SCRUTATIO

Martedi, 1 settembre 2026 - Sant Egidio ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 5


font
BIBBIA TINTORISacra Bibbia Garofalo
1 In quel medesimo tempo Antioco preparava la sua seconda, spedizione contro l'Egitto.1 Verso quel tempo, Antioco preparò la seconda spedizione in Egitto.
2 Or avvenne che per quaranta giorni in tutta la città di Gerusalemme si videro dei cavalieri che scorrevano per l'aria, coperti di vestiti d'oro, armati di lance, come coorti;2 Allora, in tutta la città, quasi per quaranta giorni, si videro cavalieri con vesti dorate attraversare l’aria, schiere armate disposte a coorte,
3 e uno scorrazzar di cavalli ordinati a squadroni, e assalti da una parte e dall'altra, e un agitar di scudi, ed eserciti coll'elmo in testa e la spada sguainata, e un lanciar di dardi, e splendore d'armi d'oro e d'ogni sorta di corazze.3 squadroni di cavalieri schierati in ordine, scontri e assalti degli uni contro gli altri, movimenti di scudi, moltitudine di lance, sguainare di spade, lanci di frecce, bagliori di finimenti d’oro e corazze di ogni genere.
4 Tutti pregavano che tali apparizioni tornassero in bene.4 Tutti supplicavano perché questo portento fosse di buon augurio.
5 Or divulgatasi la falsa notizia della morte di Antioco, Giasone, presi non meno di mille uomini, all'improvviso attaccò la città, e sebbene i cittadini volassero alle mura, alla fine la città fu presa, e Menelao se ne fuggì nella cittadella.5 Dopo che si era sparsa la falsa notizia della morte Antioco, Giasone, presi non meno di mille uomini, assalì improvvisamente la città. Poiché erano stati respinti coloro che stavano sulle mura ed era stata presa infine la città; Menelao fuggì nell’Acropoli.
6 Ma Giasone non risparmiò le stragi ai suoi cittadini, non riflettendo che la vittoria contro il proprio sangue è la più grande sventura, e credeva che i suoi trofei fossero di nemici e non di cittadini.6 Giasone, allora, compì stragi dei propri concittadini senza misericordia, non pensando che un successo riportato contro la propria gente è un massimo insuccesso. Pareva che egli riportasse trionfi su nemici, non sui connazionali.
7 Egli però non ottenne il principato: ebbe invece per fine dei suoi tradimenti la confusione, e di nuovo andò fuggiasco nel paese degli Ammoniti,7 Però, egli non ottenne il potere e infine, disonorato per il suo tradimento, cercò di nuovo un rifugio nell’Ammanitide.
8 finalmente, per sua rovina, fu messo in prigione da Areta tiranno degli Arabi, e, fuggendo di città in città, odiato da tutti come violatore delle leggi, esecrabile come nemico della patria e dei cittadini, fu cacciato nell'Egitto.8 Insomma, gli toccò in sorte una brutta fine. Accusato presso Areta, re degli Arabi, fuggiasco di città in città, perseguitato da tutti, odiato come trasgressore delle leggi, esecrato come carnefice della patria e dei cittadini, scampò in Egitto;
9 Egli, che aveva cacciati tanti dalla loro patria, morì in terra straniera, essendo andato a Sparta colla speranza di avervi rifugio in vista della parentela.9 colui che aveva esiliato molti dalla patria morì in terra straniera presso i Lacedemoni, fra i quali si era recato con la speranza di trovare protezione in nome della parentela.
10 Ma egli che aveva gettata tanta gente senza sepoltura, senza pianti, fu lasciato insepolto: non ebbe nemmeno il sepolcro degli stranieri, e non potè aver posto nel sepolcro dei padri.10 Colui che aveva fatto gettare sul terreno una moltitudine di insepolti non fu pianto da nessuno né ricevette una sepoltura qualsiasi né fu accolto nel sepolcro dei suoi padri.
11 Dopo tali avvenimenti, il re, sospettando che i Giudei abbandonassero la sua alleanza, parti dall'Egitto coll'animo inferocito, e prese la città colle armi.11 Avuta conoscenza di tali fatti, il re pensò che la Giudea si sarebbe ribellata. Onde, partito dall’Egitto, con l’animo inferocito occupò la città a fil di spada,
12 E comandò ai soldati di uccidere senza pietà tutti quelli che incontravano, di trucidare quelli che salivan sopra le case.12 ordinando ai soldati di uccidere senza compassione quanti incontrassero e di trucidare coloro che si fossero rifugiati nelle case.
13 Così fu fatta strage di giovani e di vecchi, di donne e di ragazzi, di fanciulle e di pargoletti.13 Vi fu, perciò, una strage di giovani e di vecchi, uno sterminio di uomini, di donne e di bimbi, un macello di vergini e di fanciulli.
14 In tutti quei tre giorni ci furono ottanta mila uccisi, quaranta mila furono incatenati, e altrettanti furono venduti.14 Durante i tre giorni perirono ottantamila persone, quarantamila furono uccise nel conflitto e non meno degli uccisi furono quelli venduti schiavi.
15 Non sazio di questo, ardì entrare nel tempio più santo di tutta la terra, condotto da Menelao, traditore delle leggi e della patria.15 Non contento di questo, il re osò entrare nel tempio più sacro di tutta la terra, sotto la guida di Menelao che aveva tradito le leggi e la patria.
16 E, prendendo con mani scellerate i vasi sacri che da altri re e dalle città erano stati posti ad ornamento e splendore del luogo, li brancicava indegnamente e li contaminava.16 Prese con le mani impure le suppellettili sacre e disperse con le mani profane ciò che dagli altri re era stato posto per l’aumento, la gloria e l’ornamento e onore del luogo.
17 Antioco era così fuori di senno da non considerare che per i peccati degli abitanti della città, Dio era per un po' di tempo adirato. Per questo avvenne che fosse mancato di rispetto a quel luogo,17 Antioco si gonfiò nella sua anima senza considerare che, a causa dei peccati degli abitanti della città, il Signore si era per breve tempo sdegnato e perciò si verificava la momentanea noncuranza per quel luogo.
18 infatti se essi non si fossero trovati involti in molti peccati, come già avvenne a Eliodoro, mandato dal re Seleuco a spogliare l'erario, così lui pure, percosso dal flagello appena entrato, sarebbe stato certamente impedito nella sua audacia.18 Se il popolo non si fosse macchiato di molti peccati, egli come avvenne a Eliodoro, che il re Seleuco aveva inviato per ispezionare la camera del tesoro, appena entrato, sarebbe stato subito percosso e distolto dalla impresa temeraria.
19 Ma Dio non ha scelto il popolo per amore del luogo, ma il luogo per amore della nazione.19 Ma il Signore non si era scelto la gente per il luogo,ma il luogo per la gente.
20 Quindi lo stesso luogo ebbe parte alle sventure del popolo, come poi avrà parte ai beni, e dopo essere stato in abbandono a causa dell'ira di Dio onnipotente, di nuovo, placato che sia il Signore, sarà innalzato a somma gloria.20 Perciò anche il luogo, dopo aver partecipato alle sciagure che erano capitate al popolo, in seguito ebbe anche parte al suo benessere; dopo essere stato abbandonato per lo sdegno dell’Onnipotente, di nuovo, quando avvenne la riconciliazione con il grande Signore, fu anch’esso restituito in tutta la sua gloria.
21 Antioco, tolti al tempio mille e ottocento talenti, se ne tornò in fretta ad Antiochia, immaginando nel suo orgoglio di mente esaltata di poter rendere navigabile la terra e pieno di vie da farsi a piedi il mare.21 Antioco, pertanto, dopo aver preso milleottocento talenti dal tempio, tornò in fretta ad Antiochia, pensando, nella sua superbia, che la terra fosse divenuta per lui navigabile e il mare guadabile, tanto si era gonfiato nel cuore.
22 Ma lasciò dei governatori a straziare la nazione: in Gerusalemme, Filippo, nativo della Frigia, di costumi più crudele del suo stesso signore;22 Egli lasciò alcuni ministri a vessare la nazione; a Gerusalemme lasciò Filippo, frigio di origine, ma di maniere più barbare di colui che lo aveva costituito capo,
23 in Garizim, Andronico, e Menelao poi, il quale peggio di tutti gli altri, stava addosso ai cittadini.23 a Garizim Andronico; oltre questi, Menelao che, più di tutti, era accanito contro i cittadini, poiché era pieno di odio contro i Giudei.
24 Essendo arrabbiato contro i Giudei, mandò l'odiato principe Apollonio con un esercito di ventidue mila uomini, comandandogli di uccidere tutti gli adulti e di vendere le donne e i giovani.24 Inoltre egli mandò il misarca Apollonio con un esercito di ventiduemila uomini dopo aver ordinato di uccidere tutti gli adulti e di vendere le donne e i minorenni.
25 (Apollonio) giunto a Gerusalemme, fingendo pace, stette in riposo fino al santo giorno del sabato, e allora, essendo i Giudei nel riposo della festa, ordinò alla sua gente di prendere le armi.25 Costui, venuto a Gerusalemme, simulando un contegno pacifico, si trattenne fino al giorno sacro del sabato. Allora, quando fu sicuro che i Giudici erano in riposo, ordinò ai suoi subalterni di sfilare armati.
26 E tutti quelli che eran venuti fuori allo spettacolo li fece trucidare, poi, scorrendo la città cogli armati, uccise gran moltitudine.26 Così trucidò quanti si recavano alla parata e, percorrendo con gli armati la città, uccise una grande moltitudine.
27 Or Giuda Maccabeo con nove altri si era ritirato in luogo deserto, ed ivi, sulle montagne, viveva coi suoi tra le fiere, e vi dimoravano nutrendosi delle erbe dei campi, per non aver parto alle contaminazioni.27 Ma Giuda detto anche il Maccabeo con altri nove si ritirò nel deserto dove sulle montagne conduceva una vita da bestia con i suoi, cibandosi di erbe, pur di non partecipare alla contaminazione generale.