SCRUTATIO

Lunedi, 8 giugno 2026 - San Medardo ( Letture di oggi)

Giuditta 8


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Sacra Bibbia GarofaloMODERN HEBREW BIBLE
1 In quei giorni venne a sapere tali cose Giuditta figlia di Merari, figlio di Os, figlio di Oziel, figlio di Helkia, figlio di Anania, figlio di Gedeone, figlio di Rafain, figlio di Akhitob, figlio di Elia, figlio di Helkia, figlio di Eliab, figlio di Nathanael, figlio di Salamiel, figlio di Sarasadai, figlio di Israele.
2 Suo marito Manasse, della stessa tribù e della stessa famiglia, era morto al tempo della mietitura dell’orzo;
3 sorvegliava coloro che legavano i manipoli nel campo, quando un calore eccessivo lo prese alla testa: si gettò sul letto e morì a Betulia sua città; lo seppellirono con i suoi padri nel campo a mezza strada tra Dotain e Balamon.
4 Giuditta, quindi, viveva vedova nella sua casa da tre anni e quattro mesi.
5 Si era costruita una capanna sulla terrazza della casa. Si era messa ai suoi fianchi un panno di sacco e indossava le vesti vedovili.
6 Digiunava tutti i giorni della sua vedovanza eccetto le vigilie dei sabati e i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni, le feste e le sagre della casa di Israele.
7 Era bella d’aspetto e molto avvenente nella persona. Suo marito Manasse le aveva lasciato oro e argento, schiavi e ancelle, bestiame e terreni; essa attendeva a tutto ciò.
8 Non C’era nessuno che facesse qualche cattiva insinuazione sul suo conto, perchè era molto timorata di Dio.
9 Udì dunque le dure parole che il popolo aveva rivolto al capo perchè la cittadinanza si era lasciata prendere dallo scoraggiamento a causa della scarsità dell’acqua. Giuditta riseppe anche tutto il discorso che Ozia aveva tenuto al popolo, come cioè aveva giurato a esso di consegnare, entro cinque giorni, la città agli Assiri.
10 Mandò allora la schiava che amministrava tutte le sue sostanze a chiamare Chabris e Charmis, anziani della città.
11 Quelli vennero da lei ed essa disse loro: « Ascoltatemi, capi degli abitanti di Betulia! Non è opportuno il discorso che avete fatto in questo giorno innanzi al popolo; inoltre avete interposto quel giuramento, che avete pronunciato tra Dio e voi, e avete detto di consegnare la città ai nostri nemici, se entro cinque giorni il Signore non vi porti aiuto.
12 Ora, chi siete voi perchè tentiate oggi Dio e vi mettiate al disopra di Dio in mezzo ai figli degli uomini?
13 Fate pure indagini sul Signore onnipotente, ma non ne comprenderete nulla per tutta la vita.
14 Voi non sonderete la profondità del cuore dell’uomo nè afferrerete i ragionamenti della sua mente e, allora, come riuscirete a scrutare Dio che ha fatto tutto ciò> Come conoscerete la sua mente, come comprenderete il suo pensiero? No, fratelli, non fate mai sdegnare il Signore nostro Dio!
15 Perchè se egli non volesse venire in nostro aiuto entro cinque giorni, egli ha il potere di difenderci, ma anche di distruggerci sotto gli occhi dei nostri nemici nei giorni che vuole.
16 Voi, pertanto non ipotecate le decisioni del Signore nostro Dio, poichè Dio non è come un uomo, cui si fanno minacce, nè come un qualunque figlio di uomo cui si detti una linea di condotta.
17 Perciò attendendo la salvezza che ci viene da lui, invochiamolo in nostro aiuto: ascolterà la nostra voce, se a lui piacerà.
18 Poichè non c’è stata nella nostra età, nè c’è tra noi al giorno d’oggi tribù nè famiglia nè villaggio nè città che adorino divinità fatte dalle mani come è avvenuto in tempi precedenti;
19 motivo per cui i nostri padri furono consegnati alla spada e al saccheggio e caddero con grandi disastri innanzi ai nostri nemici.
20 Noi, invece, non conosciamo altro Dio che lui: onde spruamo che egli non abbandoni noi nè quelli della nostra stirpe.
21 Poichè se saremo presi noi, sarà presa anche tutta la Giudea e le nostre cose sacre saranno saccheggiate: egli vendicherà la loro profanazione con il nostro sangue.
22 La strage dei nostri fratelli, la deportazione del paese, la devastazione della nostra eredità farà ricadere sul nostro capo tra i Gentili dove saremo schiavi e saremo ancora oggetto di ludibrio e di derisione per i nostri padroni,
23 poichè la nostra schiavitù non si volgerà in benevolenza,mail Signore nostro Dio la volgerà in disprezzo.
24 Perciò, fratelli, diamo prova ai nostri fratelli che da noi dipende la loro vita e che le cose sacre, il tempio e l’altare hanno trovato in noi un sostegno.
25 Per tutti questi motivi ringraziamo piuttosto il Signore nostro Dio che prova noi come i nostri padri.
26 Ricordate come agì con Abramo, come provò Isacco, che cosa successe a Giacobbe in Mesopotamia di Siria, quando pascolava le pecore di Labano, fratello di sua madre:
27 li sottopose al crogiuolo per saggiare i loro cuori e non ha fatto ingiustizia a noi, ma a scopo di correzione il Signore sferza coloro che gli sono vicini ».
28 Ozia le rispose: « Tutto ciò che hai detto lo hai pronunciato con cuore retto e nessuno contraddirà le tue parole;
29 poichè non è solo oggi che appare chiara la tua saggezza, ma fino dall’inizio dei tuoi giorni tutto il popolo ha riconosciuto la tua intelligenza, perchè buona è la formazione del tuo animo.
30 Ma il popolo soffre tragicamente la sete e ci ha costretto a fare come gli abbiamo detto e a prenderci la responsabilità di un giuramento che non trasgrediremo.
31 Ora, quindi, poichè tu sei una donna pia, prega per noi e il Signore manderà la pioggia per riempire le nostre cisterne e noi non verremo meno ».
32 Rispose loro Giuditta: « Ascoltatemi! Compirò un gesto che attraverso la storia giungerà ai figli della nostra stirpe:
33 voi questa notte vi fermerete sulla porta e io uscirò con la mia schiava e proprio nei giorni, dopo i quali vi siete impegnati a consegnare la città ai nostri nemici, il Signore, per mano mia, porterà aiuto a Israele.
34 Voi, poi, non state a indagare sulla mia azione. Non vi manifesterò nulla finchè non sarà effettuato ciò che intendo fare ».
35 Ozia e i capi le dissero: « Va’ in pace! Il Signore Dio sia con te per fare vendetta dei nostri nemici! ».
36 Ritiratisi dalla tenda, ritornarono ai loro posti.