SCRUTATIO

Domenica, 7 giugno 2026 - San Norberto ( Letture di oggi)

Sapienza 13


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA MARTINI
1 Certamente furono fatui, per natura, tutti quegli uomini che rimasero presi nell’ignoranza di Dio, e, per via dei beni visibili, non seppero conoscere Colui che è, nè arrivarono all’artefice, facendo attenzione alle opere!1 Or vani sono tutti gli uomini, i quali non hanno cognizione di Dio; e dalle buone cose, che veggonsi non sono giunti a conoscere colui, che è, né dalla considerazione delle opere conobber chi fosse l'artefice:
2 Ma o il fuoco o il vento o la fluida aria o il giro degli astri o le acque impetuose o i luminari del cielo ritennero per dèi che governano il mondo.2 Ma dei, e rettori del mondo credettero essere o il fuoco, o il vento, o il mobil aere, o il coro delle stelle, o la massa delle acque, o il sole, o la luna.
3 Ora, se attratti dalla bellezza, ritennero per dèi queste cose, sappiano, dunque, quanto più bello è il loro Signore! È proprio il Principe e l’Autore della belezza che le ha create.3 Che se rapiti dalla bellezza di tali cose ne fecero dei, comprender debbono quanto più bello di esse sia il loro Signore, mentre tutte queste cose dall'autore della bellezza furono fatte.
4 E se sono colpiti dal potere e dalla loro efficienza, intendano da ciò quanto più è potente chi le ha costruite!4 Se poi la virtù ammirarono, e gli effetti delle medesime cose, da queste debbon intendere, che colui, il qual le creò, in virtù le sorpassa:
5 Dalla grandezza, infatti, e dalla bellezza delle creature, se ne intuisce, per via di confronti, il loro primo fattore.5 Imperocché dalla grandezza, e bellezza della creatura potrà intelligibilmente vedersi il lor Creatore:
6 Pure, a costoro va un biasimo minore: perchè forse essi hanno potuto sviare presto, nel cercare e voler trovare Dio.6 Eppure meno è da dolersi di questi. Perocché errano forse in cercando Dio, e bramando di ritrovarlo.
7 Trattando infatti le opere di lui, cercano, ma si lasciano convincere dall’apparenza per le belle cose che vedono.7 Conciossiaché lui cercano, investigando le opere sue, e ne rimangono presi, perché buone sono le cose, che veggonsi.
8 Ecco nemmeno essi vanno giustificati:8 Contuttociò neppur a questi si dee perdonare;
9 capaci, infatti, di saper tanto da rendersi conto dell’universo, come non ne hanno trovato più presto il Signore?9 Imperocché se poteron saperne tanto da penetrare le cose del mondo, come mai il Signore di esso non iscopersero più agevolmente?
10 Ma disgraziati quelli la cui speranza è in cose morte; coloro che invocano per dèi le opere delle mani dell’uomo, l’oro e l’argento lavorati con arte, figure di anima, o pietre insignificanti, opera di mano antica!10 Ma sgraziatissimi sono, e la loro speranza hanno in cose morte coloro, che danno il nome di dei alle opere delle mani degli uomini, all'oro, all'argento lavorato con arte, e alle immagini di animali, o ad un vil sasso, opera di antica mano.
11 Se un legnaiuolo capace, dopo aver segato un tronco trattabile, lo scorteccia accuratamente attorno, e, dopo aver messo in opera bellamente l'arte, ne fa un arnese, utile agli usi della della vita,11 Come quando un legnaiuolo perito tronca una diritta pianta dal bosco, e con buon modo tutta ne rade la corteccia, e dell'arte sua ne forma un mobile atto a servire per le bisogne della vita,
12 lo scarto del suo lavoro, gli serve a far da mangiare. E si sazia.12 E degli avanzi di tal lavoro ne fa uso per farsi da mangiare;
13 Dopo, ciò che resta, non serve a nulla, un ceppo distorto e cresciuto con nodi, dopo averlo preso lo sbozza con garbo e, consacrandogli il suo ozio, gli dà la figura, con un’abilità da diletto, lo riduce a immagine di uomo,13 E un pezzo di questi non buono a farne nulla, bischenco, e pieno di nodi, a tempo avanzato lo lavora diligente mente collo scalpello, e secondo le regole dell'arte sua gli da figura, e lo fa simile all'immagine di un uomo,
14 o lo forma a guisa di qualche animale vile. Datogli quindi il minio e coloratagli in rosso la pelle e verniciata ogni macchia,14 Ovver gli di somiglianzà ad alcuno animale; e lo liscia col minio, e gli da color rosso col belletto, e lo pulisce da tutte le sue macchie,
15 e dopo avergli fatto un cantuccio degno, lo colloca nella parete, assicurandolo con il ferro.15 E degna stanza a lui prepara, e lo colloca alla muraglia, dove lo assicura col ferro,
16 Egli allora prende cura di lui affinchè non cada, sapendo che non si può aiutare: è infatti un simulacro e ha bisogno di aiuto.16 Affinchè non vada per terra, usando per esso tal diligenza, perché sa, ch'ei non può da se aitarsi, perché è un simolacro, ed ha bisogno di aiuto:
17 Pregandolo per i beni e per le sue nozze e per i figli, non si vergogna di parlare a uno, privo di anima. Per la salute invoca ciò che è infermo17 E a lui porge voti, e lo consulta intorno alle sue facoltà, e intorno a' figliuoli, e intorno ad un matrimonio; e non si vergogna di parlare con uno, che è senz'anima:
18 e, per la vita, prega ciò che è morto; supplica di aiuto chi non può rendere servizio, per un viaggio chi non sa camminare;18 E da un invalido chiede con suppliche la sanità, e da un morto la vita, e in suo aiuto invoca un impotente:
19 per negozi e imprese, per prosperosità nell’opera chiede abilità a chi è assai inabile di mani!19 E per fare un viaggio si raccomanda a chi nop può muoversi, e per far degli acquisti, o qualche lavoro, e pel felice evento di qualsisia cosa, fa preghiere a chi non è buono a nulla.