SCRUTATIO

Sabato, 13 giugno 2026 - San Gaspare Luigi Bertoni ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 8


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1Intanto Giuda il Maccabeo e coloro erano con lui, introducendosi di nascosto che villaggi, chiamavano a sè i parenti e ne radunarono circa seimila raccogliendo quanti erano restati fedeli al giudaismo.2Essi supplicavano Signore di riguardare il popolo oppresso da tutti e di aver misericordia per il tempio profanato da uomini empi,3di aver pietà della città devastata che stava per essere rasa al suolo, e di prestare orecchio al sangue che gridava vendetta al suo cospetto,4di ricordarsi dell’iniqua morte di fanciulli senza colpa e di mostrare sdegno per le bestemmie lanciate contro il suo nome.5Il Maccabeo, pertanto, alla testa delle sue truppe si palesò subito invincibile ai Gentili poichè lira di Dio si era cambiata in misericordia.6Piombando improvvisamente su città e villaggi, egli incendiava tutto. Occupava le posizioni migliori, mettendo in fuga non pochi nemici.7Per queste sue scorrerie sceglieva di preferenza la complicità delle notti. La fama del suo valore, intanto, si diffondeva dovunque.8Filippo, vedendo che quest'uomo a poco a poco faceva progressi e che riportava vantaggi sempre più frequenti, scrisse a Tolomeo, stratega della Celesiria c della Fenicia, di venire a tutelare gli interessi del re.9Costui, allora, scelse subito Nicanore, figlio di Patroclo, tra i primi amici del re e, affidandogli non meno di ventimila soldati di ogni nazione, lo mandò a sterminare tutta la stirpe dei Giudei. Gli aggiunse anche Gorgia, uomo d’armi ed esperto di tattica militare.10Nicanore si propose di raggiungere duemila talenti, tributo che il re doveva ai Romani, con la vendita degli schiavi giudei.11Perciò egli mandò subito alle città marittime l’invito di comprare schiavi giudei promettendo di concederne novanta per un talento. Egli non si aspettava che la vendetta dell’Onnipotente stesse per colpirlo.12Giuda, appena ebbe la notizia della marcia di Nicanore, annunciò ai suoi l’avvicinarsi dell’esercito.13Allora i paurosi e coloro che non confidavano nella giustizia divina si diedero alla fuga e si ritirarono dal luogo.14Altri, poi, vendevano quanto era loro rimasto, supplicando ugualmente il Signore di salvare coloro che erano già stati venduti dall’empio Nicanore prima ancora dello scontro:15se non per loro stessi almeno per le alleanze con i loro padri e perchè il suo augusto e venerando nome era stato invocato su di loro.16Il Maccabeo, radunati i suoi: uomini in numero di seimila, li esortò a non lasciarsi intimidire dai nemici, a non temere la moltitudine dei Gentili, che li aggredivano ingiustamente, ma a combattere da prodi,17tenendo innanzi agli occhi l’empia violenza che quelli avevano perpetrato nel: luogo santo, l’oltraggio della città ingiuriata e anche l’abolizione delle leggi avite;18«Essi, infatti, confidano nelle armi e nella loro audacia » disse « noi,' invece, poniamo la nostra fiducia nel Dio onnipotente che può sterminare con un sol cenno coloro che ci assalgono e tutto il mondo ».19Quindi egli ricordò anche gli aiuti che gli antenati avevano ricevuto dai loro avi, quello del tempo di Sennacherib, per cui perirono centottantacinquemila uomini20e quello che si era verificato a Babilonia nella battaglia contro i Galati, quando ottomila Giudei in tutto con l’aiuto di quattromila Macedoni accettarono battaglia: mentre i Macedoni si trovavano in grande pericolo, gli ottomila annientarono centoventimila nemici con l’aiuto che era disceso per loro dal Cielo e catturarono un bottino immenso.21Dopo averli resi audaci e pronti a morire per le leggi e per la patria, Giuda divise l’esercito in quattro parti,22ponendo a capo di ciascuna i fratelli Simone, Giuseppe e Gionata, dando a ognuno millecinquecento uomini.23Quindi, fatto leggere da Eleazaro il libro sacro e data la parola d’ordine « Aiuto di Dio», egli stesso si mise a capo della prima schiera e si lanciò contro Nicanore.24Fattosi loro alleato l’Onnipotente, uccisero più di novemila nemici, ferirono e mutilarono la maggior parte dell’esercito; poi costrinsero tutti alla fuga.25Si impadronirono del denaro di coloro che erano venuti per comprarli; li inseguirono per un bel tratto, ma poi, ostacolati dall’ora tarda, dovettero tornare indietro.26Era, infatti, la vigilia del sabato. Per questo non continuarono l’inseguimento.27Dopo aver raccolto le armi e le spoglie dei nemici, celebrarono il sabato, benedicendo incessantemente e inneggiando al Signore, che li aveva salvati in quel giorno e aveva stillato su di loro le prime gocce della sua misericordia.28Dopo il sabato, distribuita parte delle spoglie ai danneggiati, alle vedove e agli orfani, essi con i loro servi presero il resto.29Dopo aver compiuto tali cose, con una supplica collettiva, pregarono il Signore misericordioso di riconciliarsi pienamente con i suol servitori.30In uno scontro con i soldati di Timoteo e di Bacchide, ne uccisero più di ventimila, si impadronirono di alte fortezze e si divisero le numerose spoglie, facendo giuste parti per sè, per i danneggiati, per gli orfani, per le vedove e anche per i vecchi.31Dopo aver raccolto le armi dei nemici, diligentemente riposero ogni cosa in luoghi sicuri, mentre portarono il resto del bottino a Gerusalemme.32Uccisero il filarca che si trovava intorno a Timoteo, uomo scelleratissimo che aveva fatto molto male ai Giudei.33Poi, durante la festa per la vittoria in patria, bruciarono vivi coloro che, avevano dato fuoco alle porte sacre insieme con Callistene che si era rifugiato in una casetta. Così costui ricevette la giusta ricompensa della sua empietà.34Nicanore, tre volte scellerato, il quale aveva condotto con sè mille mercanti per l’acquisto dei Giudei,35fu umiliato con l’aiuto di Dio da coloro che egli stimava un nulla. Deposta la ricca veste, tutto solo in fuga attraverso i campi come un fuggiasco, egli giunse in Antiochia, riuscendo ad avere una fortuna straordinaria dopo la sconfitta dell’esercito.36In tal maniera colui, che aveva promesso di pagare il tributo ai Romani con la vendita dei prigionieri di Gerusalemme, andava dicendo ora che i Giudei avevano un protettore straordinario e che in questo modo erano invulnerabili, perchè seguivano le leggi da Lui stabilite.