SCRUTATIO

Lunedi, 6 luglio 2026 - Santa Maria Goretti ( Letture di oggi)

Levitico 22


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Santità in colui che mangia delle offerte

1Jahvè si rivolse a Mosè:2«Di ad Aronne e ai suoi figli che sappiano astenersi dalle offerte sacre dei figli di Israele e non contaminino il mio santo nome: essi le hanno consacrate a me. Io sono Jahvè.3Dì loro: “Per l’avvenire, chiunque della vostra discendenza si accosterà in stato di impurità alle offerte sacre che i figli di Israele consacreranno a Jahvè sarà reciso dal mio cospetto. Io sono Jahvè.4Nessun discendente di Aronne, colpito da lebbra o da scolo, potrà mangiare le offerte sacre finché non sia puro. Chi avrà toccato qualcosa di impuro per contatto di cadavere, chi avrà emesso del seme,5chi avrà toccato un rettile che rende impuri o un uomo che renda impuro di qualunque impurità,6chiunque avrà avuto tali contatti sarà impuro fino a sera. Non mangerà le offerte sacre se non dopo essersi sciacquato il corpo con acqua;7al tramonto del sole sarà puro e potrà quindi mangiare le offerte sacre: sono il suo pane.8Non mangerà carne di bestia morta o sbranata: ne contrarrebbe impurità. Io sono Jahvè.9Mantengano le mie osservanze e così non si addosseranno alcun peccato a causa delle offerte sacre: qualora infatti le contaminassero, essi ne morirebbero. Io sono Jahvè che li santifico.10Nessun estraneo mangerà un’offerta sacra: né l’inquilino di un sacerdote né l’avventizio potranno mangiare un’offerta sacra,11Ma se un sacerdote acquista con denaro una persona, questa ne potrà mangiare; quelli che nascono nella sua famiglia potranno mangiare il suo pane.12La figlia di un sacerdote sposata con un estraneo non potrà cibarsi del contributo delle offerte sacre;13tuttavia, se è divenuta vedova o è stata ripudiata e, non avendo prole, ritorna alla casa di suo padre come in gioventù, potrà mangiare il pane di suo padre. Ma nessun estraneo può mangiarlo;14chi mangia per inavvertenza una cosa sacra deve restituirla al sacerdote con l’aggiunta di un quinto.15Non contaminino le offerte sacre prelevate dai figli di Israele per Jahvè;16mangiando le loro offerte sacre li graverebbero di una colpa che esige riparazione poiché io, Jahvè, le rendo sacre”».

Qualità delle vittime sacrificali

17Jahvè si rivolse a Mosè:18«Parla ad Aronne, ai suoi figli e a tutti 1 figli di Israele, di loro: “Chiunque della casa di Israele e dei forestieri che soggiornano in Israele voglia presentare la propria offerta — si tratti di sacrificio votivo o di sacrificio spontaneo che usano offrire in olocausto a Jahvè —19per essere gradito deve offrire un maschio senza difetto tra bovini, ovini o caprini.20Non dovete offrire ciò che ha un difetto, poiché non sareste graditi.21Colui che offre a Jahvè un bovino o un capo di bestiame minuto come sacrificio pacifico in adempimento di un voto oppure come sacrificio spontaneo, la vittima, per essere gradita, deve essere senza difetto; non deve avere nessun difetto.22Non offrirete a Jahvè un animale cieco, storpio, ferito, ulceroso, scabbioso, con piaghe purulente; nulla di tutto ciò sarà posto sull’altare come sacrificio di fuoco per Jahvè.23Potrai offrire un toro o un agnello non bene proporzionato o non ben sviluppato come sacrificio spontaneo, ma non sarà gradito come sacrificio votivo.24Non offrirete a Jahvè un animale con i testicoli schiacciati, contusi, strappati o recisi. Nella vostra terra non farete simili offerte25né permetterete che vengano offerte come pane del vostro Dio dalla mano di uno straniero; la loro deformazione le rende difettose: non vi renderanno graditi”». :26Jahvè si rivolse a Mosè:27«Un vitello, un agnello o un capretto dovranno, dopo la nascita, restare sette giorni con la madre: dall’ottavo giorno in poi può essere gradito come offerta di sacrificio di fuoco per Jahvè.28Non immolerete nello stesso giorno una vacca o una pecora insieme con il suo nato.29Se offrite a Jahvè un sacrificio di ringraziamento, offritelo in modo che siate graditi;30sarà consumato in giornata; non lasciatene fino al mattino seguente. Io sono Jahvè.31Osserverete i miei precetti e li metterete in pratica. Io sono Jahvè.32Non contaminerete il mio santo nome affinché io sia santificato tra i figli di Israele: io sono Jahvè che vi santifico,33colui che vi fece uscire dalla terra d’Egitto per essere vostro Dio. Io sono Jahvè».