SCRUTATIO

Domenica, 12 luglio 2026 - Santa Veronica ( Letture di oggi)

Neemia 2


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BIBBIA CEI 2008Sacra Bibbia Garofalo
1 Nel mese di Nisan dell’anno ventesimo del re Artaserse, appena il vino fu pronto davanti al re, io presi il vino e glielo diedi. Non ero mai stato triste davanti a lui.1 Era il mese di Nisan del ventesimo anno del re Artaserse: presi il vino che avevo innanzi e lo porsi al re. Non ero mai stato triste al suo cospetto.
2 Ma il re mi disse: «Perché hai l’aspetto triste? Eppure non sei malato; non può essere altro che un’afflizione del cuore». Allora io ebbi grande timore2 Allora il re mi chiese: «Perché il tuo volto è triste, sebbene tu non sia malato? Non è che tristezza del cuore». Fui preso da un timore molto grande;
3 e dissi al re: «Viva il re per sempre! Come potrebbe il mio aspetto non essere triste, quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco?».3 tuttavia risposi al re: «Il re viva per sempre! Perché il mio volto non deve essere triste, quando la città, luogo dei sepolcri dei miei padri, è distrutta e le sue porte sono state divorate dal fuoco?»
4 Il re mi disse: «Che cosa domandi?». Allora io pregai il Dio del cielo4 Il re replicò: «E che vorresti dunque?» Io pregai il Dio del cielo
5 e poi risposi al re: «Se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla».5 e soggiunsi: «Se piace al re e se il tuo servitore è gradito al tuo cospetto, lasciami andare in Giuda, nella città dei sepolcri dei miei padri, perché io la riedifichi»:
6 Il re, che aveva la regina seduta al suo fianco, mi disse: «Quanto durerà il tuo viaggio? Quando ritornerai?». Dunque la cosa non spiaceva al re, che mi lasciava andare, e io gli indicai la data.6 Il re mi rispose, mentre la regina gli sedeva accanto: «Fino a quando durerà il tuo viaggio e quando ritornerai?» — La cosa piacque al cospetto del re: mi permise di andare e io gli fissai il tempo.
7 Poi dissi al re: «Se piace al re, mi si diano le lettere per i governatori dell’Oltrefiume, perché mi lascino passare fino ad arrivare in Giudea,7 Allora soggiunsi al re: «Se al re piace mi siano rilasciate lettere per i governatori di Abar-Nahara; così mi faranno passare finché non arrivi in Giuda;
8 e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, perché mi dia il legname per munire di travi le porte della cittadella del tempio, per le mura della città e la casa dove andrò ad abitare». Il re mi diede le lettere, perché la mano benefica del mio Dio era su di me.
8 inoltre una lettera per Asaf, custode del parco del re, perché mi dia legname per costruire le porte della cittadella del tempio, per le mura della città e per la casa che andrò ad abitare». Il re annuì, poiché la mano benefica di Dio era su di me.
9 Giunsi presso i governatori dell’Oltrefiume e diedi loro le lettere del re. Il re aveva mandato con me una scorta di capi dell’esercito e di cavalieri.9 Quando giunsi dai governatori di Abar-Nahara, consegnai loro le lettere del re: il re aveva mandato con me capi dell’esercito e cavalieri.
10 Ma lo vennero a sapere Sanballàt, il Coronita, e Tobia, lo schiavo ammonita, e furono molto contrariati per il fatto che fosse venuto un uomo a procurare il bene degli Israeliti.
10 Ma appena Sanballat il Khoronita e Tobia servitore ammonita seppero la cosa, provarono una grande disdetta per il fatto che era giunto un uomo a cercare il bene per i figli di Israele.
11 Giunto a Gerusalemme, vi rimasi tre giorni.11 Arrivai a Gerusalemme, dove mi riposai tre giorni.
12 Poi mi alzai di notte, io e pochi uomini che erano con me, senza parlare a nessuno di quello che Dio mi aveva messo in cuore di fare per Gerusalemme e non avendo altro giumento oltre quello che io cavalcavo.12 Quindi, mi alzai di notte, insieme con pochi uomini, e non manifestai a nessuno ciò che il mio Dio mi poneva in cuore di fare per Gerusalemme. Non avevo con me altra bestia all’infuori di quella su cui cavalcavo.
13 Uscii di notte per la porta della Valle e andai verso la fonte del Drago e alla porta del Letame, osservando le mura di Gerusalemme, che erano diroccate, mentre le sue porte erano consumate dal fuoco.13 Uscii di notte attraverso la porta della Valle e passai di fronte alla fontana del Drago e vicino alla porta del Letame, mentre esaminavo le mura di Gerusalemme, che avevano brecce. Le porte erano state divorate dal fuoco.
14 Mi spinsi verso la porta della Fonte e la piscina del Re, ma non vi era posto per cui potesse passare il giumento che cavalcavo.14 Passai, oltre, in direzione della porta della Fonte e della piscina del Re, ma per la bestia su cui ero non C’era posto per passare.
15 Allora risalii di notte lungo il torrente, sempre osservando le mura; poi, rientrato per la porta della Valle, me ne ritornai.
15 Perciò, di notte, cominciai a salire per la valle ed esaminai le mura, passai attraverso la porta della Valle e feci ritorno.
16 I magistrati non sapevano né dove io fossi andato né che cosa facessi. Fino a quel momento non avevo detto nulla, né ai Giudei né ai sacerdoti né ai notabili né ai magistrati né agli altri che si dovevano occupare del lavoro.16 Ora i magistrati non sapevano dove io ero andato e neppure ciò che volevo fare finché non lo manifestai ai Giudei, ai sacerdoti, ai notabili, ai magistrati e al resto delle autorità responsabili.
17 Allora io dissi loro: «Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo, poiché Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati!».17 Rivolsi loro queste parole: «Voi vedete bene l’afffizione in cui ci troviamo: Gerusalemme è distrutta e le sue porte sono state bruciate. Orbene, riedifichiamo il muro di Gerusalemme affinché noi non siamo più in disonore».
18 Narrai loro della mano del mio Dio, che era benefica su di me, e riferii anche le parole che il re mi aveva riferite. Quelli dissero: «Su, costruiamo!». E misero mano vigorosamente alla buona impresa.
18 Rivelai loro come la mano benefica di Dio era stata su di me e, di più, le parole che il re mi aveva detto. Quelli esclamarono: «Noi ci leveremo e riedificheremo!» e irrobustirono le loro mani per la buona impresa.
19 Ma quando Sanballàt, il Coronita, e Tobia, lo schiavo ammonita, e Ghesem, l’Arabo, seppero la cosa, ci schernirono e ci derisero dicendo: «Che state facendo? Volete forse ribellarvi al re?».19 Quando lo seppero Sanballat il Khoronita e Tobia il servitore ammonita e Gheshem I'Arabo si fecero beffe di noi, gettarono su di noi il disprezzo e dissero: «Ma che cosa fate? Pensate forse di ribellarvi al re?»
20 Allora io risposi loro: «Il Dio del cielo ci darà successo. Noi, suoi servi, ci metteremo a costruire. Ma voi non avrete né parte né diritto né ricordo in Gerusalemme».20 Risposi loro: «Chi ci farà riuscire è il Dio del cielo; noi suoi servitori ci leveremo e riedificheremo ma per voi non c’è né parte né diritto né alcun ricordo a Gerusalemme».