SCRUTATIO

Sabato, 5 settembre 2026 - Santa Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu) ( Letture di oggi)

Daniele 6


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA CEI 1974
1 Dario il Medo ricevette poi il regno all’età di sessantadue anni.1 Volle Dario costituire nel suo regno centoventi sàtrapi e ripartirli per tutte le province.
2 Parve bene a Dario di costituire nel regno centoventi satrapi che fossero ripartiti in tutto il regno2 A capo dei sàtrapi mise tre governatori, di cui uno fu Daniele, ai quali i sàtrapi dovevano render conto perché nessun danno ne
3 e, sopra di essi, tre ministri — Daniele era uno di essi — ai quali facessero rapporto in modo che il re non venisse disturbato.3 soffrisse il re. Ora Daniele era superiore agli altri governatori e ai sàtrapi, perché possedeva uno spirito eccezionale, tanto che il re pensava di metterlo a capo di tutto il suo regno.
4 Allora questo Daniele si distingueva tra i ministri e satrapi poiché aveva uno spirito straordinario e il re meditava di porlo a capo di tutto il regno.4 Perciò tanto i governatori che i sàtrapi cercavano il modo di trovar qualche pretesto contro Daniele nell'amministrazione del regno.
5 Perciò i ministri e satrapi studiavano di trovare un pretesto contro Daniele riguardo all’amministrazione, ma non poterono trovare alcunchè di male perché era fedele e nessuna negligenza e nessuna colpa furono trovati in lui.5 Ma non potendo trovare nessun motivo di accusa né colpa, perché egli era fedele e non aveva niente da farsi rimproverare,
6 Allora quelli dissero: «Non troviamo nessun appiglio contro questo Daniele se non lo cerchiamo contro di lui nella religione del suo Dio».6 quegli uomini allora pensarono: "Non possiamo trovare altro pretesto per accusare Daniele, se non nella legge del suo Dio".
7 Allora quei ministri e satrapi si precipitarono dal re e gli dissero: «Re Dario, vivi in eterno!7 Perciò quei governatori e i sàtrapi si radunarono presso il re e gli dissero: "Re Dario, vivi per sempre!
8 Tutti i ministri del re, i prefetti e i satrapi, i consiglieri di stato e i governatori si sono consultati perché il re deliberi un editto e mandi in vigore un divieto secondo il quale chi, nel giro di trenta giorni, indirizzi una preghiera a qualsiasi Dio o uomo fuorché a te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni.8 Tutti i governatori del regno, i magistrati, i sàtrapi, i consiglieri e i capi sono del parere che venga pubblicato un severo decreto del re secondo il quale chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica alcuna a qualsiasi dio o uomo all'infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni.
9 Ora, o re, emana il divieto e firma il rescritto affinché, secondo la legge immutabile dei Medi e dei Persiani, non possa essere revocato».9 Ora, o re, emana il decreto e fallo mettere per iscritto, perché sia irrevocabile, come sono le leggi di Media e di Persia, che non si possono mutare".
10 Quindi il re firmò il rescritto e la proibizione.10 Allora il re Dario fece scrivere il decreto.

11 Daniele, come seppe che il rescritto era stato stilato, se ne andò a casa: teneva aperte le finestre della sua camera superiore in direzione di Gerusalemme e tre volte al giorno si gettava sulle ginocchia e pregava e lodava il suo Dio come era solito fare anche prima.11 Daniele, quando venne a sapere del decreto del re, si ritirò in casa. Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodava il suo Dio, come era solito fare anche prima.
12 Allora quegli uomini accorsero e trovarono Daniele in preghiere e suppliche al suo Dio.12 Allora quegli uomini accorsero e trovarono Daniele che stava pregando e supplicando il suo Dio.
13 Quindi si precipitarono e dissero al re in relazione al rescritto: «O re, forse non hai emanato un divieto secondo il quale chi, nel termine di trenta giorni, invocherà qualsiasi dio o uomo all’infuori di te sarà gettato nella fossa dei leoni ?» Prese a dire il re: «La cosa è fissata secondo la legge irrevocabile dei Medi e dei Persiani ».13 Subito si recarono dal re e gli dissero riguardo al divieto del re: "Non hai tu scritto un decreto che chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo, all'infuori di te, re, sia gettato nella fossa dei leoni?". Il re rispose: "Sì. Il decreto è irrevocabile come lo sono le leggi dei Medi e dei Persiani".
14 Allora presero a replicare al re: «Daniele, dei deportati di Giuda, non ha fatto attenzione a te, o re, né al divieto che tu hai promulgato e indirizza; tre volte al giorno, la supplica al suo Dio».14 "Ebbene - replicarono al re - Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere".
15 Allora il re, come udì la cosa, se ne dispiacque molto e si preoccupò di salvare Daniele e, fino al tramonto del sole, si impegnò a liberarlo.15 Il re, all'udir queste parole, ne fu molto addolorato e si mise in animo di salvare Daniele e fino al tramonto del sole fece ogni sforzo per liberarlo.
16 Allora quegli uomini si precipitarono dal re e gli dissero: «Sappi, o re, che secondo la legge dei Medi e dei Persiani è irrevocabile ogni divieto o deliberazione che il re ha emanato!»16 Ma quegli uomini si riunirono di nuovo presso il re e gli dissero: "Sappi, re, che i Medi e i Persiani hanno per legge che qualunque decreto firmato dal re è irrevocabile".

17 Allora il re diede ordini: presero Daniele e lo gettarono nella fossa dei leoni. Il re prese a dire a Daniele: «Il tuo Dio, che tu servi con tale costanza, possa liberarti!»17 Allora il re ordinò che si prendesse Daniele e si gettasse nella fossa dei leoni. Il re, rivolto a Daniele, gli disse: "Quel Dio, che tu servi con perseveranza, ti possa salvare!".
18 Fu poi portata una pietra e posta sulla apertura della fossa; il re la sigillò con il suo anello e con quello dei suoi grandi affinché nulla venisse mutato nel riguardi di Daniele.18 Poi fu portata una pietra e fu posta sopra la bocca della fossa: il re la sigillò con il suo anello e con l'anello dei suoi grandi, perché niente fosse mutato sulla sorte di Daniele.
19 Allora il re ritornò al palazzo e passò la notte digiuno: non gli furono introdotte donne e il sonno se ne fuggì da lui.19 Quindi il re ritornò alla reggia, passò la notte digiuno, non gli fu introdotta alcuna donna e anche il sonno lo abbandonò.
20 Quindi il re si levò al chiaro del mattino, alla prima luce del giorno, e se ne andò in fretta alla fossa dei leoni.20 La mattina dopo il re si alzò di buon'ora e sullo spuntar del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni.
21 Avvicinatosi alla fossa; con voce triste gridò a Daniele. Prese a dire a Daniele: «Daniele, servitore del Dio vivo, il Dio che tu servi con costanza è stato capace di liberarti dai leoni?»21 Quando fu vicino, chiamò: "Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai leoni?".
22 Allora Daniele parlò con il re: «Vivi in eterno, i re!22 Daniele rispose: "Re, vivi per sempre.
23 Il mio Dio ha mandato il suo angelo e ha chiuso la bocca dei leoni, così che non mi hanno ferito perché innanzi a lui è stata trovata in me l’integrità: nemmeno davanti a te, o re, ho compiuto reato».23 Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le fauci dei leoni ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma neppure contro di te, o re, ho commesso alcun male"

24 Allora il re si felicità molto con lui e ordinò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa. E Daniele fu tratto fuori: nessun delitto fu trovato in lui poiché aveva avuto fiducia nel suo Dio24 Il re fu pieno di gioia e comandò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa. Appena uscito, non si riscontrò in lui lesione alcuna, poiché egli aveva confidato nel suo Dio.
25 Il re diede ordini: furono portati quegli uomini che avevano accusato Daniele e furono gettati nella fossa dei leoni, essi, i figli e le mogli. Non erano giunti sul fondo della fossa che i leoni si precipitarono su di essi e stritolarono tutte le loro ossa.25 Quindi, per ordine del re, fatti venire quegli uomini che avevano accusato Daniele, furono gettati nella fossa dei leoni insieme con i figli e le mogli. Non erano ancor giunti al fondo della fossa, che i leoni furono loro addosso e stritolarono tutte le loro ossa.

26 Allora il re Dario scrisse: «A tutti i popoli, nazioni e lingue che abitano su tutta la terra: “La vostra pace sia grande.26 Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano tutta la terra: "Pace e prosperità.
27 Da me è emanato l’editto: in tutto il dominio del mio regno si tremi e si trepidi innanzi al Dio di Daniele poiché egli è il Dio vivo e rimane in eterno, il suo regno non si può distruggere e il suo dominio è senza fine.27 Per mio comando viene promulgato questo decreto: In tutto l'impero a me soggetto si onori e si tema il Dio di Daniele,

perché egli è il Dio vivente,
che dura in eterno;
il suo regno è tale che non sarà mai distrutto
e il suo dominio non conosce fine.
28 Egli salva e libera e compie segni e prodigi in cielo e in terra, Lui che ha salvato Daniele dagli artigli dei leoni”#».28 Egli salva e libera,
fa prodigi e miracoli in cielo e in terra:
egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni".

29 Questo Daniele fu in grande onore nel regno di Dario e nel regno di Ciro il Persiano.29 Questo Daniele prosperò durante il regno di Dario e il regno di Ciro il Persiano.