SCRUTATIO

Lunedi, 15 giugno 2026 - Santa Germana ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 13


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1Nell’anno 149 si diffuse fra gli uomini di Giuda la notizia che Antioco Eupatore avanzava con una moltitudine di armati verso la Giudea.2Insieme con lui era Lisia, suo tutore e ministro, con un esercito di centodiecimila fanti, cinquemilatrecento cavalieri, ventidue elefanti e trecento carri con falci.3A essi si unì anche Menelao che incitava con molta doppiezza Antioco. Egli non cercava la salvezza della patria ma sperava di essere posto al comando.4Ma il re dei re destò la collera di Antioco contro questo scellerato. Quando Lisia glielo presentò come la causa di tutti i mali, il re ordinò che lo conducessero in Berea e lo uccidessero nel modo che era in uso in tale luogo.5Sorge ivi una torre di cinquanta cubiti, piena di cenere. Essa ha una macchina girevole che da ogni parte fa piombare sulla cenere.6Di lassù quel reo di sacrilegio, che aveva raggiunto il colmo anche in altri vizi, fu da tutti spinto alla morte.7In tal modo morì quell’empio Menelao che non ebbe in sorte nemmeno la sepoltura.8Ciò fu giustissimo; poichè egli aveva perpetrato molti delitti contro l’altare il cui fuoco e la cenere sono sacri. Così nella cenere egli trovò la morte.9Il re, dunque, con la mente piena di barbari propositi veniva per mostrare ai Giudei cose peggiori di quelle che erano avvenute sotto suo padre.10Giuda, venuto a conoscenza di tali cose, comandò alla moltitudine di supplicare giorno e notte il Signore affinchè, come altre volte, anche ora venisse in aiuto di coloro che stavano per essere privati della legge, della patria e del sacro tempio11e non permettesse che il popolo, il quale ora appena respirava un poco, divenisse suddito di nazioni bestemmiatrici.12Tutti insieme eseguirono quest’ordine e invocarono il Signore misericordioso con gemiti, digiuni e adorazioni per tre giorni senza pausa. Quindi Giuda, dopo averli esortati, ordinò di tenersi pronti.13Dopo un colloquio con gli anziani, egli stabilì di uscire, prima che l’esercito del re entrasse in Giudea e si impadronisse delle città, e di decidere l’affare con l’aiuto di Dio.14Perciò, affidando ogni cosa al creatore del mondo, egli esortò i suoi a combattere valorosamente fino alla morte per le leggi, il tempio, la città, la patria e le istituzioni. Intanto fece accampare l'esercito vicino a Modin.15Dopo aver dato ai suoi la pino d’ordine « La vittoria di Dio », con alcuni giovani scelti fra i più valorosi piombò di notte sulla tenda del re e uccise nel suo accampamento circa duemila uomini, trafiggendo anche il più grosso degli elefanti con il soldato che lo guidava dalla torretta.16Infine riempirono il campo di timore e di spavento e se ne tornarono con pieno successo.17Ciò avveniva allo spuntare del giorno per l’efficace protezione del Signore.18Ma il re, avuta tale prova dell’audacia dei Giudei, ormai cercava di occupare con l'astuzia i diversi luoghi.19Si avvicinò, perciò, a Bet Zur, fortezza ben difesa dei Giudei, dove venne respinto, fallì nel suo colpo e subì perdite.20Giuda, intanto, fece giungere il necessario agli assediati.21Ora Rodoco dell’esercito giudaico svelò il segreto ai nemici: fu ricercato, preso e giustiziato.22Per la seconda volta il re venne a trattative con gli abitanti di Bet-Zur: offrì la pace, la ricevette, se ne andò. Poi si scontrò con i soldati di Giuda ma ebbe la peggio.23Quando seppe che gli si era ribellato Filippo, lasciato ad Antiochia per presiedere gli affari, il re rimase sconcertato. Egli fece chiamare i Giudei, si arrese e giurò di rispettare ogni giusta condizione. Si conciliò, offrì un sacrificio, onorò il tempio e trattò con rispetto il luogo.24Fece un’ottima accoglienza al Maccabeo e nominò Egemonide stratega della regione fra Tolemaide e il paese dei Gerreni.25Quindi si recò a Tolemaide. Gli abitanti della città manifestarono il proprio malcontento per i patti di amicizia con i Giudei. Essi si indignarono per alcune convenzioni e tentarono di farle rescindere.26Allora Lisia salì sul podio, difese (l’accordo) per quanto gli fu possibile, persuase i cittadini, li calmò e li ridusse a più miti consigli. Poi tornò ad Antiochia. Così, dunque, si svolsero le cose circa la spedizione è la ritirata del re.