SCRUTATIO

Domenica, 6 settembre 2026 - Santa Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu) ( Letture di oggi)

Prima lettera ai Corinzi 8


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BIBBIA CEI 2008Sacra Bibbia Garofalo
1 Riguardo alle carni sacrificate agli idoli, so che tutti ne abbiamo conoscenza. Ma la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica.1 Per quanto riguarda le carni immolate agli idoli, sappiamo tutti di averne una scienza. Ma la scienza gonfia di orgoglio, mentre solo la carità edifica.
2 Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere.2 Se uno si crede di sapere qualche cosa, ancora non sa come è necessario sapere.
3 Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto.3 Chi invece ama Iddio, questi è da lui conosciuto.
4 Riguardo dunque al mangiare le carni sacrificate agli idoli, noi sappiamo che non esiste al mondo alcun idolo e che non c’è alcun dio, se non uno solo.4 Dunque, riguardo al mangiare le carni immolate agli idoli, noi sappiamo che nel mondo non esiste in realtà alcun idolo e che non v'è nessun Dio, fuori del Dio unico.
5 In realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra – e difatti ci sono molti dèi e molti signori –,
5 Infatti, quantunque vi siano dei cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra — si pretende appunto che vi siano molti «dèi» e molti «signori» —
6 per noi c’è un solo Dio, il Padre,
dal quale tutto proviene e noi siamo per lui;
e un solo Signore, Gesù Cristo,
in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo grazie a lui.
6 tuttavia per noi uno solo è Dio, il Padre, dal quale ha origine tutto e al quale noi siamo ordinati, e uno solo è il Signore, Gesù Cristo, mediante il quale tutto esiste e per mezzo del quale noi pure siamo.
7 Ma non tutti hanno la conoscenza; alcuni, fino ad ora abituati agli idoli, mangiano le carni come se fossero sacrificate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com’è, resta contaminata.7 Ma non tutti possiedono questa scienza. Taluni, familiarizzati finora col culto degli idoli mangiano come se la carne fosse un vero sacrificio, e la loro coscienza, debole com’è, ne resta macchiata.
8 Non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio: se non ne mangiamo, non veniamo a mancare di qualcosa; se ne mangiamo, non ne abbiamo un vantaggio.8 Ora non sarà certo un alimento che ci raccomanderà presso Dio! Se non ne mangiamo, non ci perdiamo nulla; e se ne mangiamo, non abbiamo niente di più.
9 Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i deboli.9 Badate, però, che questo vostro uso della libertà non sia forse per i deboli occasione di caduta.
10 Se uno infatti vede te, che hai la conoscenza, stare a tavola in un tempio di idoli, la coscienza di quest’uomo debole non sarà forse spinta a mangiare le carni sacrificate agli idoli?10 Se, infatti, qualcuno vede te, che possiedi la scienza, assiso amensa in un tempio di idoli, la sua coscienza, di lui che è un debole, non sarà mossa dal tuo esempio a mangiare a sua volta le carni immolate agli idoli?
11 Ed ecco, per la tua conoscenza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto!11 È allora, per la tua scienza, il debole, questo fratello per il quale Cristo è morto, si perde!
12 Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo.12 Dunque, peccando contro i vostri fratelli e ferendo la loro coscienza, peccate contro Cristo,
13 Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello.13 Per questo, se un alimento dovesse muovere a peccato il mio fratello, io non mangerò carne in eterno, per non essere occasione di scandalo al mio fratello.