Daniele 14
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165 (Volgata 14, 1) Il re Astiage fu deposto accanto ai suoi padri e Ciro il Persiano raccolse il regno di lui.2Ora, Daniele viveva accanto al re ed era stimato più di tutti i suoi amici.3Allora i Babilonesi avevano un idolo, chiamato Bel, e ogni giorno consumavano per esso dodici artabe di fior di farina, quaranta pecore e sei metrete di vino.4Anche il re lo venerava e, ogni giorno, andava ad adorarlo. Daniele, invece, adorava il proprio Dio.5Ora, gli disse il re: « Perchè non adori Bel? ». Egli rispose: « Perchè non venero idoli fatti dalle mani, ma il Dio vivo che ha creato il cielo e la terra e ha il dominio su ogni vivente ».6Ma il re soggiunse: « Non ti sembra che Bel sia un dio vivo? Forse non vedi quando mangia e beve ogni giorno? ».7Daniele, ridendo, replicò: «Non illuderti, o re. Questo, infatti, dentro è argilla e fuori è bronzo e non ha mai nè mangiato nè bevuto ».8Allora il re, adirato, convocò i sacerdoti di quello e disse loro: « Se non mi dite chi mangia questa spesa, morirete; se dimostrate che Bel mangia quelle cose, morirà Daniele, perchè ha. bestemmiato contro Bel ».9Allora Daniele disse al re: «Si faccia secondo la tua parola ». I sacerdoti erano settanta, senza contare le mogli e i figli.10Il re poi andò con Daniele al tempio di Bel.11Dissero i sacerdoti di Bel: « Ecco, noi ci allontaniamo: tu, o re, presenta i cibi e, mescolato il vino, lascialo, chiudi la porta e sigilla con il tuo anello; se, venuto di buon mattino, non troverai tutto mangiato da Bel, moriremo noi; in caso contrario, morirà Daniele che mentisce contro di noi ».12Questi si illudevano perchè avevano praticato sotto l’altare un ingresso nascosto attraverso il quale entravano tutti i giorni e facevano scomparire tutto.13Appena quelli uscirono, il re presentò i cibi a Bel.14Ma Daniele diede ordini ai suoi servitori ed essi portarono cenere e la setacciarono per tutto il tempio, alla presenza del solo re. Usciti, chiusero, sigillarono la porta con l’anello del re e si allontanarono.15Durante la notte, vennero come al solito i sacerdoti con le mogli e i figli, mangiarono tutto e bevvero.16Il re, quindi, si levò di buon mattino e Daniele con lui.17Chiese allora il re: « Sono intatti i sigilli, Daniele? ». E quegli rispose: « Intatti, o re».18Ma appena aprirono, avendo il re guardato sull’altare, gridò a gran voce: «Sei grande, o Bel, e non c’è inganno alcuno presso di te».19Ma Daniele si mise a ridere e impedì che il re si avanzasse, poi disse: « Guarda dunque il pavimento e riconosci di chi siano queste orme».20Il re rispose: « Vedo impronte di uomini, di donne e di fanciulli ».21Allora il re, adirato, fece riunire i sacerdoti con le mogli e i figli: gli furono mostrate le porte segrete per le quali essi entravano e consumavano quanto era sull’altare.22Il re allora li fece uccidere e consegnò Bel a Daniele, che distrusse quello e il suo tempio.23C'era poi un grande serpente venerato dai Babilonesi.24Il re disse a Daniele: « Non puoi affermare che questo non sia un dio vivo, adoralo dunque! ».25Daniele rispose: « Adorerò il Signore mio Dio, poichè Lui è il Dio vero. Tu poi, o re, accordami il permesso e io ucciderò il serpente senza spada e bastone».26Il re rispose: « Ti è concesso ».27Allora Daniele prese pece, sego e peli, li fece bollire insieme, ne impastò focacce e le gettò nella bocca del serpente; il serpente, ingoiatele, scoppiò. Allora egli disse: « Guardate l’oggetto della vostra venerazione! ».28Quando i Babilonesi lo seppero, si sdegnarono grandemente e si ribellarono al re dicendo: « Un Giudeo è divenuto il re, ha abbattuto Bel, ha ucciso il serpente e fatto trucidare i sacerdoti! ».29Venuti presso il re, dissero: « Consegnaci Daniele, altrimenti uccideremo te e la tua famiglia ».30Allora il re si rese conto che ne era costretto e sdegnato, consegnò loro Daniele.31Quelli lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei giorni.32Nella fossa erano sette leoni e ogni giorno si davano a essi due corpi e due pecore che allora non furono loro dati perchè divorassero Daniele.33Ora C'era nella Giudea Abacuc il profeta. Egli aveva fatto bollire un intruglio, vi aveva inzuppato del pane in un recipiente e si recava al campo per portarlo ai mietitori.34allora l’angelo del Signore disse ad Abacuc: « Porta a Daniele, in abilonia, nella fossa dei leoni, il pasto che hai ».35Ma Abacuc rispose: « Non ho mai visto Babilonia e ignoro la fossa dei leoni ».36Allora l’angelo del Signore afferrò la testa di Îui e, sollevatolo per la chioma, lo depose a Babilonia, sopra la fossa, nell’impetuosità del suo soffio.37Abacuc gridò: « Daniele, Daniele, prendi il pasto che Dio ti ha mandato! ».38Daniele esclamò: « Dio, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato coloro che ti amano ».39E Daniele, levatosi, mangiò. L’angelo del Signore riportò all’istante Abacuc al suo posto.40Quindi, il settimo giorno, il re venne a piangere Daniele; giunse alla fossa e guardò dentro: ed ecco Daniele era seduto.41Gridando a grande voce, il re disse: « Sei grande, o Signore, Dio di Daniele e non c’è altro dio all’infuori di te ».42Lo fece uscire e gettò nella fossa i colpevoli della rovina di lui, i quali furono divorati all’istante in sua presenza.43Allora disse il re: « Tutti coloro che abitano su tutta la terra temano il Dio di Daniele, poichè egli è il salvatore che fa prodigi e miracoli sulla terra, che ha liberato Daniele dalla fossa dei leoni»
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