SCRUTATIO

Martedi, 14 luglio 2026 - San Camillo de Lellis ( Letture di oggi)

Secondo libro di Samuele 12


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La parabola di Natan

1Jahvè mandò a David il profeta Natan: questi venne da lui e gli disse: «Due uomini C’erano in una città: uno ricco e l’altro povero.2Il ricco aveva bestiame minuto e bestiame grosso in grande abbondanza.3Il povero niente di tutto questo se non un’agnella, unica e piccola che si era comprata. L’aveva allevata e questa era cresciuta presso di sé e con i suoi figli, insieme. Mangiava del suo stesso boccone, beveva dalla sua ciotola: gli dormiva in seno ed era per lui come una figlia.4Ora venne un ospite dall’uomo ricco: questi risparmiò di prendere dal suo bestiame minuto e bestiame grosso, per preparare al viandante che era venuto da lui: prese l’agnella dell’uomo povero e preparò all’uomo che era venuto da lui».5L’ira di David arse violenta contro quell’uomo. Disse a Natan: «Per la vita di Jahvè, l’uomo che ha fatto ciò è reo di morte!6Pagherà l’agnella sette volte perché egli ha fatto tale cosa e ha risparmiato se stesso!»

Applicazione della parabola

7Allora Natan disse a David: «Sei tu quell’uomo! Così dice Jahvè, Dio di Israele: “lo ti ho unto re su Israele, ti ho strappato dalle mani di Saul;8ti ho dato la casa del tuo signore, ti ho messo in seno le mogli stesse del tuo signore! Inoltre ti ho dato la casa di Israele e di Giuda. E, se fosse ancora poco, ti aggiungerei ancora queste e queste altre.9Perché dunque hai tenuto in così poco conto Jahvè da fare ciò che ai suoi occhi è male? Hai colpito di spada Uria l’Hittita e hai sposato sua moglie.

Annunzio dei castighi

10Ora la spada non si allontanerà più dalla tua casa, come castigo perché tu mi hai oltraggiato e hai preso la moglie di Uria l’Hittita per farla tua moglie e hai assassinato lui con la spada dei figli di Ammon”.11Così dice Jahvè: “Ecco, suscito contro di te uno dei tuoi più prossimi, uno della tua stessa casa: prenderò le tue donne innanzi ai tuoi occhi e le darò a questo tuo prossimo; lui giacerà con le tue donne sotto gli occhi di questo sole!12Si, poiché tu hai agito nell’ombra, io invece manderò a effetto questa cosa al cospetto di tutto Israele e al cospetto del sole!”».13Disse David a Natan: «Ho peccato contro Jahvè!» Natan rispose a David: «Anche Jahvè perdona il tuo peccato: tu non morirai;14tuttavia, poiché hai osato oltraggiare — Dio liberi! — Jahvè con questa azione, anche il figlio che ti fu generato morirà certamente».

Muore il figlio della colpa

15Natan se ne andò a casa. Jahvè colpì dunque il bimbo che la moglie di Uria aveva generato a David; s’ammalò gravemente.16David si rivolse a Dio per il fanciullo e digiunò rigorosamente è prese a passar le notti giacendo, vestito di sacco, per terra.17Gli anziani della sua casa fecero di tutto perché si levasse di terra, ma lui non volle e non assaggiò cibo con essi.18Dopo sette giorni, il fanciullo morì e i servitori di David non osavano riferirgli che il fanciullo era morto; infatti dicevano: «Ecco, mentre il bimbo era ancora vivo, noi gli parlavamo e lui non ci dava retta; come dunque gli diremo: “Il fanciullo è morto”? Farà qualche sproposito!»19David si accorse che i servitori parlottavano tra di loro e capì che il fanciullo era morto. Chiese perciò ai servitori: «Il bambino è morto?» Risposero: «È morto».20Allora David si levò da terra, si lavò, si unse, cambiò vesti, poi andò al tempio di Jahvè: si prostrò e rientrò in casa. Poiché lo aveva domandato, gli porsero cibo ed egli mangiò.21Gli dissero i servitori: «Che è mai questo tuo modo di agire? Mentre il fanciullo era ancora in vita hai digiunato e pianto: ora che è morto, ti alzi e prendi cibo?»22Rispose: «Mentre il fanciullo era ancora in vita ho digiunato e pianto perché dicevo: “Chi sa? Jahvè avrà pietà di me e il bimbo vivrà”.23Ma ora è morto: a che scopo dovrei digiunare? Potrò forse farlo tornare ancora? Io andrò da lui, ma lui non tornerà a me!»24David poi consolò Betsabea sua moglie ed entrò da lei e dormì con lei. Essa concepì e partorì un figlio, che egli chiamò Salomone: Jahvè lo amò.25Anzi mandò il profeta Natan, che lo chiamò Jedidia per ordine di Jahvè.

Fine della guerra ammonita

26Joab frattanto aveva combattuto contro Rabba dei figli di Ammon e si era impadronito della città delle Acque.27Joab mandò quindi messaggeri a David per dirgli: «Ho combattuto contro Rabba e mi sono impadronito della città delle Acque.28Orbene, raccogli il resto della tua gente, accampati contro la città e occupala; altrimenti, se io prendo la città, questa porterebbe il mio nome».29Allora David, raccolta tutta la gente, andò a Rabba: combatté contro di essa e la conquistò.30Levò dalla testa di Milchom una corona che pesava un talento d’oro e aveva una pietra preziosa, che David portò poi sul capo. Il bottino della città che asportò era molto, fuor di misura.31Quanto agli abitanti che erano in essa, li portò via e li impiegò a segar le pietre e a squadrarle, a tagliare con la scure il legname, e li mise a lavorare nelle fabbriche di mattoni: così trattò tutte le città dei figli di Ammon. Poi David con tutta la truppa se ne tornò a Gerusalemme,