SCRUTATIO

Giovedi, 11 giugno 2026 - San Barnaba ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 11


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1Ma, solo poco tempo dopo, Lisia, tutore del re, suo parente e incaricato di affari, sopportando a malincuore l’accaduto,2radunò circa ottantamila uomini e tutta la cavalleria. Egli sì mosse contro i Giudei con l’intenzione di popolare di Greci la loro città,3di sottoporre il tempio a una tassa come gli altri santuari dei Gentili e di mettere in vendita ogni anno il sommo sacerdozio.4Egli non considerava per nulla la potenza di Dio, infatuato come era delle miriadi di fanti, delle migliaia di cavalieri e degli ottanta elefanti.5Entrato in Giudea e avvicinatosi a Bet-Zur, località ben fortificata che dista quasi cinque leghe da Gerusalemme, la assediò.6Quando i compagni del Maccabeo seppero che egli asse- diava le loro fortezze, supplicarono insieme con tutta la moltitudine con gemiti e lacrime il Signore affinchè inviasse l’angelo buono per la salvezza di Israele.7Lo stesso Maccabeo, poi, impugnando per primo le armi, esortò gli altri a esporsi insieme con lui al pericolo per portare aiuto ai propri fratelli.8Mentre erano ancora vicini a Gerusalemme, apparve un cavaliere che li precedeva con candida veste e brandiva un’armatura d’oro.9Allora tutti benedissero il Dio misericordioso e rinvigorirono l’animo, pronti ad assalire non solo gli uomini ma anche le belve più feroci e mura di ferro.10Marciavano in ordine, avendo innanzi a sè l’alleato celeste, perchè il Signore aveva avuto misericordia di loro.11Irrompendo come leoni; sui nemici, ne abbatterono undicimila e milleseicento cavalieri; costrinsero poi tutti a fuggire.12La maggior parte di essi si salvò, ma rimanendo ferita: e senza armi. Lo stesso Lisia si salvò con una fuga vergognosa.13Allora, siccome egli non era un uomo stolto, considerando tra di sè la sconfitta, comprese che gli Ebrei sono invincibili, poichè il Dio potente è loro alleato.14Perciò mandò a dire che si sarebbe accordato con essi su tutto ciò che fosse giusto e che avrebbe persuaso e costretto il re a essere loro amico.15Il Maccabeo, avendo di mira il bene comune, acconsentì alla richiesta di Lisia. Tutto ciò che egli domandò in scritto a Lisia in favore dei Giudei il re lo concesse.16La lettera scritta da Lisia ai Giudei era concepita in questi termini: « Lisia al popolo dei Giudei salute.17Giovanni e Assalonne, Vostri inviati, dopo averci consegnato la richiesta qui allegata, ci hanno domandato di ratificare quanto era dichiarato nella medesima.18Pertanto io ho esposto quanto doveva essere riferito al re. Egli ha concesso ciò che era accettabile.19Se voi, dunque, conserverete fedeltà per gli interessi del regno, anch’io per l’avvenire cercherò di procurarvi benefici.20Per alcuni particolari ho dato incarico ai vostri e ai miei inviati di discuterli con voi.21State bene. L’anno 148, il 24 del mese Dioscorinzio ».22La lettera di Antioco era così concepita: «Il re Antioco al fratello Lisia salute.23Dopo che nostro padre è passato fra gli dèi, vogliamo che i sudditi attendano senza nessun timore ai loro affari.24Avendo sentito che i Giudei non vogliono accettare, come voleva mio padre, di passare all’ellenismo, ma che, preferendo mantenere le loro usanze particolari, chiedono che sia loro permesso di attenersi alle proprie leggi,25poichè desideriamo che anche questo popolo viva tranquillo, decretiamo che sia loro restituito il tempio e che si governino secondo le istituzioni dei loro avi.26Farai bene, perciò, se invierai messaggeri per concludere un accordo, affinchè, vedendo la nostra decisione, stiano di buon animo e attendano con amore alla cura dei propri interessi ».27Tale è la lettera del re alla nazione: « Re Antioco al consiglio dei Giudei e agli altri Giudei salute.28Se voi state bene, è ciò che vogliamo; anche noi stiamo bene.29Menelao ci ha fatto sapere che voi volete tornare alle proprie occupazioni.30Pertanto a coloro che si metteranno in viaggio entro il 30 del mese Xantico offriamo protezione con l’assicurazione31che i Giudei possano attenersi alle loro usanze riguardo ai cibi e regolarsi secondo le proprie leggi, come prima. Nessuno di essi verrà in qualunque modo molestato per quanto avesse commesso per ignoranza.32Ho mandato anche Menelao a vostro con forto.33Statemi bene. L’anno 148, il 15 del mese Xantico ».34Anche i Romani inviarono ai Giudei lettera di questo tenore: « Quinto Mennio e Tito Manlio, legati dei Romani, al popolo dei Giudei salute.35Conveniamo anche noi quanto Lisia parente del re, vi ha concesso;36Per ciò che ha ritenuto di dover riferire al re, mandate subito, dopo aver esaminato diligentemente la cosa, uno a trattarne affinchè lo possiamo esporre al re in modo conveniente per voi; perchè noi ora andiamo ad Antiochia.37Perciò affrettatevi a mandare qualcuno affinchè anche noi sappiamo quali siano le vostre intenzioni.38State bene L’anno 148, il 15 del mese Xantico ».