SCRUTATIO

Venerdi, 5 giugno 2026 - San Bonifacio ( Letture di oggi)

Giuditta 4


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1I figli di Israele che abitavano nella Giudea udirono tutto ciò che Oloferne, il generale in capo di Nabucodonosor, re degli Assiri, aveva fatto ai diversi popoli e come aveva saccheggiato e votato alla distruzione tutti i loro templi;2furono presi da un terrore indicibile di quell’uomo e cominciarono a trepidare per Gerusalemme e per il tempio del Signore loro Dio.3Erano infatti appena tornati dalla cattività e tutto il popolo della Giudea si era riunito di recente: le suppellettili, l’altare e il tempio erano stati riconsacrati in seguito alla profanazione.4Mandarono pertanto messaggi a tutte le frontiere di Samaria, a Kona, a Bethoron, a Belmain, a Gerico, a Khoba, a Esora, alla valle di Salem.5Occuparono prima tutte le vette dei monti più alti, cinsero di mura i villaggi che sono su di essi, li fornirono di vettovagliamento e di mezzi da guerra, poichè da poco erano stati mietuti i loro campi.6Poi Joakim, il grande sacerdote, che in quei giorni si trovava a Gerusalemme, scrisse agli abitanti di Betulia e di Betomestaim, che si trova di fronte a Esdrelon all’imboccatura della pianura vicino a Dotain,7e ordinò di presidiare le vie che accedono ai monti, perchè attraverso questi si entrava nella Giudea. D’altronde sarebbe stato agevole impedire ai nemici di avanzare, poichè quelle gole permettevano il passaggio a due soli uomini per volta.8I figli di Israele fecero come aveva loro imposto Joakim grande sacerdote e il consiglio degli anziani di tutto il popolo di Israele, che siedevano a Gerusalemme.9Ogni lsraelita levò la voce a Dio con costante perseveranza: sì umiliarono con costante perseveranza:10essi con le donne, i bambini, le bestie, gli stranieri, i mercenari, gli schiavi si cinsero i fianchi di sacchi.11Ogni uomo d’Israele e le donne e i bambini, che abitavano a Gerusalemme si prostrarono innanzi al tempio, cosparsero di cenere il capo e stesero i panni di sacco innanzi al Signore,12circondarono di sacco anche l’altare e gridarono al Dio di Israele con una sola voce, con perseveranza, perchè non venissero dati in preda i loro bambini, deportate le loro mogli, date alla distruzione le città della loro eredità, il loro santuario alla profanazione e al ludibrio, allo scherno delle genti.13Il Signore ascoltò la loro voce e considerò la loro tribolazione: tutto il popolo digiunava per più e più giorni in tutta la Giudea e a Gerusalemme innanzi al santuario del Signore onnipotente.14Joakim grande sacerdote e tutti coloro che stavano innanzi al Signore, sacerdoti e ministri del Signore, cinti i fianchi di panni di sacco, offrivano l’olocausto quotidiano, le oblazioni votive e i doni spontanei del popolo15e, cosparsi di cenere i turbanti, elevavano insistentemente il grido a Dio, affinchè rivolgesse il mite sguardo su tutta la famiglia di Israele.