nazareno;9 Anch'io veramente stimai mio dovere accanirmi contro la dottrina di Gesù il Nazareno.
10 e lo feci in Gerusalemme, dove, avutone il potere da' capi dei sacerdoti, chiusi nelle prigioni molti santi; e quando eran messi a morte, diedi il mio voto.10 Lo feci a Gerusalemme e giunsi persino a rinchiudere in carcere molti cristiani con i poteri ricevuti dai gran sacerdoti, e quando si trattava di eliminarli anch'io approvai.
11 Spesso, per tutte le sinagoghe, a forza di castighi li costrinsi a bestemmiare; e, sempre più infuriando contro di loro, li perseguitai fin nelle città straniere.11 Inoltre spesso di sinagoga in sinagoga con punizioni volevo forzarli a bestemmiare, e, incrudelendo oltre ogni dire contro e li perseguitavo fino nelle città straniere.
12 Mentre a tale scopo mi recavo a Damasco con potere e per commissione de' capi dei sacerdoti,12 In tali circostanze, mentre ero in viaggio per Damasco, munito di autorità e di mandato da parte dei gran sacerdoti,
13 di mezzo giorno, lungo la strada, io vidi, o re, una luce più splendente del sole, la quale dal cielo lampeggiò intorno a me e a quelli che eran meco.13 in pieno giorno, durante il cammino, io vidi, o re, dal cielo, una luce più splendente del sole rifulgere intorno a me e ai compagni di viaggio;
14 Cademmo tutti per terra, e io udii una voce dirmi in lingua ebraica: - Saulo, Saulo, perchè mi perseguiti? Ti è duro ricalcitrar contro lo stimolo. -14 e, essendo tutti noi stramazzati a terra, sentii una voce dirmi in aramaico: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? È inutile che tu ricalcitri contro il pungolo”.
15 E io dissi: - Chi sei, Signore? - E il Signore rispose: - Io son Gesù che tu perseguiti.15 Io domandai: “Chi sei, o Signore?”. E il Signore a me: “Io sono Gesù che tu stai perseguitando.
16 Ma lèvati e sta' in piedi; poichè ti sono apparso per questo, per costituirti ministro e testimone delle cose che hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò,16 Ma àlzati e sta’ ritto, giacchè per questo ti sono apparso: per costituirti ministro e testimone della visione che hai visto e di quelle che di me vedrai,
17 traendoti fuori da questo popolo e da' Gentili ai quali ora ti mando17 e insieme liberarti da Israele e dai pagani, presso i quali io ti mando
18 ad aprir loro gli occhi, che si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ottengano, per la fede in me, la remissione de' peccati e l'eredità tra i santi.-18 ad aprire i loro occhi, perché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano così il perdono dei peccati e l’eredità tra i santificati mediante la fede in me”.
19 Perciò, o re Agrippa, io non fui disubbidiente alla celeste visione;19 Onde, o re Agrippa, io non fui ribelle alla celeste visione;
20 e prima a que' di Damasco, poi a Gerusalemme e per tutta la Giudea e a' Gentili ho predicato che si pentano e si convertano a Dio, facendo degne opere di penitenza.20 ma a quelli di Damasco anzitutto, poi a quelli di Gerusalemme, e in tutta la regione andai predicando a Giudei e a pagani che si ravvedessero e convertissero a Dio compiendo opere degne del ravvedimento.
21 Per tutto questo i Giudei m'han preso nel tempio, e hanno tentato d'uccidermi.21 Per questo motivo i Giudei mi presero nel tempio e tentarono di uccidermi.
22 Ma, confortato dall'aiuto di Dio, l'ho durata sino ad oggi, rendendo la mia testimonianza davanti a piccoli e a grandi, senz'aggiungere nulla a quello che i Profeti e Mosè, han detto dover succedere:22 Mediante l’aiuto di Dio, dunque, fino a questo giorno ho persistito nell’attestare l’evangelo a piccoli e a grandi, nulla insegnando di diverso da ciò che i Profeti, compreso Mosè, hanno detto dover accadere,
23 che il Cristo patirebbe, e che, essendo lui il primo a risuscitare da' morti, annunzierebbe la luce al suo popolo e a' Gentili».23 cioè che il Messia avrebbe sofferto; che, come primo dei risorti, avrebbe recato la luce a Israele e ai pagani».
24 Mentre Paolo così parlava in sua difesa, Festo esclamò ad alta voce: «Paolo, tu farnetichi; la molta dottrina ti fa dare in pazzia».24 Paolo era a questo punto della sua difesa, quando Festo lo interruppe quasi gridando: «Tu stai delirando, o Paolo: la troppa cultura ti fa sragionare».
25 Ma Paolo rispose: «Io non farnetico, eccellentissimo Festo; le mie parole son di verità e di buon senno.25 Rispose Paolo: «Non sto delirando, eccellentissimo Festo, ma parlo di cose vere e savie.
26 Il re conosce queste cose, e io gliene parlo francamente, persuaso che nulla ignora di tutto questo; poichè non son cose fatte di nascosto.26 Di tali cose infatti è a conoscenza il re, al quale mi rivolgo con tutta sicurezza, inquantochè sono convinto che egli non ignori nulla di tutto questo. Non sono fatti avvenuti in un cantuccio.
27 Re Agrippa, credi tu ai Profeti? Io so che ci credi».27 Non è vero, o re Agrippa, che credi ai Profeti? So che ci credi».
28 E Agrippa, disse a Paolo: «Poco manca che tu non mi fai diventar cristiano!».28 E Agrippa a lui: «Con poca fatica tu mi persuadi a fare il cristiano!»
29 E Paolo: «Manchi poco o molto, desidero da Dio che non solo tu, ma quanti oggi mi ascoltano, diventiate tali quale son io, salvo queste catene».29 E Paolo: «Volesse Iddio che, o con mia poca o molta fatica, non solo tu, ma anche tutti quelli che adesso mi ascoltano diventassero tali quale sono io, salvo queste catene».
30 Allora il re, il governatore, Berenice, con tutto il loro seguito, si alzarono;30 Il re si alzò e con lui il procuratore e Berenice e gli altri dell’assemblea,
31 e, ritiratisi in disparte, dicevano tra loro: «Quest'uomo non ha fatto nulla che meriti morte o prigione».31 e andando via si scambiarono le impressioni: «Quest'uomo non fa nulla che meriti la morte o il carcere».
32 E Agrippa disse a Festo: «Quest'uomo poteva esser messo in libertà, se non si fosse appellato a Cesare».32 Agrippa anzi disse a Festo: «Si sarebbe potuto rimettere in libertà quest'uomo, se non avesse appellato all’imperatore».