SCRUTATIO

Domenica, 28 giugno 2026 - Sant'Ireneo di Lione ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 5


font
Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA RICCIOTTI
1 Verso quel tempo, Antioco preparò la seconda spedizione in Egitto.1 - Nel medesimo tempo, Antioco preparava una seconda spedizione in Egitto.
2 Allora, in tutta la città, quasi per quaranta giorni, si videro cavalieri con vesti dorate attraversare l’aria, schiere armate disposte a coorte,2 Accadde allora che per quaranta giorni, in tutta la città di Gerusalemme, si videro correre in aria cavalieri con mantelli dorati, armati d’aste come le coorti ;
3 squadroni di cavalieri schierati in ordine, scontri e assalti degli uni contro gli altri, movimenti di scudi, moltitudine di lance, sguainare di spade, lanci di frecce, bagliori di finimenti d’oro e corazze di ogni genere.3 ed incursioni di cavalli schierati a fila, scontri a corpo a corpo, cozzo di scudi, moltitudine d’uomini con elmi e spade sguainate, lancio di frecce, e splendore d’armi dorate e d’ogni genere di corazze.
4 Tutti supplicavano perché questo portento fosse di buon augurio.4 Laonde, tutti pregavano che quei portenti riuscissero a bene.
5 Dopo che si era sparsa la falsa notizia della morte Antioco, Giasone, presi non meno di mille uomini, assalì improvvisamente la città. Poiché erano stati respinti coloro che stavano sulle mura ed era stata presa infine la città; Menelao fuggì nell’Acropoli.5 Ma essendosi sparsa falsamente la voce che Antocò fosse morto, Giasone, presi con sè non meno che mille uomini, assalì all'improvviso la città e sebbene i cittadini accorressero alle mura, in ultimo, presa la città, Menelao si rifugiò nella cittadella.
6 Giasone, allora, compì stragi dei propri concittadini senza misericordia, non pensando che un successo riportato contro la propria gente è un massimo insuccesso. Pareva che egli riportasse trionfi su nemici, non sui connazionali.6 Giasone poi non risparmiò stragi a’ suoi concittadini, senza pensare che un successo riportato contro quelli della propria gente è il massimo male; e credendo di riportar un trioonfo su nemici e non su connazionali.
7 Però, egli non ottenne il potere e infine, disonorato per il suo tradimento, cercò di nuovo un rifugio nell’Ammanitide.7 Non però ottenne il principato e per fine del suo tradimento trovò il disonore; e di nuovo fuggiasco, riparò tra gli Ammoniti.
8 Insomma, gli toccò in sorte una brutta fine. Accusato presso Areta, re degli Arabi, fuggiasco di città in città, perseguitato da tutti, odiato come trasgressore delle leggi, esecrato come carnefice della patria e dei cittadini, scampò in Egitto;8 In ultimo, per sommo di sua sciagura, fatto prigioniero da Areta, tiranno degli Arabi, fuggi, e ramingo di città in città, odioso a tutti come esecrabile violator delle leggi, nemico delta patria e della nazione, fu cacciato in Egitto.
9 colui che aveva esiliato molti dalla patria morì in terra straniera presso i Lacedemoni, fra i quali si era recato con la speranza di trovare protezione in nome della parentela.9 Ed egli, che tanti aveva scacciato dalla loro patria, mori fuggitivo in Lacedemone, dove s’era recato sperando di trovarvi un rifugio in nome della fratellanza.
10 Colui che aveva fatto gettare sul terreno una moltitudine di insepolti non fu pianto da nessuno né ricevette una sepoltura qualsiasi né fu accolto nel sepolcro dei suoi padri.10 Ed egli, che molti aveva fatto gettare insepolti, fu gettato alla sua volta illacrimato ed insepolto, senza aver in sorte nè una sepoltura straniera né quella de' padri suoi.
11 Avuta conoscenza di tali fatti, il re pensò che la Giudea si sarebbe ribellata. Onde, partito dall’Egitto, con l’animo inferocito occupò la città a fil di spada,11 Per queste cose, il re sospettò che i Giudei volessero romper l’alleanza con lui. Perciò partitosi dall' Egitto con l’animo inferocito, prese a forza la città.
12 ordinando ai soldati di uccidere senza compassione quanti incontrassero e di trucidare coloro che si fossero rifugiati nelle case.12 Ed ai soldati comandò che uccidessero senza misericordia quanti incontravano, e trucidassero quelli che salivano per le case.
13 Vi fu, perciò, una strage di giovani e di vecchi, uno sterminio di uomini, di donne e di bimbi, un macello di vergini e di fanciulli.13 Fu dunque un macello di giovani e vecchi, uno sterminio di donne e bambini, una strage di fanciulli e ragazzi.
14 Durante i tre giorni perirono ottantamila persone, quarantamila furono uccise nel conflitto e non meno degli uccisi furono quelli venduti schiavi.14 Furono in quei tre giorni ottantamila gli uccisi, quarantamila i prigionieri, circa altrettanti i venduti schiavi.
15 Non contento di questo, il re osò entrare nel tempio più sacro di tutta la terra, sotto la guida di Menelao che aveva tradito le leggi e la patria.15 Nè gli parve abbastanza, che osò entrare nel tempio più santo di tutta la terra, condottovi da quel Menelao che aveva tradito le leggi e la patria.
16 Prese con le mani impure le suppellettili sacre e disperse con le mani profane ciò che dagli altri re era stato posto per l’aumento, la gloria e l’ornamento e onore del luogo.16 E presi con mani scellerate gli arredi santi che da altri re e città eran stati posti ad ornamento ed onore del tempio, indegnamente li maneggiava e contaminava.
17 Antioco si gonfiò nella sua anima senza considerare che, a causa dei peccati degli abitanti della città, il Signore si era per breve tempo sdegnato e perciò si verificava la momentanea noncuranza per quel luogo.17 Cosi Antioco, perso il bene dell' intelletto, non considerava che Dio s’era per un poco sdegnato a causa de' peccati de' cittadini, e che per questo avveniva quella profanazione del tempio.
18 Se il popolo non si fosse macchiato di molti peccati, egli come avvenne a Eliodoro, che il re Seleuco aveva inviato per ispezionare la camera del tesoro, appena entrato, sarebbe stato subito percosso e distolto dalla impresa temeraria.18 Che se non fosse stato che quelli eran macchiati di molti peccati, anch’egli Antioco, come già Eliodoro mandato dal re Seleuco a saccheggiare l’erario, subito al suo arrivo sarebbe stato flagellato, ed Impedito di consumare la sua audacia.
19 Ma il Signore non si era scelto la gente per il luogo,ma il luogo per la gente.19 Iddio infatti non s’ è scolto un popolo per amor del tempio, ma un tempio per amore del popolo.
20 Perciò anche il luogo, dopo aver partecipato alle sciagure che erano capitate al popolo, in seguito ebbe anche parte al suo benessere; dopo essere stato abbandonato per lo sdegno dell’Onnipotente, di nuovo, quando avvenne la riconciliazione con il grande Signore, fu anch’esso restituito in tutta la sua gloria.20 Perciò, anche il tempio è divenuto partecipe del mali del popolo; ma in seguito, diverrà compartecipe del beni, e dopo essere stato abbandonato per lo sdegno dell’onnipotente Dio, sarà di nuovo con gran gloria esaltato: quando il Signore grande si riconcilierà.
21 Antioco, pertanto, dopo aver preso milleottocento talenti dal tempio, tornò in fretta ad Antiochia, pensando, nella sua superbia, che la terra fosse divenuta per lui navigabile e il mare guadabile, tanto si era gonfiato nel cuore.21 Antioco dunque, rapiti al tempio milleottocento talenti, tornò prestamente in Antiochia, pensandosi nella sua superbia di poter ridurre la terra ad esser navigabile, ed il mare a potervi camminare, tanto s’era gonfiato d’orgoglio.
22 Egli lasciò alcuni ministri a vessare la nazione; a Gerusalemme lasciò Filippo, frigio di origine, ma di maniere più barbare di colui che lo aveva costituito capo,22 E lasciò dei ministri a vessazione del popolo: in Gerusalemme, Filippo, Frigio di stirpe, d’animo più crudele di quel medesimo che ve lo deputò;
23 a Garizim Andronico; oltre questi, Menelao che, più di tutti, era accanito contro i cittadini, poiché era pieno di odio contro i Giudei.23 in Garizlm poi, Andronico e Menelao, più accaniti degli altri contro i loro cittadini.
24 Inoltre egli mandò il misarca Apollonio con un esercito di ventiduemila uomini dopo aver ordinato di uccidere tutti gli adulti e di vendere le donne e i minorenni.24 Ed essendo pieno di odio contro i Giudei, mandò l'iniquo generale Apollonio con un esercito di ventiduemila soldati, ingiungendogli di uccider tutti gli adulti, e di vender le donne e i ragazzi.
25 Costui, venuto a Gerusalemme, simulando un contegno pacifico, si trattenne fino al giorno sacro del sabato. Allora, quando fu sicuro che i Giudici erano in riposo, ordinò ai suoi subalterni di sfilare armati.25 Quegli, venuto a Gerusalemme, simulando pace, non si mosse fino al giorno santo del sabato; allora, essendo i Giudei in riposo, comandò ai suol di prender le armi,
26 Così trucidò quanti si recavano alla parata e, percorrendo con gli armati la città, uccise una grande moltitudine.26 trucidò tutti quelli che eran usciti allo spettacolo, e scorrendo con gli armati la città, uccise gran moltitudine.
27 Ma Giuda detto anche il Maccabeo con altri nove si ritirò nel deserto dove sulle montagne conduceva una vita da bestia con i suoi, cibandosi di erbe, pur di non partecipare alla contaminazione generale.27 Ma Giuda Maccabeo, che era il decimo, ritiratosi in luogo deserto, ivi coi suoi conduceva la vita tra le fiere, pei monti; e continuava a nutrirsi d’erbe, per non partecipare all’altrui contaminazione.