Baruc 5

1Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
2Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell’Eterno,
3perché Dio mostrerà il tuo splendore
a ogni creatura sotto il cielo.
4Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
5Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
6Si sono allontanati da te a piedi,
incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo, come sopra un trono regale.
7Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
8Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
9Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui.
Lettera di Geremia

Copia della lettera che Geremia mandò a coloro che stavano per essere condotti prigionieri a Babilonia dal re dei Babilonesi, per annunciare loro quanto era stato ordinato a lui da Dio.

Note


32,0:Questo cantico è un brano di alta poesia che esalta la potenza del Dio di Israele, il solo vero Dio. Dopo un'introduzione di stile sapienziale (vv 1-2), la composizione proclama la perfezione delle opere di Dio (vv 3-7), la sua provvidenza per Israele (vv 8-14), a cui oppone la ribellione del popolo (vv 15-19) seguita dal giudizio (vv 19-25); Dio, però, non abbandona Israele ai suoi nemici (vv 26-35) e interverrà in favore del suo popolo (vv 36-42); il v 43 è una dossologia. Questo cantico ha avuto un'esistenza indipendente prima di venire inserito nel Dt. La sua datazione risulta molto difficile. Alcuni tratti di stile arcaico hanno talvolta indotto ad attribuirgli una data alta; gli oppressori di Israele, ai quali si fa allusione, sarebbero in questò caso i filistei (sec. XI). Ma i rapporti con i salmi e i profeti, specialmente con il Deutero-Isaia e Geremia, suggeriscono piuttosto una data bassa; gli oppressori sarebbero allora i babilonesi (sec. VI a.C.) .

32,3:L'invito si rivolge a tutta la natura.

32,5:figli degeneri: alla lettera «i suoi figli di macchie». Nato da Jahve, Israele era di buona razza: è degenerato per la sua colpa. - Il TM è corrotto; BJ con i LXX e sam. traduce: «generati senza macchia».

32,6:Inizia qui un compendio della storia sacra. Confrontare, oltre i discorsi introduttivi, Sal 78; Sal 105 ; ecc.

32,8:secondo il numero degli Israeliti: con il TM, volg.; BJ con i LXX traduce: «secondo il numero dei figli di Dio». I «figli di Dio» (o «di dèi») sono gli angeli (Gb 1,6+) membri della corte celeste (v 43 e Sal 29,1; Sal 82,1; Sal 89,7 ;cf. Tb 5,4+); qui gli angeli custodi delle nazioni (cf. Dt 10,13+). Jahve però si è riservato personalmente Israele, suo popolo eletto (cf. Dt 7,6+).

32,15:Giacobbe ha mangiato e si è saziato: con i LXX, sam.; stico omesso dal TM. Dopo saziato, BJ con il TM e versioni, inserisce: «Iesurun si è ingrassato e ha recalcitrato». Come un toro, shor, cui fa allusione il nome Jeshurûn, di etimologia incerta, dato a Israele qui e in Dt 33,5 e Dt 26 .

32,21:li irriterò con una nazione stolta: Jahve non sceglie un altro popolo, ma utilizza per punire Israele una nazione che non ha ricevuto la sua sapienza. Si vede qui un'allusione o ai filistei o ai babilonesi.

32,29:rifletterebbero slla loro fine: i LXX hanno: «essi riceveranno ciò in avvenire».

32,34:Non è questo nascosto...: con i LXX, volg.; il TM, seguito da BJ, legge: «non è egli nascosto»; «egli», Israele che Dio tiene riservato per sé. Il poema canta ora la liberazione e il castigo degli avversari (cf. Is 14 ; Is 47 ; Is 51 e le profezie di Geremia e di Ezechiele contro le nazioni).

32,35:Si ritrovano in questi vv apostrofi che i profeti rivolgevano a Israele e che qui sono ritorte contro i suoi nemici (cf. Ger 18,17; Is 10,3 , ecc.). - il loro destino: alla lettera «ciò che è preparato per essi».

32,43:Fondamentalmente con il TM. BJ con i LXX traduce: «Cieli, esultate con lui e i figli di Dio lo adorino (cf. Eb 1,6). Nazioni, esultate con il suo popolo e tutti gli inviati di Dio proclamino la sua forza! Perché egli vendicherà il sangue dei suoi servi, volgerà la vendetta contro i suoi avversari, punirà coloro che lo odiano e purificherà la terra del suo popolo». Sui figli di Dio, cf. v 8+. purificherà: alla lettera «farà il rito d'espiazione su», espressione frequente nei testi rituali (Es 25,17+).

32,44:I LXX inseriscono qui 31, 22 e, invece di canto, hanno: «legge».

32,45-47:Continuazione di Dt 31,27 . Si tratta qui delle parole della legge (v 46 in fine) e non del cantico.

32,48:Questo v fa seguito al v 44.