SCRUTATIO

Giovedi, 11 giugno 2026 - San Barnaba ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 12


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1Conclusi questi patti, Lisia ritornò presso il re. I Giudei allora ripresero a coltivare i campi.2Ma fra i comandanti dei singoli luoghi, Timoteo e Apollonio, figlio di Genneo, come pure Girolamo e Demofone e, oltre questi, Nicanore, comandante dei Ciprioti, non li lasciavano tranquilli nè in pace.3Gli abitanti di Giaffa, infine, commisero una empietà enorme. Essi invitarono i Giudei, che abitavano fra di loro, a salire insieme con le mogli e con i figli su alcune barche che avevano preparato; come se non avessero alcuna intenzione ostile.4Secondo la decisione di tutta la cittadinanza i Giudei accettarono, perchè erano desiderosi di fare la pace e non avevano nessun sospetto. Quando furono in alto mare, quelli li annegarono; si trattava di non meno di duecento persone.5Giuda, allora, venuto a conoscenza della crudeltà usata contro i suoi connazionali trasmise gli ordini ai suoi uomini6e, invocando Dio come giusto giudice, avanzò contro gli assassini dei suoi fratelli. Di notte egli incendiò il porto, bruciò le barche e passò con la spada quanti vi si erano rifugiati.7Quindi, siccome il luogo era tenuto chiuso, partì con l’intenzione di ritornarvi per sterminare tutti gli abitanti di Giaffa.8Intanto, avendo saputo che anche quelli di Jamnia volevano usare le stesse maniere contro i Giudei che abitavano fra di loro9piombò di notte anche sugli Jamniti, diede fuoco al porto e alle navi, così che il chiarore si vedeva fino da Gerusalemme, che pur distava duecentoquaranta stadi.10Quando si furono allontanati di lì nove stadi, mentre erano diretti contro Timoteo, furono assaliti da non meno di cinquemila fanti e cinquecento cavalieri arabi.11Attaccata una terribile battaglia, gli uomini di Giuda ebbero la meglio con l’aiuto di Dio. I nomadi, vinti, pregarono Giuda di fare la pace con loro, promettendo di dargli bestiame e di essergli utili nel resto.12Giuda, persuaso che gli potessero essere veramente utili in molte cose, accondiscese a concludere la pace con essi. Ottenutala, essi se ne tornarono alle loro tende.13Giuda assalì anche una città fortificata con potenti argini e con mura. Essa era abitata da ente di ogni stirpe e si chiamava Caspi.14Gli assediati, fidandosi della saldezza delle riti e delle provviste di viveri, trattavano gli uomini di Giuda in maniera villana, ricoprendoli di ingiurie, bestemmiando e proferendo parole sconvenienti.15Giuda e i suoi soldati, invece, invocato il gran Sovrano del mondo che, senza arieti o altre macchine da guerra, aveva abbattuto Gerico ai tempi di Giosuè, fecero una furiosa irruzione contro il muro.16Impadronitisi della città per volontà di Dio, vi fecero una strage indescrivibile, così che il lago vicino, largo due stadi, sembrava pieno del sangue che vi era colato.17Allontanatisi di qui settecentocinquanta stadi, essi passarono a Caraca presso i Giudei chiamati Tubiani.18Ma in quei luoghi non trovarono Timoteo, che era partito senza aver concluso nulla, lasciando in un certo luogo un presidio ben fortificato.19Dositeo e Sosipatro, capitani al seguito del Maccabeo, usciti a battaglia, annientarono coloro che erano stati lasciati da Timoteo nel presidio e che erano più di diecimila uomini.20Ora il Maccabeo, dopo aver diviso l’esercito in coorti, designò i capi per ciascuna di esse. Quindi mosse contro Timoteo, che aveva con sè centoventimila fanti e duemilacinquecento cavalieri.21Timoteo, informato dell’avanzata di Giuda, mandò le mogli e i fanciulli con i bagagli nella località detta Karnion. Questa era una fortezza inespugnabile e di difficile accesso, data la ristrettezza dei passi.22All’apparire della prima coorte di Giuda i nemici furono presi da timore e spavento, anche in seguito alle manifestazioni della potenza di colui che tutto vede. Si diedero alla fuga, correndo chi in un luogo e chi in un altro, così che spesso venivano travolti dai propri compagni e colpiti dalle loro spade.23Giuda, poi, li inseguiva vigorosamente, trucidando quegli scellerati, dei quali distrusse trentamila.24Lo stesso Timoteo cadde nelle mani degli uomini di Dositeo e di Sosipatro. Egli supplicò con molta astuzia perchè fosse lasciato andare sano e salvo, dicendo che aveva in suo potere i genitori di molti, i fratelli di altri, i quali non sarebbero stati risparmiati se egli fosse ucciso.25Avendo egli assicurato con lunghi discorsi che, secondo il patto avrebbe restituito quegli uomini sani e salvi, jo lasciarono libero per salvare i propri fratelli.26Giuda dopo aver assalito Karnion e l’Atergateo, uccise venticinquemila uomini.27Dopo la disfatta di questi e la loro distruzione, egli si diresse: con l’esercito verso Efron, città ben fortificata, in cui abitava Lisia. Giovani robusti schierati sopra le mura si difendevano valorosamente, poichè avevano una grande provvista di macchine e di proiettili.28Ma i Giudei, invocato l’Onnipotente che atterra con la sua potenza le forze nemiche, si impadronirono della città e uccisero venticinquemila di coloro che erano dentro.29Partiti di là, essi andarono a Scitopoli che dista da Gerusalemme seicento stadi.30Poichè i Giudei che vi abitavano avevano testimoniato quale simpatia avessero mostrato loro gli Scitopolitani,31Giuda e i suoi li ringraziarono e dopo averli pregati di essere sempre benevoli verso la loro stirpe, ritornarono a Gerusalemme, per il fatto che era vicina la festa delle Settimane.32Dopo la festa di Pentecoste, i Giudei marciarono contro Gorgia, stratega dell’Idumea,33il quale era avanzato con tremila fanti e quattrocento cavalieri.34Iniziata la battaglia, caddero alcuni Giudei.35Un certo Dositeo, valoroso cavaliere del gruppo dei Tubiani, riuscì ad afferrare Gorgia e, tenendolo per il mantello, lo tirava con forza per prendere vivo questo scellerato. Ma uno dei cavalieri traci, gettatosi su Dositeo, gli tagliò il braccio, così che Gorgia potè fuggire in Maresa.36Poichè gli uomini della schiera di Esdrin erano stanchi per il lungo combattimento, Giuda pregò il Signore di mostrarsi loro alleato e loro capo nella battaglia.37Quindi, intonato nella lingua materna il canto di guerra con inni, assalì improvvisamente le truppe di Gorgia e le mise in fuga.38Giuda, poi, radunato l’esercito, venne nella città di Odollam. Avvicinatosi il settimo giorno, si purificarono secondo l’uso e celebrarono il sabato.39Il giorno seguente gli uomini di Giuda andarono, quando già tale azione si imponeva con urgenza, a raccogliere i corpi dei caduti per inumarli presso i loro parenti nei sepolcri dei loro padri.40Essi trovarono sotto la tunica di ogni morto oggetti sacri agli idoli di Jamnia, che la legge interdice ai Giudei. Così fu palese a tutti il motivo per cui erano morti.41Tutti, allora, benedicendo le opere del Signore giusto che rende manifeste le cose occulte,42accorsero a pregare, supplicando che il delitto commesso venisse completamente perdonato. Allora il forte Giuda esortò la moltitudine a conservarsi senza colpe, vedendo con i propri occhi ciò che era successo per il peccato di coloro che erano caduti.43Dopo aver raccolto quasi duemila dracme d’argento secondo la possibilità di ognuno, le inviò a Gerusalemme perchè fosse offerto un sacrificio per il peccato. Questa fu una buona e nobile azione, perchè ispirata dal pensiero della risurrezione.44Infatti, se non avesse sperato che coloro che erano morti sarebbero risorti, sarebbe stato superfluo e vano il pregare per i morti.45Inoltre egli pensava alla magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella pietà.46Santo e pio pensiero! Perciò egli fece compiere un sacrificio espiatorio per i morti affinchè fossero assolti dal peccato.