SCRUTATIO

Giovedi, 17 settembre 2026 - San Roberto Bellarmino ( Letture di oggi)

Daniele 14


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1 65 (Volgata 14, 1) Il re Astiage fu deposto accanto ai suoi padri e Ciro il Persiano raccolse il regno di lui.1 Dopo che il re Astiage si fu riunito ai suoi avi, Ciro il Persiano gli successe nel regno.
2 Ora, Daniele viveva accanto al re ed era stimato più di tutti i suoi amici.2 Daniele era un confidente del re, stimato al di sopra di tutti i suoi amici.
3 Allora i Babilonesi avevano un idolo, chiamato Bel, e ogni giorno consumavano per esso dodici artabe di fior di farina, quaranta pecore e sei metrete di vino.3 Ora i Babilonesi avevano un idolo, di nome Bel, per cui consumavano ogni giorno dodici sacchi di fior di farina, quaranta pecore e sei anfore di vino.
4 Anche il re lo venerava e, ogni giorno, andava ad adorarlo. Daniele, invece, adorava il proprio Dio.4 Il re lo venerava e andava ogni giorno a prostrarsi davanti a lui; Daniele invece si prostrava davanti al suo Dio.
5 Ora, gli disse il re: «Perché non adori Bel?» Egli rispose: «Perché non venero idoli fatti dalle mani, ma il Dio vivo che ha creato il cielo e la terra e ha il dominio su ogni vivente».5 Il re gli domandò: "Perché non ti prostri davanti a Bel?". Gli rispose: "Perché non adoro gli idoli fatti da mano d'uomo, ma il Dio vivente, che ha creato il cielo e la terra e che ha potere sopra ogni carne!".
6 Ma il re soggiunse: «Non ti sembra che Bel sia un dio vivo? Forse non vedi quando mangia e beve ogni giorno?»6 Il re gli domandò: "Tu pensi che Bel non sia un dio vivente? Non vedi quanto mangia e beve ogni giorno?".
7 Daniele, ridendo, replicò: «Non illuderti, o re. Questo, infatti, dentro è argilla e fuori è bronzo e non ha mai né mangiato né bevuto».7 Daniele ridendo rispose: "Non t'ingannare, o re! Costui infatti al di dentro è creta, benché di fuori sia bronzo, e non ha mai mangiato né bevuto!".
8 Allora il re, adirato, convocò i sacerdoti di quello e disse loro: «Se non mi dite chi mangia questa spesa, morirete; se dimostrate che Bel mangia quelle cose, morirà Daniele, perché ha. bestemmiato contro Bel».8 Allora il re infuriato chiamò i suoi sacerdoti e disse loro: "Se voi non mi dite chi è che mangia quanto viene fornito, sarete messi a morte; se invece dimostrerete che Bel mangia tutto, allora sarà messo a morte Daniele, perché ha bestemmiato contro Bel!".
9 Allora Daniele disse al re: «Si faccia secondo la tua parola». I sacerdoti erano settanta, senza contare le mogli e i figli.9 Daniele disse al re: "Sia come tu hai detto!". I sacerdoti di Bel erano settanta, oltre le donne e i bambini.
10 Il re poi andò con Daniele al tempio di Bel.10 Il re andò dunque con Daniele al santuario di Bel.
11 Dissero i sacerdoti di Bel: «Ecco, noi ci allontaniamo: tu, o re, presenta i cibi e, mescolato il vino, lascialo, chiudi la porta e sigilla con il tuo anello; se, venuto di buon mattino, non troverai tutto mangiato da Bel, moriremo noi; in caso contrario, morirà Daniele che mentisce contro di noi».11 I sacerdoti di Bel dissero: "Ecco, quando noi saremo usciti fuori, tu, o re, imbandisci le vivande e, attinto il vino, deponilo; poi chiudi la porta e sigillala con il tuo anello. La mattina poi, venuto di buon'ora, se non troverai tutto consumato da Bel, saremo fatti morire; altrimenti lo sarà il nostro calunniatore Daniele!".
12 Questi si illudevano perché avevano praticato sotto l’altare un ingresso nascosto attraverso il quale entravano tutti i giorni e facevano scomparire tutto.12 Costoro ragionavano con astuzia, perché avevano praticato sotto la mensa un accesso segreto, attraverso il quale entravano ogni giorno e portavano via ogni cosa.
13 Appena quelli uscirono, il re presentò i cibi a Bel.13 Così, quando quelli furono usciti, il re mise davanti a Bel le vivande.
14 Ma Daniele diede ordini ai suoi servitori ed essi portarono cenere e la setacciarono per tutto il tempio, alla presenza del solo re. Usciti, chiusero, sigillarono la porta con l’anello del re e si allontanarono.14 Daniele ordinò ai suoi servi di portare della cenere e di seminarla per l'intero santuario alla presenza del re soltanto. Poi, dopo essere usciti, chiusero la porta e la sigillarono con l'anello del re e se ne andarono.
15 Durante la notte, vennero come al solito i sacerdoti con le mogli e i figli, mangiarono tutto e bevvero.15 I sacerdoti entrarono di notte, secondo il solito, con le loro mogli e i loro bambini e mangiarono e bevvero ogni cosa.
16 Il re, quindi, si levò di buon mattino e Daniele con lui.16 Al mattino il re di buon'ora si alzò insieme a Daniele.
17 Chiese allora il re: «Sono intatti i sigilli, Daniele?» E quegli rispose: «Intatti, o re».17 Il re domandò: "Sono intatti i sigilli, Daniele?". Rispose: "Sono intatti, o re!".
18 Ma appena aprirono, avendo il re guardato sull’altare, gridò a gran voce: «Sei grande, o Bel, e non c’è inganno alcuno presso di te».18 Allora, appena il re ebbe aperti i battenti, avendo guardato sulla mensa, gridò a gran voce: "Sei grande, o Bel, e non c'è nessun inganno in te!".
19 Ma Daniele si mise a ridere e impedì che il re si avanzasse, poi disse: «Guarda dunque il pavimento e riconosci di chi siano queste orme».19 Ma Daniele, messosi a ridere, trattenne il re, perché non entrasse e disse: "Guarda il pavimento e osserva di chi sono queste orme!".
20 Il re rispose: «Vedo impronte di uomini, di donne e di fanciulli».20 Il re rispose: "Vedo impronte di uomini, di donne e di bambini!".
21 Allora il re, adirato, fece riunire i sacerdoti con le mogli e i figli: gli furono mostrate le porte segrete per le quali essi entravano e consumavano quanto era sull’altare.21 Pieno d'ira il re fece prendere i sacerdoti, le mogli e i loro figli; essi allora gli mostrarono le porte segrete attraverso le quali entravano per consumare quello che era sopra la mensa.
22 Il re allora li fece uccidere e consegnò Bel a Daniele, che distrusse quello e il suo tempio.22 Il re quindi li fece uccidere e consegnò Bel in potere di Daniele, che lo distrusse insieme al suo santuario.
23 C'era poi un grande serpente venerato dai Babilonesi.23 C'era un grosso drago e i Babilonesi lo veneravano.
24 Il re disse a Daniele: «Non puoi affermare che questo non sia un dio vivo, adoralo dunque!»24 Il re disse a Daniele: "Tu non puoi dire che questo non è un dio vivente! Adoralo dunque!".
25 Daniele rispose: «Adorerò il Signore mio Dio, poiché Lui è il Dio vero. Tu poi, o re, accordami il permesso e io ucciderò il serpente senza spada e bastone».25 Ma Daniele rispose: "Io adoro il mio Signore Dio, perché egli è un Dio vivente! Tu dunque, o re, dammene il permesso e io ucciderò il drago senza spada e senza bastone!".
26 Il re rispose: «Ti è concesso».26 Il re disse: "Te lo concedo!".
27 Allora Daniele prese pece, sego e peli, li fece bollire insieme, ne impastò focacce e le gettò nella bocca del serpente; il serpente, ingoiatele, scoppiò. Allora egli disse: «Guardate l’oggetto della vostra venerazione!»27 Allora Daniele prese pece, sego e peli e li fece cuocere insieme, poi ne preparò focacce e le gettò nella bocca del drago. Il drago, dopo averle mangiate, scoppiò. Allora disse: "Ecco ciò che voi adorate!".
28 Quando i Babilonesi lo seppero, si sdegnarono grandemente e si ribellarono al re dicendo: «Un Giudeo è divenuto il re, ha abbattuto Bel, ha ucciso il serpente e fatto trucidare i sacerdoti!»28 Quando i Babilonesi appresero la notizia, ne furono molto indignati e insorsero contro il re protestando: "Il re si è fatto giudeo! Ha distrutto Bel, ha ucciso il drago e ha massacrato i sacerdoti!".
29 Venuti presso il re, dissero: «Consegnaci Daniele, altrimenti uccideremo te e la tua famiglia».29 Venuti poi dal re, dissero: "Consegnaci questo Daniele, altrimenti uccideremo te e la tua famiglia!".
30 Allora il re si rese conto che ne era costretto e sdegnato, consegnò loro Daniele.30 Il re, visto che lo molestavano tanto, fu costretto a consegnare loro Daniele.
31 Quelli lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei giorni.31 Essi lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase per sei giorni.
32 Nella fossa erano sette leoni e ogni giorno si davano a essi due corpi e due pecore che allora non furono loro dati perché divorassero Daniele.32 Nella fossa c'erano sette leoni, ai quali ogni giorno si solevano dare due cadaveri e due pecore. Ma allora non si dettero, perché mangiassero Daniele.
33 Ora C'era nella Giudea Abacuc il profeta. Egli aveva fatto bollire un intruglio, vi aveva inzuppato del pane in un recipiente e si recava al campo per portarlo ai mietitori.33 C'era in Giudea il profeta Abacuc. Costui aveva fatto cuocere una minestra, spezzettato il pane in un piatto e si avviava verso il podere per portarlo ai mietitori.
34 allora l’angelo del Signore disse ad Abacuc: «Porta a Daniele, in abilonia, nella fossa dei leoni, il pasto che hai».34 L'angelo del Signore disse ad Abacuc: "Porta questo desinare in Babilonia a Daniele, nella fossa dei leoni!".
35 Ma Abacuc rispose: «Non ho mai visto Babilonia e ignoro la fossa dei leoni».35 Abacuc osservò: "Signore, io non ho mai visto Babilonia e non conosco la fossa!".
36 Allora l’angelo del Signore afferrò la testa di Îui e, sollevatolo per la chioma, lo depose a Babilonia, sopra la fossa, nell’impetuosità del suo soffio.36 Allora l'angelo del Signore, afferratolo per la testa e sollevandolo per i capelli del capo, lo portò a Babilonia sopra la fossa con il soffio del suo spirito.
37 Abacuc gridò: «Daniele, Daniele, prendi il pasto che Dio ti ha mandato!»37 Abacuc gridò forte: "Daniele, Daniele! Prendi il pranzo che Dio ti ha inviato!".
38 Daniele esclamò: «Dio, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato coloro che ti amano».38 Daniele esclamò: "Veramente ti sei ricordato di me, o Dio, e non hai abbandonato coloro che ti amano!".
39 E Daniele, levatosi, mangiò. L’angelo del Signore riportò all’istante Abacuc al suo posto.39 Alzatosi, Daniele si mise a mangiare, mentre l'angelo di Dio riconduceva Abacuc al posto di prima.
40 Quindi, il settimo giorno, il re venne a piangere Daniele; giunse alla fossa e guardò dentro: ed ecco Daniele era seduto.40 Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele. Arrivato alla fossa, guardò e vide Daniele seduto.
41 Gridando a grande voce, il re disse: «Sei grande, o Signore, Dio di Daniele e non c’è altro dio all’infuori di te».41 Allora, gridando a gran voce, esclamò: "Sei grande, Signore, Dio di Daniele, e fuori di te non c'è un altro!".
42 Lo fece uscire e gettò nella fossa i colpevoli della rovina di lui, i quali furono divorati all’istante in sua presenza.42 Quindi lo fece tirar fuori, mentre fece gettare i colpevoli della sua rovina nella fossa, dove furono subito sbranati davanti a lui.
43 Allora disse il re: «Tutti coloro che abitano su tutta la terra temano il Dio di Daniele, poiché egli è il salvatore che fa prodigi e miracoli sulla terra, che ha liberato Daniele dalla fossa dei leoni»