SCRUTATIO

Giovedi, 9 luglio 2026 - Santa Veronica Giuliani ( Letture di oggi)

Cantico 5


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BIBBIA CEI 2008Peshitta
1 Sono venuto nel mio giardino, sorella mia, mia sposa,
e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo;
mangio il mio favo e il mio miele,
bevo il mio vino e il mio latte.
Mangiate, amici, bevete;
inebriatevi d’amore.
1 ܐܬܝܬ ܠܓܢܬܝ ܚܬܝ ܟܠܬܐ ܐܬܝܬ ܠܓܢܬܝ ܩܛܦܬ ܡܘܪܝ ܥܡ ܒܣ̈ܡܢܝ ܐܟܠܬ ܒܣܝܡܘܬܝ ܥܡ ܕܒܫܝ ܐܫܬܝܬ ܚܡܪܝ ܥܡ ܚܠܒܝ ܐܟܘܠܘ ܚܒܪ̈ܝ̈ ܘܐܫܬܘ ܘܪܘܘ ܕܕ̈ܝ
2 Mi sono addormentata, ma veglia il mio cuore.
Un rumore! La voce del mio amato che bussa:
«Aprimi, sorella mia,
mia amica, mia colomba, mio tutto;
perché il mio capo è madido di rugiada,
i miei riccioli di gocce notturne».
2 ܐܢܐ ܕܡܟܐ ܘܠܒܝ ܥܝܪ ܩܠܗ ܕܕܕܝ ܕܢܩܫ ܦܬܚܝ ܠܝ ܚܬܝ ܩܪܝܒܬܝ̈ ܝܘܢܝ ܬܡܝܡܬܐ ܡܛܠ ܕܪܝܫܝ ܐܬܡܠܝ ܛܠܐ ܘܩܘ̈ܨܬܝ ܡܢ ܪ̈ܣܝܣܝ ܠܠܝܐ
3 «Mi sono tolta la veste;
come indossarla di nuovo?
Mi sono lavata i piedi;
come sporcarli di nuovo?».
3 ܫܠܚܬ ܟܘܬܝܢܝ ܐܝܟܢܐ ܐܠܒܫܝܗ̇ ܐܫܝܓܬ ܪ̈ܓܠܝ ܐܝܟܢܐ ܐܛܢܦ ܐܢܝ̈ܢ
4 L’amato mio ha introdotto la mano nella fessura
e le mie viscere fremettero per lui.
4 ܕܕܝ ܐܘܫܛ ܐܝܕܗ ܡܢ ܢܩܒܐ ܘܡ̈ܥܝ ܓܥܘ ܥܠܘܗܝ
5 Mi sono alzata per aprire al mio amato
e le mie mani stillavano mirra;
fluiva mirra dalle mie dita
sulla maniglia del chiavistello.
5 ܩܡܬ ܐܢܐ ܕܐܦܬܚ ܠܕܕܝ ܘܐܝܕܝ ܢܛܦܬ ܡܘܪܐ ܘܨ̈ܒܥܬܝ ܡܘܪܐ ܢܛܦ ܥܠ ܝܕ ܣܘܟܪܐ
6 Ho aperto allora all’amato mio,
ma l’amato mio se n’era andato, era scomparso.
Io venni meno, per la sua scomparsa;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato,
l’ho chiamato, ma non mi ha risposto.
6 ܦܬܚܬ ܐܢܐ ܠܕܕܝ ܘܕܕܝ ܐܪܟܢ ܥܒܪ ܢܦܫܝ ܢܦܩܬ ܒܡܡܠܠܗ ܒܥܝܬܗ ܘܠܐ ܐܫܟܚܬܗ ܩܪܝܬܗ ܘܠܐ ܥܢܢܝ
7 Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città;
mi hanno percossa, mi hanno ferita,
mi hanno tolto il mantello
le guardie delle mura.
7 ܐܫܟܚܘܢܝ ܢܛܘܪ̈ܐ ܕܡܬܟܪ̈ܟܝܢ ܒܡܕܝܢܬܐ ܡܚܐܘܢܝ ܘܨܠܦܘܢܝ ܢܣܒܘ ܐܪܕܝܕܝ ܡܢܝ ܢܛܪ̈ܝ ܫܘܪܐ
8 Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,
se trovate l’amato mio
che cosa gli racconterete?
Che sono malata d’amore!
8 ܐܘܡ̈ܝܬܟܝܢ ܒܢ̈ܬ ܐܘܪܫܠܡ ܐܢ ܬܫܟܚ̈ܢ ܠܕܕܝ ܐܫܬ̈ܥܝܢ ܠܗ ܕܟܪܝܗܬ ܪܚܡܬܐ ܐܢܐ
9 Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro,
tu che sei bellissima tra le donne?
Che cosa ha il tuo amato più di ogni altro,
perché così ci scongiuri?
9 ܡܢܘ ܕܕܟܝ ܡܢ ܕ̈ܕܐ ܫܦܝܪܬ ܒܢܫ̈ܐ ܡܢܘ ܕܕܟܝ ܡܢ ܕ̈ܕܐ ܕܗܟܢܐ ܐܘܡܝܬܝܢ
10 L’amato mio è bianco e vermiglio,
riconoscibile fra una miriade.
10 ܕܕܝ ܚܘܪ ܘܣܘܡܩ ܘܓܒܐ ܡܢ ܪ̈ܒܘܬܐ
11 Il suo capo è oro, oro puro,
i suoi riccioli sono grappoli di palma,
neri come il corvo.
11 ܪܝܫܗ ܐܝܟ ܟܐܦܐ ܕܕܗܒܐ ܩ̈ܘܨܬܗ ܡܦܫ̈ܛܢ ܐܘ̈ܟܡܢ ܐܝܟ ܥܘܪ̈ܒܐ
12 I suoi occhi sono come colombe
su ruscelli d’acqua;
i suoi denti si bagnano nel latte,
si posano sui bordi.
12 ܥܝܢ̈ܘܗܝ ܐܝܟ ܕܝܘܢܐ ܥܠ ܫܒ̈ܩܐ ܕܡ̈ܝܐ ܕܣܚ̈ܝܢ ܒܚܠܒܐ ܘܝܬ̈ܒܢ ܥܠ ܫܠܡܘܬܐ
13 Le sue guance sono come aiuole di balsamo
dove crescono piante aromatiche,
le sue labbra sono gigli
che stillano fluida mirra.
13 ܦܟ̈ܘܗܝ ܐܝܟ ܡܫ̈ܟܒܬܐ ܕܒܣ̈ܡܐ ܣ̈ܦܘܬܗ ܫ̈ܘܫܢܐ ܕܢ̈ܛܦܢ ܡܘܪܐ ܘܢܪܕܘܢ
14 Le sue mani sono anelli d’oro,
incastonati di gemme di Tarsis.
Il suo ventre è tutto d’avorio,
tempestato di zaffiri.
14 ܐ̈ܝܕܘܗܝ ܐܝܟ ܟܪܟܐ ܕܕܗܒܐ ܕܡܠܐ ܟܐ̈ܦܝ ܕܗܒܐ ܟܪܣܗ ܥܒܕܐ ܕܫܢܐ ܥܠ ܡܦܚܐ ܕܣܦܝܠܐ
15 Le sue gambe, colonne di alabastro,
posate su basi d’oro puro.
Il suo aspetto è quello del Libano,
magnifico come i cedri.
15 ܫܩ̈ܘܗܝ ܥܡ̈ܘܕܐ ܕܫܝܫܐ ܕܡܬܩܢܝܢ ܥܠ ܚܘܡܪ̈ܐ ܕܕܗܒܐ ܚܕܝܗ ܐܝܟ ܕܠܒܢܢ ܘܓܒܐ ܐܝܟ ܐܪ̈ܙܐ
16 Dolcezza è il suo palato;
egli è tutto delizie!
Questo è l’amato mio, questo l’amico mio,
o figlie di Gerusalemme.
16 ܚܟܗ ܐܝܟ ܟܟܪ̈ܝܬܐ ܕܚ̈ܠܝܢ ܘܡܐ̈ܢܘܗܝ ܪ̈ܓܝܓܝܢ ܗܢܘ ܕܕܝ ܘܗܢܘ ܚܒܪܝ ܒܢ̈ܬ ܐܘܪܫܠܡ