SCRUTATIO

Lunedi, 15 giugno 2026 - Santa Germana ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 5


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1Verso quel tempo, Antioco preparò la seconda spedizione in Egitto.2Allora, in tutta la città, quasi per quaranta giorni, si videro cavalieri con vesti dorate attraversare l’aria, schiere armate disposte a coorte,3squadroni di cavalieri schierati in ordine, scontri e assalti degli uni contro gli altri, movimenti di scudi, moltitudine di lance, sguainare di spade, lanci di frecce, bagliori di finimenti d’oro e corazze di ogni genere.4Tutti supplicavano perchè questo portento fosse di buon augurio.5Dopo che si era sparsa la falsa notizia della morte Antioco, Giasone, presi non meno di mille uomini, assalì improvvisamente la città. Poichè erano stati respinti coloro che stavano sulle mura ed era stata presa infine la città; Menelao fuggì nell’Acropoli.6Giasone, allora, compì stragi dei propri concittadini senza misericordia, non pensando che un successo riportato contro la propria gente è un massimo insuccesso. Pareva che egli riportasse trionfi su nemici, non sui connazionali.7Però, egli non ottenne il potere e infine, disonorato per il suo tradimento, cercò di nuovo un rifugio nell’Ammanitide.8Insomma, gli toccò in sorte una brutta fine. Accusato presso Areta, re degli Arabi, fuggiasco di città in città, perseguitato da tutti, odiato come trasgressore delle leggi, esecrato come carnefice della patria e dei cittadini, scampò in Egitto;9colui che aveva esiliato molti dalla patria morì in terra straniera presso i Lacedemoni, fra i quali si era recato con la speranza di trovare protezione in nome della parentela.10Colui che aveva fatto gettare sul terreno una moltitudine di insepolti non fu pianto da nessuno nè ricevette una sepoltura qualsiasi nè fu accolto nel sepolcro dei suoi padri.11Avuta conoscenza di tali fatti, il re pensò che la Giudea si sarebbe ribellata. Onde, partito dall’Egitto, con l’animo inferocito occupò la città a fil di spada,12ordinando ai soldati di uccidere senza compassione quanti incontrassero e di trucidare coloro che si fossero rifugiati nelle case.13Vi fu, perciò, una strage di giovani e di vecchi, uno sterminio di uomini, di donne e di bimbi, un macello di vergini e di fanciulli.14Durante i tre giorni perirono ottantamila persone, quarantamila furono uccise nel conflitto e non meno degli uccisi furono quelli venduti schiavi.15Non contento di questo, il re osò entrare nel tempio più sacro di tutta la terra, sotto la guida di Menelao che aveva tradito le leggi e la patria.16Prese con le mani impure le suppellettili sacre e disperse con le mani profane ciò che dagli altri re era stato posto per l’aumento, la gloria e l’ornamento e onore del luogo.17Antioco si gonfiò nella sua anima senza considerare che, a causa dei peccati degli abitanti della città, il Signore si era per breve tempo sdegnato e perciò si verificava la momentanea noncuranza per quel luogo.18Se il popolo non si fosse macchiato di molti peccati, egli come avvenne a Eliodoro, che il re Seleuco aveva inviato per ispezionare la camera del tesoro, appena entrato, sarebbe stato subito percosso e distolto dalla impresa temeraria.19Ma il Signore non si era scelto la gente per il luogo,ma il luogo per la gente.20Perciò anche il luogo, dopo aver partecipato alle sciagure che erano capitate al popolo, in seguito ebbe anche parte al suo benessere; dopo essere stato abbandonato per lo sdegno dell’Onnipotente, di nuovo, quando avvenne la riconciliazione con il grande Signore, fu anch’esso restituito in tutta la sua gloria.21Antioco, pertanto, dopo aver preso milleottocento talenti dal tempio, tornò in fretta ad Antiochia, pensando, nella sua superbia, che la terra fosse divenuta per lui navigabile e il mare guadabile, tanto si era gonfiato nel cuore.22Egli lasciò alcuni ministri a vessare la nazione; a Gerusalemme lasciò Filippo, frigio di origine, ma di maniere più barbare di colui che lo aveva costituito capo,23a Garizim Andronico; oltre questi, Menelao che, più di tutti, era accanito contro i cittadini, poichè era pieno di odio contro i Giudei.24Inoltre egli mandò il misarca Apollonio con un esercito di ventiduemila uomini dopo aver ordinato di uccidere tutti gli adulti e di vendere le donne e i minorenni.25Costui, venuto a Gerusalemme, simulando un contegno pacifico, si trattenne fino al giorno sacro del sabato. Allora, quando fu sicuro che i Giudici erano in riposo, ordinò ai suoi subalterni di sfilare armati.26Così trucidò quanti si recavano alla parata e, percorrendo con gli armati la città, uccise una grande moltitudine.27Ma Giuda detto anche il Maccabeo con altri nove si ritirò nel deserto dove sulle montagne conduceva una vita da bestia con i suoi, cibandosi di erbe, pur di non partecipare alla contaminazione generale.