SCRUTATIO

Venerdi, 17 luglio 2026 - San Alessio ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 7


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA VOLGARE
1 O ignorate forse, o fratelli, — poiché parlo a gente prati in fatto di legge — che la legge conserva il dominio sull’uomo fin tanto che egli vive?1 E non sapete voi, fratelli; a coloro che sanno la legge favello; che la legge ha signoria nell' uomo quanto tempo egli vive?
2 La donna posata: per esempio, è legata per legge al marito finché egli vive; ma, se il marito muore, è sciolta dalla legge del marito.2 Chè certo la femina tanto è sotto alla signoria del marito, quanto tempo il marito vive; e morto il marito, sì è sciolta la femina dalla legge del marito.
3 Di conseguenza essa si avrà il nome di adultera se, vivente suo marito, diventa la donna di un altro uomo; all’opposto, morto il marito, è esente da quella legge e non è adultera se diventa la moglie di un altro uomo.3 Adunque insino a tanto che il marito è vivo, se ella averà fallito con altro uomo, sì sarà chiamata adultera; ma se sarà morto il marito, sì sarà liberata dalla legge del marito; e non sarà chiamata adultera, s' ella sarà con altro uomo.
4 Così anche voi, fratelli miei, morendo, foste sottratti alla legge mediante il corpo di Cristo e siete ormai di un altro, di colui cioè che risuscitò dai morti onde facessimo frutti per Iddio.4 E così, fratelli miei, voi siete liberati dalla legge (vecchia) per il corpo di Cristo, chè siate d'altro marito (in Gesù Cristo), che suscitò da morte, perchè facciate frutto a Dio.
5 Infatti, quando eravamo carnali, le passioni peccaminose, che si valgono della legge, esplicavano tale azione sulle nostre membra da farci produrre frutti di morte.5 Chè quando noi eravamo nell' opere della carne, le passioni delli peccati, li quali erano per la legge, sì erano operate nelle membra nostre, che facessono frutto alla morte.
6 Ma ora, liberati dalla legge, morti per chi ci teneva prigionieri, possiamo servire in novità di spirito e non più nel vecchiume della lettera.6 Ma ora siamo soluti della legge della morte, nella quale noi eravamo tenuti, perciò che serviamo in novità di spirito, e non in vecchiezza di lettera.
7 Che cosa diremo allora? Che la legge è peccato? No, certo! Nondimeno io non conobbi il peccato se non per mezzo della legge. È realmente non avrei conosciuto la concupiscenza se la legge non mi avesse detto: Non desiderare.7 Adunque che diremo? È peccato la legge? Non piaceia a Dio. Ma il peccato non conosco, se non per la legge; chè io non cognoscea, la concupiscenza, se la legge non mi dicesse: non avere concupiscenza.
8 Il peccato, poi, colta l’occasione di questo precetto, ha prodotto in me ogni sorta di voglie; sì, il peccato senza la legge sarebbe come morto.8 Ma ricevuta cagione, il peccato per lo comandamento della legge, adoperò in me tutta cupidezza. Però che sanza la legge il peccato era morto.
9 Eppure, un tempo, senza la legge, io vivevo; ma quando venne il precetto, il peccato prese vita9 Ma io vivea tallotta sanza legge. Ma conciossia cosa che venisse il comandamento (della legge), il peccato resuscitò.
10 e io morii; e il precetto datomi per la vita risultò fonte di morte.10 E io sono morto: ed è trovata in me bugia; e quella cosa ch' era a vita, sì fu trovata in me a morte.
11 Il peccato, cogliendo occasione dal precetto, mi sedusse e per mezzo di esso mi uccise.11 Chè il peccato pigliò cagione per il comandamento (della legge), e ingannommi, e con quello comandamento mi uccise.
12 La legge dunque è santa, e santo e giusto e buono è il precetto.12 Adunque certo è che la legge è santa; e il suo comandamento sì è santo e giusto e buono.
13 Una cosa buona sarebbe allora diventata la mia morte? No, di certo! Piuttosto il peccato, per apparire tale, per mostrarsi all’estremo peccaminoso, mi causò la morte servendosi di una cosa buona.13 Adunque quella cosa, ch' è buona, ha fatta a me morte? Non piaccia a Dio. Ma il peccato, perchè si conosca esser peccato, per il bene sì mi ha data la morte; chè il peccato, che si fa per lo comandamento della legge e contra alla legge, sì è peccato sopra misura.
14 La legge è spirituale; ma io sono carnale, venduto in potere del peccato;14 Sapemo che la legge sì è spirituale; e io son carnale, sottomesso al peccato.
15 non so davvero quello che faccio; non faccio quello che voglio, ma faccio quello che odio.15 E quello che io faccio non cognosco; chè io non fo quel bene che io voglio; ma quello male che io abbo in odio, quello faccio.
16 Sono dunque d’accordo, se compio ciò che non voglio, che la legge è buona;16 E se io faccio quello che io non voglio, consento alla legge, però ch' è buona.
17 e non son più io che opero il male, bensì il peccato che abita in me.17 Ma ora già nol faccio io, ma il peccato il quale abita in me.
18 So infatti che il bene non dimora in me, vale a dire nella mia carne, perché volere il bene è alla mia portata, ma praticarlo no;18 Ciò è per il fermo, che in me, cioè nella mia carne, non dimora alcuno bene; chè il volere abbo buono, ma il compimento buono non trovo in me.
19 non faccio il bene che voglio, ma commetto appunto il male che non voglio.19 [Chè io non fo quel bene che io voglio; ma quello male che io non voglio, quello faccio].
20 E se io faccio quello che non voglio, non son più io che lo compio, bensì il peccato che abita in me.20 Che se faccio quello che io non voglio, quello non adopero io, ma fallo il peccato che dimora in me.
21 Scopro in me questa legge quando voglio fare il bene: che solo il male è alla mia portata.21 Adunque io si trovo legge a me, vogliendo far bene, chè il male sì mi sovrasta (e piacemi).
22 Io mi diletto, seguendo l’uomo interiore, della legge di Dio;22 E io sì mi diletto nella legge di Dio, secondo l'anima ch' è dentro.
23 ma sento nelle mie membra un’altra legge in conflitto con la legge della mia ragione, che mi tiene prigioniero della legge del peccato esistente nelle mie membra.23 Ma veggio un' altra legge nelle mie membra, la qual legge sì combatte colla legge della mia mente (dentro), e tienmi legato nella legge del peccato, la quale è nelle mie membra.
24 Ah, me infelice! Chi mi libererà da questo corpo fonte di morte? 25 Sian rese grazie a Dio: per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore! Resta dunque che io stesso con la ragione servo la legge di Dio e con la carne la legge del peccato.24 Ora sciagurato me! (uomo malvagio) chi mi scamparà del corpo di questa morte?
25 Certo la grazia di Dio per il nostro Signore Iesù Cristo. Adunque io medesimo con la mente sì servo alla legge di Dio; e colla carne, alla legge del peccato.