SCRUTATIO

Giovedi, 17 settembre 2026 - Santi Cornelio e Cipriano ( Letture di oggi)

Daniele 14


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Sacra Bibbia GarofaloБиблия Синодальный перевод
1 65 (Volgata 14, 1) Il re Astiage fu deposto accanto ai suoi padri e Ciro il Persiano raccolse il regno di lui.
2 Ora, Daniele viveva accanto al re ed era stimato più di tutti i suoi amici.
3 Allora i Babilonesi avevano un idolo, chiamato Bel, e ogni giorno consumavano per esso dodici artabe di fior di farina, quaranta pecore e sei metrete di vino.
4 Anche il re lo venerava e, ogni giorno, andava ad adorarlo. Daniele, invece, adorava il proprio Dio.
5 Ora, gli disse il re: «Perché non adori Bel?» Egli rispose: «Perché non venero idoli fatti dalle mani, ma il Dio vivo che ha creato il cielo e la terra e ha il dominio su ogni vivente».
6 Ma il re soggiunse: «Non ti sembra che Bel sia un dio vivo? Forse non vedi quando mangia e beve ogni giorno?»
7 Daniele, ridendo, replicò: «Non illuderti, o re. Questo, infatti, dentro è argilla e fuori è bronzo e non ha mai né mangiato né bevuto».
8 Allora il re, adirato, convocò i sacerdoti di quello e disse loro: «Se non mi dite chi mangia questa spesa, morirete; se dimostrate che Bel mangia quelle cose, morirà Daniele, perché ha. bestemmiato contro Bel».
9 Allora Daniele disse al re: «Si faccia secondo la tua parola». I sacerdoti erano settanta, senza contare le mogli e i figli.
10 Il re poi andò con Daniele al tempio di Bel.
11 Dissero i sacerdoti di Bel: «Ecco, noi ci allontaniamo: tu, o re, presenta i cibi e, mescolato il vino, lascialo, chiudi la porta e sigilla con il tuo anello; se, venuto di buon mattino, non troverai tutto mangiato da Bel, moriremo noi; in caso contrario, morirà Daniele che mentisce contro di noi».
12 Questi si illudevano perché avevano praticato sotto l’altare un ingresso nascosto attraverso il quale entravano tutti i giorni e facevano scomparire tutto.
13 Appena quelli uscirono, il re presentò i cibi a Bel.
14 Ma Daniele diede ordini ai suoi servitori ed essi portarono cenere e la setacciarono per tutto il tempio, alla presenza del solo re. Usciti, chiusero, sigillarono la porta con l’anello del re e si allontanarono.
15 Durante la notte, vennero come al solito i sacerdoti con le mogli e i figli, mangiarono tutto e bevvero.
16 Il re, quindi, si levò di buon mattino e Daniele con lui.
17 Chiese allora il re: «Sono intatti i sigilli, Daniele?» E quegli rispose: «Intatti, o re».
18 Ma appena aprirono, avendo il re guardato sull’altare, gridò a gran voce: «Sei grande, o Bel, e non c’è inganno alcuno presso di te».
19 Ma Daniele si mise a ridere e impedì che il re si avanzasse, poi disse: «Guarda dunque il pavimento e riconosci di chi siano queste orme».
20 Il re rispose: «Vedo impronte di uomini, di donne e di fanciulli».
21 Allora il re, adirato, fece riunire i sacerdoti con le mogli e i figli: gli furono mostrate le porte segrete per le quali essi entravano e consumavano quanto era sull’altare.
22 Il re allora li fece uccidere e consegnò Bel a Daniele, che distrusse quello e il suo tempio.
23 C'era poi un grande serpente venerato dai Babilonesi.
24 Il re disse a Daniele: «Non puoi affermare che questo non sia un dio vivo, adoralo dunque!»
25 Daniele rispose: «Adorerò il Signore mio Dio, poiché Lui è il Dio vero. Tu poi, o re, accordami il permesso e io ucciderò il serpente senza spada e bastone».
26 Il re rispose: «Ti è concesso».
27 Allora Daniele prese pece, sego e peli, li fece bollire insieme, ne impastò focacce e le gettò nella bocca del serpente; il serpente, ingoiatele, scoppiò. Allora egli disse: «Guardate l’oggetto della vostra venerazione!»
28 Quando i Babilonesi lo seppero, si sdegnarono grandemente e si ribellarono al re dicendo: «Un Giudeo è divenuto il re, ha abbattuto Bel, ha ucciso il serpente e fatto trucidare i sacerdoti!»
29 Venuti presso il re, dissero: «Consegnaci Daniele, altrimenti uccideremo te e la tua famiglia».
30 Allora il re si rese conto che ne era costretto e sdegnato, consegnò loro Daniele.
31 Quelli lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei giorni.
32 Nella fossa erano sette leoni e ogni giorno si davano a essi due corpi e due pecore che allora non furono loro dati perché divorassero Daniele.
33 Ora C'era nella Giudea Abacuc il profeta. Egli aveva fatto bollire un intruglio, vi aveva inzuppato del pane in un recipiente e si recava al campo per portarlo ai mietitori.
34 allora l’angelo del Signore disse ad Abacuc: «Porta a Daniele, in abilonia, nella fossa dei leoni, il pasto che hai».
35 Ma Abacuc rispose: «Non ho mai visto Babilonia e ignoro la fossa dei leoni».
36 Allora l’angelo del Signore afferrò la testa di Îui e, sollevatolo per la chioma, lo depose a Babilonia, sopra la fossa, nell’impetuosità del suo soffio.
37 Abacuc gridò: «Daniele, Daniele, prendi il pasto che Dio ti ha mandato!»
38 Daniele esclamò: «Dio, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato coloro che ti amano».
39 E Daniele, levatosi, mangiò. L’angelo del Signore riportò all’istante Abacuc al suo posto.
40 Quindi, il settimo giorno, il re venne a piangere Daniele; giunse alla fossa e guardò dentro: ed ecco Daniele era seduto.
41 Gridando a grande voce, il re disse: «Sei grande, o Signore, Dio di Daniele e non c’è altro dio all’infuori di te».
42 Lo fece uscire e gettò nella fossa i colpevoli della rovina di lui, i quali furono divorati all’istante in sua presenza.
43 Allora disse il re: «Tutti coloro che abitano su tutta la terra temano il Dio di Daniele, poiché egli è il salvatore che fa prodigi e miracoli sulla terra, che ha liberato Daniele dalla fossa dei leoni»