SCRUTATIO

Venerdi, 19 giugno 2026 - San Romualdo ( Letture di oggi)

Secondo libro dei Maccabei 8


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Sacra Bibbia GarofaloBIBBIA VOLGARE
1 Intanto Giuda il Maccabeo e coloro erano con lui, introducendosi di nascosto che villaggi, chiamavano a sè i parenti e ne radunarono circa seimila raccogliendo quanti erano restati fedeli al giudaismo.1 Giuda Maccabeo veramente, e quegli che con lui erano, nascosamente entravano nelle castella; convocando gli parenti e amici, e coloro ch' erano rimasi fermi nella legge (e fede) giudaica, congregandogli, li trassono a sè, e furono sei milia uomini (forti).
2 Essi supplicavano Signore di riguardare il popolo oppresso da tutti e di aver misericordia per il tempio profanato da uomini empi,2 E invocavano il Signore, pregandolo che riguardasse il suo popolo il quale veniva conculcato dagli uomini, e ch' egli avesse misericordia al templo (suo santo), contaminato (e violato) dalli malvagi.
3 di aver pietà della città devastata che stava per essere rasa al suolo, e di prestare orecchio al sangue che gridava vendetta al suo cospetto,3 Avesse anche misericordia del grande esterminio della città, la qual sùbito era per esser spianata (e ruinata), e udisse (anche) la voce del sangue (cioè degli uccisi) i quali gridavano a lui;
4 di ricordarsi dell’iniqua morte di fanciulli senza colpa e di mostrare sdegno per le bestemmie lanciate contro il suo nome.4 esorandolo etiam ch' egli si ricordasse della iniquissima morte degl' innocenti piccolini, e delle blasfemie fatte al suo (glorioso) nome, e che sopra tutte queste cose lo eccitasse il suo furore.
5 Il Maccabeo, pertanto, alla testa delle sue truppe si palesò subito invincibile ai Gentili poichè lira di Dio si era cambiata in misericordia.5 Ma il Maccabeo, per la moltitudine ch' egli avea congregata, era fatto spaventoso e orribile alle genti; per che la ira del Signore era mutata in misericordia.
6 Piombando improvvisamente su città e villaggi, egli incendiava tutto. Occupava le posizioni migliori, mettendo in fuga non pochi nemici.6 E sopravenendo lui alli castelli e cittadi, infiammava li animi loro; e occupando li luoghi opportuni, faceva grande isconfitta nelli inimici.
7 Per queste sue scorrerie sceglieva di preferenza la complicità delle notti. La fama del suo valore, intanto, si diffondeva dovunque.7 Specialmente faceva questi discorsi la notte; e la grande fama del suo potere e virtute per tutto era divulgata.
8 Filippo, vedendo che quest'uomo a poco a poco faceva progressi e che riportava vantaggi sempre più frequenti, scrisse a Tolomeo, stratega della Celesiria c della Fenicia, di venire a tutelare gli interessi del re.8 La qual cosa vedendo Filippo, e (che) a poco a poco l'uomo (cioè Giuda) far profitto, e con prestezza le sue cose andare prospere, scrisse a Tolomeo duca di Celesiria e Fenicia, che dèsse sussidio alle faccende del re.
9 Costui, allora, scelse subito Nicanore, figlio di Patroclo, tra i primi amici del re e, affidandogli non meno di ventimila soldati di ogni nazione, lo mandò a sterminare tutta la stirpe dei Giudei. Gli aggiunse anche Gorgia, uomo d’armi ed esperto di tattica militare.9 Il qual Tolomeo velocemente mandò Nicanore, figliuolo di Patroclo, il quale era de' principali ed era amico, dandoli gente mescolata a piedi e a cavallo, ben armati (e mal armati), non meno di venti milia, acciò che ispegnesse tutta la generazione giudea, aggiuntoli Gorgia cavaliere, uomo nelli fatti dell' arme e di battaglie molto esperto (e ammaestrato).
10 Nicanore si propose di raggiungere duemila talenti, tributo che il re doveva ai Romani, con la vendita degli schiavi giudei.10 E Nicanore ordinò al re, che supplisse il tributo ai Romani, il quale era (solo) di duo migliaia di talenti, della presa de' Giudei.
11 Perciò egli mandò subito alle città marittime l’invito di comprare schiavi giudei promettendo di concederne novanta per un talento. Egli non si aspettava che la vendetta dell’Onnipotente stesse per colpirlo.11 E sùbito mandò alle città marittime, convocando acciò che venissono a comprarsi de' Giudei per servi, promettendo egli di darli nonanta Giudei per uno talento, non avendo rispetto alla vendetta la qual lui dovea conseguitare dallo onnipotente Iddio.
12 Giuda, appena ebbe la notizia della marcia di Nicanore, annunciò ai suoi l’avvicinarsi dell’esercito.12 E Giuda, dove si trovò, manifestò a quelli ch' erano con lui lo avvenimento di Nicanore.
13 Allora i paurosi e coloro che non confidavano nella giustizia divina si diedero alla fuga e si ritirarono dal luogo.13 Dei quali alcuni dubitando, e non credendo alla giustizia di Dio, si fuggirono.
14 Altri, poi, vendevano quanto era loro rimasto, supplicando ugualmente il Signore di salvare coloro che erano già stati venduti dall’empio Nicanore prima ancora dello scontro:14 E gli altri, che rimasero di quelli, sì venivano pregando Iddio insieme, che li liberasse dall'empio Nicanore, il qual gli avea venduti prima che li fosse venuto appresso.
15 se non per loro stessi almeno per le alleanze con i loro padri e perchè il suo augusto e venerando nome era stato invocato su di loro.15 E se non per cagione di loro li volesse liberare, che Iddio lo facesse per amor del suo testamento lo qual fu dato alli padri loro, e per la invocazione del suo santo e magnifico nome sopra di loro.
16 Il Maccabeo, radunati i suoi: uomini in numero di seimila, li esortò a non lasciarsi intimidire dai nemici, a non temere la moltitudine dei Gentili, che li aggredivano ingiustamente, ma a combattere da prodi,16 E (chiamati e) radunati ch' ebbe il Maccabeo insieme sette milia uomini i quali erano con lui, pregava che non si riconciliassero cogl' inimici, che nè anco temessero la (iniqua) moltitudine degli inimici, che venìa contro a loro, ma che combattesseno fortemente,
17 tenendo innanzi agli occhi l’empia violenza che quelli avevano perpetrato nel: luogo santo, l’oltraggio della città ingiuriata e anche l’abolizione delle leggi avite;17 avendo dinanzi alli occhi suoi la ingiuria la qual era stata fatta dalli nimici ingiustamente al luogo santo, e anco la ingiuria della città (che presono) posta in tanta derisione, e anco la distruzione delle leggi degli antichi (nostri).
18 «Essi, infatti, confidano nelle armi e nella loro audacia » disse « noi,' invece, poniamo la nostra fiducia nel Dio onnipotente che può sterminare con un sol cenno coloro che ci assalgono e tutto il mondo ».18 Però che loro certamente si confidano nell'arme insieme con l'audacia loro; ma noi sì confidiamo nello onnipotente Iddio, il qual puote disfare e quelli che vengono contro a noi, e tutto il mondo, in uno cenno (e ad una sua deliberazione).
19 Quindi egli ricordò anche gli aiuti che gli antenati avevano ricevuto dai loro avi, quello del tempo di Sennacherib, per cui perirono centottantacinquemila uomini19 E ridusseli a memoria delli adiutorii di Dio, li quali furono fatti alli suoi antecessori, e quello che fu fatto sotto Sennacherib, che cento e ottantacinque milia ne perirono;
20 e quello che si era verificato a Babilonia nella battaglia contro i Galati, quando ottomila Giudei in tutto con l’aiuto di quattromila Macedoni accettarono battaglia: mentre i Macedoni si trovavano in grande pericolo, gli ottomila annientarono centoventimila nemici con l’aiuto che era disceso per loro dal Cielo e catturarono un bottino immenso.20 e della battaglia la qual ebbero con quelli di Galata in Babilonia, dove tutti, quando vennero al fatto, dubitando quelli di Macedonia loro compagni, essi soli sei milia uomini ne uccisero cento venti milia, per le adiutorio loro dato del cielo, e per questo hanno conseguitato molti beneficii.
21 Dopo averli resi audaci e pronti a morire per le leggi e per la patria, Giuda divise l’esercito in quattro parti,21 Per queste parole rimasero tutti costanti, e preparati di morire per difensione delle leggi e della patria.
22 ponendo a capo di ciascuna i fratelli Simone, Giuseppe e Gionata, dando a ognuno millecinquecento uomini.22 Fatto questo, ordinò li suoi fratelli principi a ciascun ordine, Simone, Iosefo e Ionata, dando a ciascuno per condutta mille e cinquecento uomini.
23 Quindi, fatto leggere da Eleazaro il libro sacro e data la parola d’ordine « Aiuto di Dio», egli stesso si mise a capo della prima schiera e si lanciò contro Nicanore.23 Anco letto il libro santo da Esdra, e dato il segno dello adiutorio di Dio, nella prima schiera esso Giuda fu alle mani con Nicanore.
24 Fattosi loro alleato l’Onnipotente, uccisero più di novemila nemici, ferirono e mutilarono la maggior parte dell’esercito; poi costrinsero tutti alla fuga.24 E fatto lo adiutorio di Dio onnipotente, uccisero sopra nove milia uomini; e fatta debile la maggiore parte dello esèrcito di Nicanore per le ferite ch' ebbero, furono costretti di fuggire.
25 Si impadronirono del denaro di coloro che erano venuti per comprarli; li inseguirono per un bel tratto, ma poi, ostacolati dall’ora tarda, dovettero tornare indietro.25 Pigliarono anco le pecunie di coloro che erano venuti per comperare li Giudei per ischiavi, e perseguitorono loro per ogni parte.
26 Era, infatti, la vigilia del sabato. Per questo non continuarono l’inseguimento.26 Ma loro fuggiti si tornarono colle bocche chiuse; e questo fatto fu dinanzi il sabbato; per la qual cagione non perseverorono di perseguitarli.
27 Dopo aver raccolto le armi e le spoglie dei nemici, celebrarono il sabato, benedicendo incessantemente e inneggiando al Signore, che li aveva salvati in quel giorno e aveva stillato su di loro le prime gocce della sua misericordia.27 Congregorono dopo questo tutte le loro arme e tutta la loro roba, e celebrorono il sabbato, benedicendo Iddio il quale li liberò in questo dì, dando a loro il principio della sua misericordia.
28 Dopo il sabato, distribuita parte delle spoglie ai danneggiati, alle vedove e agli orfani, essi con i loro servi presero il resto.28 Dopo il sabbato divisero parte delle robe prese agli infermi, orfani e vedove; e il resto divisero fra loro.
29 Dopo aver compiuto tali cose, con una supplica collettiva, pregarono il Signore misericordioso di riconciliarsi pienamente con i suol servitori.29 Terminate adunque queste cose (per questo modo), e insieme da tutti universalmente fatta la invocazione della misericordia, dimandorono al Signore, che nella fine si reconciliasse con li servi suoi.
30 In uno scontro con i soldati di Timoteo e di Bacchide, ne uccisero più di ventimila, si impadronirono di alte fortezze e si divisero le numerose spoglie, facendo giuste parti per sè, per i danneggiati, per gli orfani, per le vedove e anche per i vecchi.30 E anco di quelli i quali erano con Timoteo e Bacchide, che combatteano contra di loro, ne uccisero sopra venti milia; ed ebbero una grande munizione; e molta roba della preda divisero egualmente agli infermi, pupilli e vedove, e dando anco alli antichi.
31 Dopo aver raccolto le armi dei nemici, diligentemente riposero ogni cosa in luoghi sicuri, mentre portarono il resto del bottino a Gerusalemme.31 E dopo ch' ebbero con diligenza radunate tutte l'arme, le posero nelli luoghi dove era bisogno; lo residuo della preda portarono in Ierusalem.
32 Uccisero il filarca che si trovava intorno a Timoteo, uomo scelleratissimo che aveva fatto molto male ai Giudei.32 E Filarco uomo scelesto, che avea afflitto in molte cose i Giudei, il qual era con Timoteo, uccisero.
33 Poi, durante la festa per la vittoria in patria, bruciarono vivi coloro che, avevano dato fuoco alle porte sacre insieme con Callistene che si era rifugiato in una casetta. Così costui ricevette la giusta ricompensa della sua empietà.33 E conciosia cosa che si celebrasse il dì della vittoria in Ierusalem, colui che avea abbruciate le porte sacre, cioè Callistene, essendo lui fuggito in una casa piccola, lo abbruciorono, rendendogli la condegna mercede per le sue empietadi.
34 Nicanore, tre volte scellerato, il quale aveva condotto con sè mille mercanti per l’acquisto dei Giudei,34 Ma Nicanore, uomo operator di molti mali, il quale avea condotto mille mercatanti per comperar i Giudei,
35 fu umiliato con l’aiuto di Dio da coloro che egli stimava un nulla. Deposta la ricca veste, tutto solo in fuga attraverso i campi come un fuggiasco, egli giunse in Antiochia, riuscendo ad avere una fortuna straordinaria dopo la sconfitta dell’esercito.35 fu molto umiliato da coloro i quali lui esistimava per nulla, mediante lo adiutorio del Signore; e deposta la vestimenta della gloria sua, fuggendo per lo mezzo delle terre, solo se ne venne in Antiochia, avendo conseguitato una grande infelicità per la distruzione del suo esèrcito.
36 In tal maniera colui, che aveva promesso di pagare il tributo ai Romani con la vendita dei prigionieri di Gerusalemme, andava dicendo ora che i Giudei avevano un protettore straordinario e che in questo modo erano invulnerabili, perchè seguivano le leggi da Lui stabilite.36 E lui il quale avea promesso di restituire il tributo alli Romani della presa di quelli di Ierusalem, ora predicava che li Giudei aveano Iddio per suo protettore; e per quello sono inespugnabili, (e non è persona nè esèrcito che li possi vincere), però che sèguitano le leggi (ordinate e) constituite da esso Iddio.