SCRUTATIO

Venerdi, 19 giugno 2026 - San Romualdo ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 13


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA CEI 1974
1 Nell’anno 149 si diffuse fra gli uomini di Giuda la notizia che Antioco Eupatore avanzava con una moltitudine di armati verso la Giudea.1 Nell'anno centoquarantanove giunse notizia agli uomini di Giuda che Antioco Eupàtore muoveva contro la Giudea con numerose truppe;
2 Insieme con lui era Lisia, suo tutore e ministro, con un esercito di centodiecimila fanti, cinquemilatrecento cavalieri, ventidue elefanti e trecento carri con falci.2 era con lui Lisia, suo tutore e preposto agli affari dello stato, che aveva con sé un esercito greco di centodiecimila fanti, cinquemilatrecento cavalli, ventidue elefanti e trecento carri falcati.
3 A essi si unì anche Menelao che incitava con molta doppiezza Antioco. Egli non cercava la salvezza della patria ma sperava di essere posto al comando.3 A costoro si unì anche Menelao, il quale incoraggiava con molta astuzia Antioco, non per la salvezza della patria, ma per la speranza di essere rimesso al suo posto di comando.
4 Ma il re dei re destò la collera di Antioco contro questo scellerato. Quando Lisia glielo presentò come la causa di tutti i mali, il re ordinò che lo conducessero in Berea e lo uccidessero nel modo che era in uso in tale luogo.4 Ma il Re dei re eccitò l'ira di Antioco contro quello scellerato e, quando Lisia ebbe additato costui come causa di tutti i mali, diede ordine che fosse condotto a Berèa e messo a morte secondo l'usanza del luogo.
5 Sorge ivi una torre di cinquanta cubiti, piena di cenere. Essa ha una macchina girevole che da ogni parte fa piombare sulla cenere.5 Vi è là una torre di cinquanta cubiti piena di cenere. Essa ha un ordigno girevole che da ogni lato fa cadere a precipizio sulla cenere.
6 Di lassù quel reo di sacrilegio, che aveva raggiunto il colmo anche in altri vizi, fu da tutti spinto alla morte.6 Di lassù chi è reo di sacrilegio o chi ha raggiunto gli estremi in certi altri delitti, tutti lo spingono alla morte.
7 In tal modo morì quell’empio Menelao che non ebbe in sorte nemmeno la sepoltura.7 In tal modo l'empio Menelao incontrò la morte e non trovò terra per la sepoltura;
8 Ciò fu giustissimo; poichè egli aveva perpetrato molti delitti contro l’altare il cui fuoco e la cenere sono sacri. Così nella cenere egli trovò la morte.8 giusto castigo poiché, dopo aver commesso molti delitti attorno all'altare dov'erano il fuoco sacro e la cenere, nella cenere trovò la sua morte.
9 Il re, dunque, con la mente piena di barbari propositi veniva per mostrare ai Giudei cose peggiori di quelle che erano avvenute sotto suo padre.9 Il re avanzava con barbari sentimenti e con l'intenzione di far provare ai Giudei trattamenti peggiori di quelli che avevano subiti sotto suo padre.
10 Giuda, venuto a conoscenza di tali cose, comandò alla moltitudine di supplicare giorno e notte il Signore affinchè, come altre volte, anche ora venisse in aiuto di coloro che stavano per essere privati della legge, della patria e del sacro tempio10 Quando Giuda seppe queste cose, ordinò al popolo di pregare il Signore giorno e notte, perché, come altre volte, così anche ora aiutasse coloro che erano in pericolo di essere privati della legge, della patria e del tempio santo
11 e non permettesse che il popolo, il quale ora appena respirava un poco, divenisse suddito di nazioni bestemmiatrici.11 e non permettesse che il popolo, che aveva appena goduto di un breve respiro, cadesse in mano a quegli infami pagani.
12 Tutti insieme eseguirono quest’ordine e invocarono il Signore misericordioso con gemiti, digiuni e adorazioni per tre giorni senza pausa. Quindi Giuda, dopo averli esortati, ordinò di tenersi pronti.12 Quando ebbero fatto ciò tutti insieme ed ebbero supplicato il Signore misericordioso con gemiti e digiuni e prostrazioni per tre giorni continui, Giuda li esortò e comandò loro di tenersi preparati.
13 Dopo un colloquio con gli anziani, egli stabilì di uscire, prima che l’esercito del re entrasse in Giudea e si impadronisse delle città, e di decidere l’affare con l’aiuto di Dio.13 Tenuto poi un convegno a parte con gli anziani, decise che si dovesse, con l'aiuto di Dio, risolvere le cose uscendo a battaglia prima che l'esercito entrasse nella Giudea e si impadronisse della città.
14 Perciò, affidando ogni cosa al creatore del mondo, egli esortò i suoi a combattere valorosamente fino alla morte per le leggi, il tempio, la città, la patria e le istituzioni. Intanto fece accampare l'esercito vicino a Modin.14 Affidando poi ogni cura al creatore del mondo, esortò i suoi a combattere da prodi fino alla morte per le leggi, per il tempio, per la città, per la patria, per le loro istituzioni, e pose il campo vicino a Modin.
15 Dopo aver dato ai suoi la pino d’ordine « La vittoria di Dio », con alcuni giovani scelti fra i più valorosi piombò di notte sulla tenda del re e uccise nel suo accampamento circa duemila uomini, trafiggendo anche il più grosso degli elefanti con il soldato che lo guidava dalla torretta.15 Data ai suoi uomini la parola d'ordine "Vittoria di Dio", con giovani valorosi ben scelti, piombò di notte sulla tenda del re nell'accampamento, uccise circa tremila uomini e trafisse il più grosso degli elefanti insieme con l'uomo che era nella torretta
16 Infine riempirono il campo di timore e di spavento e se ne tornarono con pieno successo.16 e alla fine riempirono tutto il campo di terrore e confusione; poi se ne tornarono ad impresa ben riuscita.
17 Ciò avveniva allo spuntare del giorno per l’efficace protezione del Signore.17 Quando già spuntava il giorno, la cosa era compiuta, per la protezione del Signore che aveva assistito Giuda.
18 Ma il re, avuta tale prova dell’audacia dei Giudei, ormai cercava di occupare con l'astuzia i diversi luoghi.18 Il re, avuto questo saggio dell'audacia dei Giudei, tentava con l'astuzia la conquista delle posizioni.
19 Si avvicinò, perciò, a Bet Zur, fortezza ben difesa dei Giudei, dove venne respinto, fallì nel suo colpo e subì perdite.19 Così si spingeva contro Bet-Zur, una ben munita fortezza dei Giudei, ma veniva respinto, aveva sfortuna e falliva;
20 Giuda, intanto, fece giungere il necessario agli assediati.20 mentre Giuda faceva giungere il necessario agli assediati.
21 Ora Rodoco dell’esercito giudaico svelò il segreto ai nemici: fu ricercato, preso e giustiziato.21 Intanto Rodoco, appartenente alle file dei Giudei, aveva rivelato i segreti ai nemici: fu ricercato, preso e tolto di mezzo.
22 Per la seconda volta il re venne a trattative con gli abitanti di Bet-Zur: offrì la pace, la ricevette, se ne andò. Poi si scontrò con i soldati di Giuda ma ebbe la peggio.22 Il re tornò a trattare con quelli che erano in Bet-Zur, diede e ricevette la destra di pace e se ne andò. Assalì gli uomini di Giuda ma ebbe la peggio.
23 Quando seppe che gli si era ribellato Filippo, lasciato ad Antiochia per presiedere gli affari, il re rimase sconcertato. Egli fece chiamare i Giudei, si arrese e giurò di rispettare ogni giusta condizione. Si conciliò, offrì un sacrificio, onorò il tempio e trattò con rispetto il luogo.23 Ricevette poi notizia che Filippo, lasciato in Antiochia a dirigere gli affari, agiva da dissennato e ne rimase sconcertato; invitò i Giudei a trattare, si sottomise, si obbligò con giuramento a rispettare tutte le giuste condizioni, ristabilì l'accordo e offrì un sacrificio, onorò il tempio e beneficò il luogo.
24 Fece un’ottima accoglienza al Maccabeo e nominò Egemonide stratega della regione fra Tolemaide e il paese dei Gerreni.24 Fece accoglienze al Maccabeo e lasciò Egemònide come stratega da Tolemàide fino al paese dei Gerreni.
25 Quindi si recò a Tolemaide. Gli abitanti della città manifestarono il proprio malcontento per i patti di amicizia con i Giudei. Essi si indignarono per alcune convenzioni e tentarono di farle rescindere.25 Venne a Tolemàide, ma i cittadini di Tolemàide si mostrarono malcontenti per quegli accordi; erano irritati contro coloro che avevano voluto abolire i loro privilegi.
26 Allora Lisia salì sul podio, difese (l’accordo) per quanto gli fu possibile, persuase i cittadini, li calmò e li ridusse a più miti consigli. Poi tornò ad Antiochia. Così, dunque, si svolsero le cose circa la spedizione è la ritirata del re.26 Salì allora sulla tribuna Lisia, fece la sua difesa meglio che poté, li persuase, li calmò, li rese ragionevoli; poi tornò ad Antiochia. Così si svolse la spedizione del re e il suo ritorno.