SCRUTATIO

Martedi, 16 giugno 2026 - Santa Germana ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 5


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA MARTINI
1 Verso quel tempo, Antioco preparò la seconda spedizione in Egitto.1 Nello stesso tempo Antioco si preparava alla seconda spedizione d'Egitto.
2 Allora, in tutta la città, quasi per quaranta giorni, si videro cavalieri con vesti dorate attraversare l’aria, schiere armate disposte a coorte,2 Ora avvenne che per quaranta giorni in tutta la città di Gerusalemme si videro dei cavalieri, che scorrevan per l'aria vestiti di tela d'oro, e armati di lancia come i soldati a cavallo,
3 squadroni di cavalieri schierati in ordine, scontri e assalti degli uni contro gli altri, movimenti di scudi, moltitudine di lance, sguainare di spade, lanci di frecce, bagliori di finimenti d’oro e corazze di ogni genere.3 E cavalli disposti a file attaccarsi gli uni gli altri, e agitazione di scudi, e una turba di gente con celate in testa, e un lanciare di dardi, e uno splendore di armi d'oro, e corazze di ogni maniera.
4 Tutti supplicavano perchè questo portento fosse di buon augurio.4 Laonde tutti pregavano, che tali prodigj tornassero in bene.
5 Dopo che si era sparsa la falsa notizia della morte Antioco, Giasone, presi non meno di mille uomini, assalì improvvisamente la città. Poichè erano stati respinti coloro che stavano sulle mura ed era stata presa infine la città; Menelao fuggì nell’Acropoli.5 Ma divulgatasi la falsa voce della morte di Antioco, Giasone messi insieme mille uomini repentinamente assalì la città, e benché volassero i cittadini alle mura, alla fine restò padrone della città, e Menelao si fuggì nella cittadella:
6 Giasone, allora, compì stragi dei propri concittadini senza misericordia, non pensando che un successo riportato contro la propria gente è un massimo insuccesso. Pareva che egli riportasse trionfi su nemici, non sui connazionali.6 Ma Giasone faceva strage de' cittadini senza riguardo, e non pensava che grandissimo male ell'è la vittoria sopra quelli del proprio sangue; considerando che i suoi trofei fossero di nemici, e non di cittadini.
7 Però, egli non ottenne il potere e infine, disonorato per il suo tradimento, cercò di nuovo un rifugio nell’Ammanitide.7 Egli però non rimase in possesso del principato, ma ebbe per fine de' suoi tradimenti la confusione, e se n'andò nuovamente fuggiasco nel paese degli Ammoniti.
8 Insomma, gli toccò in sorte una brutta fine. Accusato presso Areta, re degli Arabi, fuggiasco di città in città, perseguitato da tutti, odiato come trasgressore delle leggi, esecrato come carnefice della patria e dei cittadini, scampò in Egitto;8 E finalmente per istrana catastrofe imprigionato da Areta tiranno degli Arabi, e fuggitosi andava di città in città odioso a tutti, e come violator delle leggi, ed esecrabile, e nemico della patria, e de'cittadini fu, cacciato nell'Egitto:
9 colui che aveva esiliato molti dalla patria morì in terra straniera presso i Lacedemoni, fra i quali si era recato con la speranza di trovare protezione in nome della parentela.9 Ed egli, che molti avea discacciati dalla lor patria, mori sbandito, essendosi portato a Sparta come se a titolo di consanguinità fosse per trovarvi rifugio:
10 Colui che aveva fatto gettare sul terreno una moltitudine di insepolti non fu pianto da nessuno nè ricevette una sepoltura qualsiasi nè fu accolto nel sepolcro dei suoi padri.10 Ma egli, che avea di molte persone gettati i corpi senza sepoltura, fu gettato insepolto senza esser pianto, non avendo né fuori, né nella patria trovato un sepolcro.
11 Avuta conoscenza di tali fatti, il re pensò che la Giudea si sarebbe ribellata. Onde, partito dall’Egitto, con l’animo inferocito occupò la città a fil di spada,11 Dopo tali avvenimenti venne il re in sospetto che i Giudei fossero per ritirarsi dalla confederazione, onde irritato in cuor suo partito d'Egitto prese armata mano la città.
12 ordinando ai soldati di uccidere senza compassione quanti incontrassero e di trucidare coloro che si fossero rifugiati nelle case.12 E comandò a' soldati, che uccidessero senza pietà tutti quelli, che incontravano, e che entrando per le case trucidasser la gente.
13 Vi fu, perciò, una strage di giovani e di vecchi, uno sterminio di uomini, di donne e di bimbi, un macello di vergini e di fanciulli.13 Si fece pertanto un macello di giovani, e di vecchi, di donne, e ragazzi, e fanciulle, e bambini.
14 Durante i tre giorni perirono ottantamila persone, quarantamila furono uccise nel conflitto e non meno degli uccisi furono quelli venduti schiavi.14 E in tutti que' tre giorni furono ottanta mila i morti, quaranta mila gli schiavi, e altrettanti i venduti.
15 Non contento di questo, il re osò entrare nel tempio più sacro di tutta la terra, sotto la guida di Menelao che aveva tradito le leggi e la patria.15 Né questo bastandogli ebbe anche ardimento di entrare nel tempio più santo di tutta la terra, condottovi da Menelao traditore della patria, e delle leggi:
16 Prese con le mani impure le suppellettili sacre e disperse con le mani profane ciò che dagli altri re era stato posto per l’aumento, la gloria e l’ornamento e onore del luogo.16 E prendendo con mani scellerate i vasi santi messi da altri re, e dalle città per ornato, e splendor di quel luogo, li maneggiava indegnamente, e li profanava.
17 Antioco si gonfiò nella sua anima senza considerare che, a causa dei peccati degli abitanti della città, il Signore si era per breve tempo sdegnato e perciò si verificava la momentanea noncuranza per quel luogo.17 Cosi Antioco, perduta la luce dell'intelletto, non considerava, che a motivo dei peccati de' cittadini era Dio adirato per qualche tempo, e che per questo era avvenuto che fosse mancato di rispetto a quel luogo:
18 Se il popolo non si fosse macchiato di molti peccati, egli come avvenne a Eliodoro, che il re Seleuco aveva inviato per ispezionare la camera del tesoro, appena entrato, sarebbe stato subito percosso e distolto dalla impresa temeraria.18 Imperocché se quelli non si fosser trovati involti in molti peccati, come già avvenne ad Eliodoro mandato dal re Seleuco a spogliare l'erario, cosi egli pure al primo ingresso sarebbe stato rispinto, e avrebbe deposto l'ardire.
19 Ma il Signore non si era scelto la gente per il luogo,ma il luogo per la gente.19 Ma Dio non la nazione elesse per amore del luogo, ma il luogo per amore della nazione.
20 Perciò anche il luogo, dopo aver partecipato alle sciagure che erano capitate al popolo, in seguito ebbe anche parte al suo benessere; dopo essere stato abbandonato per lo sdegno dell’Onnipotente, di nuovo, quando avvenne la riconciliazione con il grande Signore, fu anch’esso restituito in tutta la sua gloria.20 Quindi il luogo stesso ebbe parte ai mali del popolo, e avrà dipoi parte ai beni; e dopo essere stato in abbandono per l'effetto dell'ira di Dio onnipotente, placato che sia il gran Signore, a somma gloria sarà innalzato.
21 Antioco, pertanto, dopo aver preso milleottocento talenti dal tempio, tornò in fretta ad Antiochia, pensando, nella sua superbia, che la terra fosse divenuta per lui navigabile e il mare guadabile, tanto si era gonfiato nel cuore.21 Ma Antioco levati dal tempio mille ottocento talenti tornò in fretta ad Antiochia invasato a tal segno dalla superbia, e presunzione di niente, che si credeva di poter navigare sulla terra, e camminare a piedi sopra del mare.
22 Egli lasciò alcuni ministri a vessare la nazione; a Gerusalemme lasciò Filippo, frigio di origine, ma di maniere più barbare di colui che lo aveva costituito capo,22 Lasciò per altro de' ministri, che vessassero la nazione, in Gerusalemme Filippo nativo della Frigia, di costumi più crudeli del suo signore:
23 a Garizim Andronico; oltre questi, Menelao che, più di tutti, era accanito contro i cittadini, poichè era pieno di odio contro i Giudei.23 In Garizim Andronico, e Menelao, il quale era peggiore degli altri contro i suoi concittadini.
24 Inoltre egli mandò il misarca Apollonio con un esercito di ventiduemila uomini dopo aver ordinato di uccidere tutti gli adulti e di vendere le donne e i minorenni.24 Ma essendo arrabbiato contro i Giudei, mandò l'odiato principe Apollonio con un esercito di vcntidue mila uomini, dandogli ordine di trucidare tutti gli adulti, e di vendere le donne, e i giovanetti.
25 Costui, venuto a Gerusalemme, simulando un contegno pacifico, si trattenne fino al giorno sacro del sabato. Allora, quando fu sicuro che i Giudici erano in riposo, ordinò ai suoi subalterni di sfilare armati.25 E quegli giunto che fu a Gerusalemme fingendo pace stette in riposo fino al santo giorno del sabato, e allora essendo i Giudei in riposo ordinò alla sua gente di prender l'armi.
26 Così trucidò quanti si recavano alla parata e, percorrendo con gli armati la città, uccise una grande moltitudine.26 E tutti quelli, che si erano raunati a quello spettacolo li trucidò, e correndo la città colle schiere in arme, uccise una gran moltitudine.
27 Ma Giuda detto anche il Maccabeo con altri nove si ritirò nel deserto dove sulle montagne conduceva una vita da bestia con i suoi, cibandosi di erbe, pur di non partecipare alla contaminazione generale.27 Ma Giuda Maccabeo con nove persone si era ritirato in luogo deserto, e ivi vivea co' suoi tralle fiere nelle montagne cibandosi di erbe per non entrare a parte alle profanazioni.