SCRUTATIO

Lunedi, 6 luglio 2026 - Sant´Antonio Maria Zaccaria ( Letture di oggi)

Lettera ai Romani 1


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1Paolo, — servo di Cristo Gesù, chiamato ad essere apostolo, prescelto per l’evangelo di Dio,2che egli già aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture,3riguardante il Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne,4costituito a partire dalla sua risurrezione dai morti Figlio di Dio nella potenza secondo lo spirito santificante, Gesù Cristo, nostro Signore,5per opera del quale abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato, per predicare, a gloria del suo nome, l’obbedienza alla fede in mezzo a tutti i pagani,6nel cui numero siete anche voi, appartenenti per vocazione a Gesù Cristo, —7a tutti quelli che, a Roma, sono prediletti di Dio e santi per vocazione: siano con voi la grazia e la pace che discendono da Dio, Padre nostro, e del Signore Gesù Cristo.

Rendimento di grazie e presentazione

8Rendo grazie, prima di tutto, al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la vostra fede è celebrata nel mondo intero.9Mi è, in verità, testimone Iddio, a cui presto culto col mio spirito annunziando l'evatigelo del Figlio suo, che faccio memoria di voi senza posa10e domando sempre nelle mie preghiere che mi sia finalmente offerta un’occasione opportuna per venire da voi, se è volere di Dio.11Bramo infatti vedervi per farvi partecipi di qualche dono spirituale che vi corrobori12o meglio, affinché, stando tra voi, possiamo gustare insieme il conforto di avere, voi e io, la medesima fede.13Non voglio che vi sia ignoto, o fratelli, che più volte mi proposi di venire da voi, ma finora ne fui impedito. Vorrei raccogliere qualche frutto anche tra voi, come fra gli altri pagani.14Ai Greci e ai barbari, ai colti e agli ignoranti io son debitore;15di conseguenza, per quanto sta in me, io ho il desiderio di annunziare l’evangelo anche a voi che siete a Roma.

Tema della lettera

16Certo, io non mi vergogno dell’evangelo, che esso è potenza divina per la salvezza di quanti sono credenti: prima i Giudei e poi i Greci.17Infatti la giustizia di Dio si rivela in esso dalla fede alla fede, come sta scritto: Il giusto vivrà della fede.

Il peccato umano. I pagani sotto l’ira divina

18Ecco infatti che l’ira di Dio si manifesta dal cielo contro ogni genere d’empietà e d’ingiustizia degli uomini che tengono la verità prigioniera dell’iniquità;19perché ciò che di Dio si può conoscere è palese in essi, avendoglielo Iddio stesso manifestato.20Sì, gli attributi invisibili di lui, l'eterna sua potenza e la sua divinità, fin dalla creazione del mondo si possono intuire, con l’applicazione della mente, attraverso le sue opere. Costoro sono dunque senza scusa,21perché, pur avendo conosciuto Iddio, né gli diedero gloria, come a Dio, né gli resero grazie, ma vaneggiarono nei loro ragionamenti e il loro cuore insensato s’offuscò.22Essi, che pretendevano d'essere sapienti, diventarono stolti23e sostituirono la gloria del Dio immortale con immagini di uomini mortali, di uccelli, di quadrupedi e di rettili, Per questo Iddio li diede, secondo le24Per questo Iddio li diede, secondo le voglie dei loro cuori, in balìa dell’impurità, così che giunsero al più profondo avvilimento dei loro corpi;25proprio essi, che avevano permutato il vero Dio con la menzogna, reso culto ed adorazione alla creatura in cambio del creatore — che sia benedetto per sempre. Amen!26Per questo Iddio li diede in balìa di passioni vergognose. Infatti, le donne loro tramutarono i rapporti conformi a natura con rapporti contro natura;27del pari anche gli uomini abbandonarono i rapporti naturali con la donna e si accesero di brame gli uni verso gli altri, facendo, maschi con maschi, cose infami e ricevendo in loro stessi la giusta paga dovuta alla loro aberrazione.28Disdegnarono di conservare la vera conoscenza di Dio; Iddio li diede allora in balìa della loro mentalità pervertita ed essi compirono cose indegne.29Sono riboccanti di ogni sorta di ingiustizia, malvagità, avidità, malizia. Son pieni di invidia, omicidi, discordie, inganni, malignità. Son diffamatori,30maldicenti, odiosi a Dio, insolenti, superbi, arroganti, escogitatori di mali, ribelli ai genitori,31privi di senno, perfidi, senza cuore, senza compassione.32Pur conoscendo il decreto di Dio, che vuole che gli autori di azioni siffatte sian degni di morte, essi non solo le compiono ma approvano altresì coloro che le commettono.