SCRUTATIO

Lunedi, 6 luglio 2026 - Santa Maria Goretti ( Letture di oggi)

Vangelo secondo Luca 6


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Le spighe e il sabato

1E avvenne che, in un giorno di sabato, Gesù passò attraverso le biade, e i suoi discepoli strappavano le spighe e le mangiavano dopo averle stropicciate con le mani.2Alcuni farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso fare di sabato?»3E Gesù rispose loro: «Non avete letto neppure ciò che fece Davide, quando ebbe fame egli e i suoi compagni?4Come, cioè, entrò nella casa di Dio, prese i pani della Proposizione, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni; quei pani che soltanto ai sacerdoti è permesso mangiare?»5E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è padrone anche del sabato».

Guarigione dell’uomo dalla mano secca

6Avvenne poi, un altro sabato, che egli entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra secca.7Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se operasse guarigioni di sabato, per trovare di che accusarlo.8Ma egli conosceva i loro pensieri. Disse, dunque, all’uomo che aveva la mano secca: «Alzati e mettiti qua in mezzo». Quegli si alzò e stette in piedi.9Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: che cosa è permesso in giorno di sabato, fare del bene o fare del male? salvare una vita o perderla?»10E, volgendo intorno lo sguardo su loro tutti, disse a quell’uomo: «Stendi la mano!» Quegli lo fece e la sua mano ridivenne normale.11Essi allora furon pieni di furore e trattavano fra loro su ciò che avrebbero potuto fare a Gesù.

La scelta dei dodici

12E avvenne che in quei giorni egli se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte a pregare Dio.13Quando si fece giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli:14Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo,15Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelante,16Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che poi fu traditore.

Assembramento di folla

17Disceso con essi si fermò in un luogo pianeggiante, c’era una gran folla di discepoli suoi e moltissima gente, da tutta la Giudea e da Gerusalemme e dalla costa di Tiro e di Sidone,18venuti per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie, e quelli che erano tormentati da spiriti immondi ne erano guariti.19E tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Il discorso del monte. Beatitudini e minacce

20Ed egli, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.21Beati voi che adesso avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che adesso piangete, perché sarete lieti.22Beati sarete quando gli uomini vi odieranno, quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e proscriveranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo.23Gioite, in quel giorno, ed esultate, poiché allora la vostra ricompensa sarà grande nel cielo; così, infatti, i loro padri trattavano i profeti.24Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione!25Guai a voi, che adesso siete saziati, perché avrete fame. Guai a voi, che adesso ridete, perché sarete in lutto e piangerete.26Guai, quando tutti gli uomini dicessero bene di voi: è così, infatti, che i loro padri trattavano i falsi profeti.

La vera carità

27Ma a voi che ascoltate dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano;28benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi calunniano.29A chi ti percuote su una guancia porgi anche l’altra e a chi ti prende il mantello non impedire di toglierti la tunica.30Da’ a chiunque ti chiede e a chi prende il tuo non domandar restituzione.31E secondo che volete che gli uomini facciano a voi fate similmente a loro.32E se amate coloro che vi amano, che merito avete? Anche i peccatori, infatti, amano coloro che li amano.33Se fate bene a chi vi fa bene, che merito avete? Anche i peccatori fanno lo stesso.34E se prestate a coloro dai quali sperate di ricevere, che merito avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per ricevere lo stesso servizio.35Amate, invece, i vostri nemici, fate del bene e prestate, nulla sperando in ricambio, e sarà grande la vostra ricompensa, e sarete figli dell’Altissimo, poiché egli è benigno per gli ingrati e i cattivi.36Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso.37Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.38Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, scossa, traboccante, vi sarà versata nel seno, poiché con la misura con la quale avrete misurato sarà rimisurato a voi».39Egli disse loro anche questa parabola: «Può un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno entrambi in un fosso?40Non c’è discepolo che sia da più del suo maestro, ma ogni discepolo, giunto a perfezione, sarà come il suo maestro.41Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non noti la trave che è nel tuo proprio occhio?42Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che io tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio” tu che non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello.

L’albero e il frutto

43Non c’è un albero buono che faccia frutto guasto nè, viceversa, un albero guasto che faccia frutto buono.44Ogni albero, infatti, si conosce dal suo frutto. Non si raccolgono fichi dalle spine né dal rovo si vendemmia uva.45L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae il bene, e il cattivo dal cattivo trae il male, perché la sua bocca parla dall’abbondanza del cuore.

Necessità della pratica

46Perché mi chiamate: “Signore, Signore” e non fate quanto dico?47Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica vi mostrerò a chi assomiglia:48assomiglia a un uomo che costruisce una casa, il quale scavò, E fondo e pose le fondazioni sulla roccia. Ora, venuta la piena, il fiume si rovesciò su quella casa e non valse a scuoterla, perché era ben costruita.49Chi, invece, ha ascoltato e non ha messo in pratica, rassomiglia a un uomo che ha edificato una casa sul suolo, senza fondazioni; il fiume si rovesciò su di essa e subito crollò,e© la rovina di quella casa fu grande».