SCRUTATIO

Sabato, 20 giugno 2026 - San Ettore ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 10


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Sacra Bibbia GarofaloSTUTTGARTENSIA-DELITZSCH
1 Intanto il Maccabeo con i suoi, sotto la guida del Signore, occupò il tempio e la città.
2 Essi abbatterono le are che erano stato innalzate dagli stranieri nelle piazze, come i boschetti sacri.
3 Dopo aver purificato il tempio, vi costruirono un altro altare. Tratta la scintilla da alcune pietre e ricavatone il fuoco, offrirono sacrifici dopo un’interruzione di due anni, bruciarono l’incenso, accesero le lampade e rinnovarono i pani sulla mensa.
4 Eseguite tali cose prostrati a terra, essi supplicarono il Signore di non farli incorrere più in simili mali, ma che qualora avessero di nuovo peccato, fossero da lui stesso benignamente castigati e non consegnati a gente empia e barbara.
5 Proprio nello stesso giorno e mese in cui il tempio era stato profanato dagli stranieri, fu compiuta la purificazione del tempio, cioè il 25 di Casleu.
6 Con letizia celebrarono otto giorni di festa come per le Capanne, ricordando come, poco tempo prima, avevano passato la festa delle Capanne sui monti e nelle caverne al pari delle belve.
7 Perciò, tenendo in mano tirsi, rami verdi e palme ringraziavano colui che aveva felicemente disposto che si facesse la purificazione del proprio luogo.
8 Ordinarono con pubblico editto e decreto a tutta la nazione giudaica di celebrare ogni anno tali giorni.
9 Queste furono le circostanze della morte di Antioco chiamato Epifane.
10 Ora racconteremo i fatti avvenuti sotto il governo di Antioco, figlio di quell’empio, sunteggiando i mali continui delle guerre.
11 Costui, ereditato il regno, propose agli affari di stato un certo Lisia, comandante supremo della Celesiria e della Fenicia.
12 Allora Tolomeo detto Macron preferendo trattare con giustizia i Giudei, specialmente a causa delle ingiustizie che erano state loro fatte prima, cercava di usare modi pacifici.
13 Perciò egli fu accusato da alcuni colleghi presso l’Eupatore. Sentendosi chiamare spesso traditore perchè aveva abbandonato Cipro, che gli era stata affidata da Filometore, e perchè era passato dalla parte di Antioco Epifane, non potendo più portare con decoro l’alta carica, si avvelenò e finì così la vita.
14 Gorgia, pertanto, divenuto stratega di quelle regioni, si mise a raccogliere soldati stranieri e a mantenere un continuo stato di guerra con i Giudei.
15 Nello stesso tempo anche gli Idumei, padroni di importanti fortezze, molestavano i Giudei e, accogliendo i fuggiaschi da Gerusalemme, cercavano di tenere viva la guerra.
16 Allora i soldati del Maccabeo, dopo avere elevato suppliche e pregato Dio di essere loro alleato, andarono all’assalto delle fortezze degli Idumei.
17 Sferrato l'attacco, si impadronirono di quelle località e, respingendo tutti coloro che combattevano sulle mura, uccisero quanti venivano loro incontro. Così ne abbatterono non meno di ventimila.
18 Non meno di novemila si rifugiarono in due torri fortificatissime e fornite di quanto occorre per sostenere un assedio.
19 Il Maccabeo, allora, lasciati ivi Simone e Giuseppe e anche Zaccheo con coloro che erano con lui in numero sufficiente per l’assedio, si recò in luoghi dove era più urgente la sua presenza.
20 Ma i soldati di Simone, avidi di guadagno, si lasciarono persuadere con il denaro da alcuni di coloro che stavano nelle torri e, ricevute settantamila dracme, ne fecero fuggire un certo numero.
21 Il Maccabeo, appena gli fu riferito l’accaduto, radunò i capi del popolo e accusò quelli di aver venduto per denaro i fratelli, lasciando liberi contro di essi i nemici.
22 Egli fece uccidere quei traditori e subito si impadronì delle due torri.
23 Riuscendogli felicemente ogni impresa d’armi, egli uccise più di ventimila uomini nelle due fortezze.
24 Timoteo, che prima era stato sconfitto dai Giudei, dopo aver assoldato moltissime forze straniere e radunato una buona parte della cavalleria dell’Asia, venne per occupare la Giudea con le armi.
25 Avvicinandosi costui, gli uomini del Maccabeo si misero a supplicare Dio con il capo cosparso di cenere e i fianchi cinti di cilicio.
26 Prostrati innanzi all’altare, pregavano il Signore di mostrarsi propizio con loro, nemico con i loro nemici e avversario dei loro avversari, come dichiara la legge.
27 Dopo aver pregato, presero le armi e si allontanarono molto dalla città. Giunti vicino ai nemici, si fermarono.
28 Appena sorto il sole, vennero alle mani. Gli uni avevano per mallevadore del successo e della vittoria, oltre il proprio valore, l'abbandono fiducioso nel Signore; gli altri, invece, avevano per guida solo il proprio furore.
29 Attaccata pertanto aspra battaglia, furono visti dagli avversari cinque uomini che su cavalli dalle briglie d’oro guidavano dal cielo i Giudei.
30 Essi misero in mezzo il Maccabeo e lo coprivano con le armi, rendendolo così invulnerabile. Perciò quelli, confusi per la invisibilità prodottasi, si dispersero con il più grande disordine.
31 Di essi perirono ventimilacinquecento soldati e seicento cavalieri.
32 Timoteo stesso fuggì nella fortezza chiamata Gezer, ben munita, dove comandava Cherea.
33 I soldati del Maccabeo assediarono con entusiasmo per quattro giorni la fortezza.
34 Coloro che erano dentro, fidando nella saldezza del luogo, vomitavano maledizioni e proferivano parole empie.
35 Ma allo spuntare del quinto giorno, venti giovani dell’esercito del Maccabeo, accesi di sdegno per le bestemmie, saltarono sul muro con coraggio veramente virile e con impeto da leoni e trucidarono quanti cadevano nelle loro mani.
36 Altri, intanto, prendendo gli assediati dal lato opposto, diedero fuoco alle torri. Accesi i fuochi, bruciarono vivi quei bestemmiatori. Altri, poi, abbatterono le porte e, fattovi entrare il resto dell’esercito, si impadronirono della città.
37 Essi uccisero anche Timoteo che si era nascosto in una cisterna, suo fratello Cherea e Apollofane.
38 Compiute tali cose, con inni e lodi benedicevano il Signore che aveva grandemente beneficato Israele e aveva concesso loro la vittoria.